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Antiquarium Turritano
Via Ponte Romano n. 89 - Ospita i reperti provenienti dagli scavi della città e delle necropoli di Turris Libisonis; si articola su due piani di esposizione. Al piano terra, sono esposte numerose statue, sia virili che femminili, ed alcuni elementi architettonici marmorei; di notevole interesse è un altare marmoreo, di forma cilindrica, dedicato alla divinità egizia Bubastis (rappresentata con testa di felino). Ai lati della sala, le prime tre vetrine espongono materiali provenienti da vecchi recuperi e da località spesso imprecisate (comunque da Turris). I reperti delle altre vetrine provengono da scavi nell’attuale centro urbano (Area ex Pretura e sotterranei dell’agenzia B.N.L.). Al piano superiore, abbiamo i materiali recuperati nelle Terme Centrali, nelle tabernae del porticato (vetrine 16-27). Di notevole interesse sono i ricchi corredi funebri provenienti dalla necropoli di San Gavino, da quella orientale dell’area ex-Shell, dall’ipogeo di Tanca di Borgona (vetrine 33-39), dalla necropoli occidentale di Marinella (vetrine 28-30). Le vetrine 40-52 ospitano materiali della Collezione Comunale, di età nuragica, fenicio-punica e romana. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Cooperativa L’Ibis - Cell. 333 2541314
Porto Torres (SS)
Museo Archeologico ed Etnografico “G. A. Sanna”
Via Roma n. 64 - Sono esposti materiali archeologici provenienti da diverse località della Sardegna ed in particolare dalla provincia di Sassari; è anche presente un’interessante sezione etnografica, di recente allestimento. L’esposizione segue un ordine cronologico: si comincia con la sala preistorica (vetrine 1-6) che custodisce materiali del Paleolitico inferiore (Perfugas) e superiore (Grotta Corbeddu-Oliena) cui seguono quelli del Neolitico antico, medio e recente, fra cui si segnalano gli idoletti femminili di Cultura Bonu Ighinu (notevoli quelli di Olbia e di Muros) ed i vasi di Cultura Ozieri rinvenuti nella Grotta di San Michele. Ai materiali provenienti dagli scavi dell’altare e del villaggio di Monte d’Accoddi-Sassari è dedicata un’intera sala (vetrine 7-11). Un’altra sezione espositiva riguarda i reperti dell’età del Rame e del Bronzo rinvenuti nelle domus de janas (vetrine 12-18); seguono i materiali dell’ttà del Bronzo (Cultura di Bonnanaro) provenienti anche da tombe megalitiche (vetrine 19-22). Notevole è la raccolta di materiali nuragici, esposti nelle vetrine (dalla 23 alla 34) che occupano l’intero piano superiore del museo: ceramiche, bronzi d’uso, bronzi votivi; fra questi ultimi si segnalano il modellino di nuraghe quadrilobato da Olmedo, la navicella del Re Sole, l’insegna “oplolatrica” (culto delle armi) di Padria. Si ritorna al piano terra dove, per l’età fenicio-punica, sono esposti (vetrine 35-44) materiali provenienti in prevalenza da Tharros: di notevole interesse soprattutto due anfore a figure nere, del VI secolo a.C. L’età romana (vetrine 43-57) è ben rappresentata da numerosi vasi provenienti da Turris Libisonis; si segnalano, inoltre, l’iscrizione su bronzo nota come Tavola di Esterzili, e la ricca serie di “stele” funerarie “punico-romane”. A seguire, subito dopo la sezione romana, è la ricca raccolta di monete di età punica, romana, medievale e moderna (vetrine 58-60), mentre per l’epoca medievale e moderna si ritorna indietro fino allo spazio fra le vetrine 17 e 18, dove si apre l’ingresso della nuova sezione appositamente allestita (vetrine 61-74), che espone soprattutto reperti provenienti dagli scavi urbani di Sassari e di Alghero oltre che di vari centri della provincia (villaggio di Geridu-Sorso). Tempo di visita: 2-2,30 ore
Tel. 079 272203
Sassari (SS)
Museo Archeologico e Paleobotanico
Via Nazario Sauro n. 21 - Il museo di Perfugas nacque per l’impulso di due importanti scoperte che interessarono l’Anglona: le industrie del Paleolitico inferiore e le foreste pietrificate. Successive ricerche di superficie hanno portato al rinvenimento di interessanti materiali archeologici di tutte le epoche. Due sezioni del museo sono infatti dedicate, rispettivamente, alla Paleobotanica (frammenti di tronchi d’albero fossili) e al Paleolitico (strumenti in selce, di tipo “clactoniano”). Nelle vetrine relative all’età preistorica, si segnalano frammenti di ceramica “cardiale” (Neolitico antico) dalla località di Concas, e vari strumenti litici da vari altri siti. Al Neolitico medio (Cultura di Bonuighinu) appartiene una eccezionale statuetta di Dea Madre che reca in braccio (unica in Sardegna) un bimbo. Fra i materiali di età nuragica, si segnala un esemplare di pugnale in bronzo “ad elsa gammata”. Numerosi sono anche i reperti di età storica, fenicio-punici, etruschi e greci (d’importazione), romani e medievali. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Sa Rundine - Cell. 349 7777103
Perfugas (SS)
Museo Archeologico
Via G.M. Angioy - Il Museo archeologico di Viddalba (forse l’antica Juliola menzionata dalle fonti) nacque a seguito degli scavi archeologici della vasta necropoli romana di San Leonardo, alla periferia del paese, che restituì una cospicua serie di “stele” funerarie in arenaria, del tipo con “faccina a specchio”, in origine collocate al di sopra di tombe ad incinerazione, poi riutilizzate nella stessa necropoli come materiali lapidei inseriti nelle più comuni tombe a cassone; di tradizione punica ma databili all’età romana tardo-repubblicana ed alto-imperiale, le 70 stele di Viddalba costituiscono la maggioranza fra tutte quelle rinvenute nella Sardegna Nord-occidentale e formano la sezione principale del museo collocata in un vasto spazio al centro della sala; alcune si segnalano per la pregevole fattura e per la ricchezza dei motivi decorativi. Nelle vetrine sono invece esposti materiali provenienti non solo dalla necropoli di San Leonardo, ma anche da altri siti del territorio. Per l’età preistorica e nuragica (vetrine 1-4) si segnalano i reperti delle domus de janas di Monte San Giovanni e del villaggio nuragico di San Leonardo. Per l’età romana repubblicana (vetrine 5-7) ed imperiale (vetrine 8-18) sono esposti soprattutto i numerosi oggetti di corredo della necropoli di San Leonardo, oltre ad una ricca raccolta di monete. Tempo di visita: 40-50 minuti
Vill’Alba Società Cooperativa Sociale - Tel. 079 580514
Viddalba (SS)
Museo Archeologico Navale “N. Lamboglia”
Località Mongiardino - Il museo è sorto a seguito della grande scoperta del relitto di una nave oneraria romana, naufragata davanti all’Isola di Spargi nel II secolo a.C.; è dedicato, quindi, all’archeologia subacquea. Al centro della prima sala, è esposta la ricostruzione di una parte della nave con il suo carico di anfore (ne sono state impiegate ben 202) stivate con cura. Ai lati della sala, sono esposti oggetti (vasellame, lucerne, ornamenti) che facevano parte della dotazione della nave, oppure oggetti personali dell’equipaggio. Nella seconda sala, assieme ad altri oggetti di bordo (come elementi in marmo) o facenti parte del carico, sono esposti reperti provenienti da altri recuperi subacquei effettuati in diverse località dell’arcipelago di La Maddalena. Tempo di visita: 45-60 minuti
Comune di La Maddalena - Tel. 0789 737470
La Maddalena (OT)
Museo Archeologico
Piazza Canonico Spano c/o locali Ex Convento di San Francesco - Raccoglie materiali provenienti dal territorio di Ozieri, già esposti al Museo Archeologico “G.A. Sanna” di Sassari o acquisiti recentemente a seguito di ricerche sistematiche o donazioni di privati. Il museo è articolato su due livelli: al piano rialzato i materiali sono esposti in un corridoio ed in tre sale. La prima sala riguarda l’età prenuragica ed espone (accanto a copie di vasi custoditi presso altri musei) materiali provenienti dalla Grotta Bariles (Neolitico medio), dalla Grotta Mara, da domus de janas e da insediamenti all’aperto: fra gli oggetti, si segnala un frammento di “brassard” in pietra dal sito di Montiju Coronas. Per l’età nuragica (sala 2), oltre a numerosi materiali ceramici, spiccano le matrici di fusione dal villaggio di San Luca e gli splendidi bronzi dal ripostiglio di Chilivani. Da Bisarcio provengono, inoltre, un lingotto di rame tipo “ox-hide” e una singolare stele centinata monolitica di tomba di giganti. Per l’età classica (sala 3) sono presenti numerosi reperti fittili provenienti da necropoli ed una stele di Ferentius. Le quattro sale del secondo piano sono invece interamente dedicate alla ricca collezione di monete puniche, romane, medievali e moderne, mentre nella attigua Sala Congressi è temporaneamente esposto il dipinto “Il Discendimento”, attribuito al Maestro di Ozieri. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Cooperativa Monte Acuto - Tel. 079 7851052
Ozieri (SS)
Museo Archeologico ed Etnografico
Via San Giacomo n. 3 c/o locali Municipio - Il museo nacque a conclusione del censimento archeologico integrale del territorio comunale di Ittireddu. Nella prima sala, dedicata all’età prenuragica, sono esposti materiali provenienti da raccolte di superficie, nonché quelli della domus de janas 1 di Monte Pira. La seconda sala è dedicata all’età nuragica; si segnalano soprattutto i materiali provenienti dall’insediamento di Monte Zuighe; è inoltre esposto, sebbene in copia (l’originale è al Museo Archeologico di Cagliari), il noto modellino bronzeo raffigurante un nuraghe quadrilobato ed una capanna. Le sale 3 e 4 sono interamente destinate ad ospitare i materiali provenienti dagli scavi del nuraghe Fontana: oltre ai pannelli che illustrano le varie fasi dello scavo (il principale, eseguito nel territorio di Ittireddu), sono esposti alcuni materiali rinvenuti, e fra questi i due “tavolini” in pietra, e il vaso quadriansato con coperchio ove erano custoditi 44 frammenti di lingotti di rame. La sala 5 è dedicata all’età romana e alto-medievale. È presente anche una sezione etnografica che espone reperti della cultura tradizionale legati al lavoro nei campi, alla pastorizia, all’intreccio, alla panificazione, alla tessitura. Tempo di visita: 45-60 minuti
Comune - Tel. 079 767623
Ittireddu (SS)
Museo Archeologico ed Etnografico della Valle dei Nuraghi
Via Carlo Felice c/o locali Vecchio Municipio - Il museo intende valorizzare il patrimonio archeologico della “Valle dei nuraghi”, il comprensorio archeologico che gravita intorno al complesso nuragico di Santu Antine a Torralba (del quale è possibile osservare un grande plastico, al piano terra). Espone prevalentemente materiali provenienti dagli scavi dello stesso nuraghe; oltre a reperti di età nuragica (fra cui numerosi frammenti di tegami decorati “a pettine”), si segnalano materiali che attestano un utilizzo del villaggio in età fenicio-punica e romana. Una sala, illustrata da pannelli e riproduzioni fotografiche, è dedicata ai monumenti del territorio. Nel giardino del museo, inoltre, sono esposti numerosi miliari romani provenienti dai territori di Bonorva, Torralba, Mores e Bonnanaro, che testimoniano l’importanza della viabilità nel Logudoro-Mejlogu; si tratta certamente di una delle raccolte più cospicue di tutta l’isola. La sezione etnografica del museo ospita generalmente esposizioni temporanee legate a mostre di carattere tematico. Tempo di visita: 45-60 minuti
Cooperativa La Pintadera - Cell. 334 6407474
Torralba (SS)
Museo Archeologico
Via Nazionale c/o locali Vecchio Monte Granatico - Il museo di Padria raccoglie essenzialmente i materiali provenienti dall’importante sito archeologico di San Giuseppe, quelli della Collezione Comunale e quelli provenienti dal censimento archeologico del territorio. L’esposizione comincia con i reperti preistorici provenienti da varie località, costituiti da frammenti di vasi di Cultura Ozieri e strumenti litici. Dei numerosi materiali nuragici rinvenuti nel territorio di Padria, ed esposti in altri musei (fra cui la celebre “insegna oplolatrica” in bronzo), vengono esposte delle riproduzioni fotografiche. I materiali dell’area sacra di San Giuseppe mostrano, all’inizio, una fase preistorica caratterizzata da fittili della Cultura di Abealzu. Il deposito votivo vero e proprio (III sec. a.C.-III sec. d.C.) è invece caratterizzato da una grande quantità di elementi fittili riproducenti parti del corpo, come mani, piedi, orecchie etc., (ex-voto), oppure dei visi umani, forse ritratti o forse raffigurazioni di divinità. Altri materiali di età punica e romana, provenienti da varie località, sono esposti fra quelli della ex collezione comunale. Tempo di visita: 45-60 minuti
Comune - Tel. 079 807018
Padria (SS)
Museo Archeologico Nazionale
Via Mannu n. 1 - Erede del vecchio “Civico Museo Speleo-Archeologico”, nato nel 1978, il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Nuoro è stato inaugurato nel 2002, e raccoglie materiali paleontologici ed archeologici provenienti da tutta la provincia di Nuoro. La prima sala è dedicata alla paleontologia, con esposizione soprattutto dei reperti faunistici provenienti dalla breccia fossilifera del Monte Tuttavista-Orosei, quali carnivori (vetrina 1), bovidi (vetrine 2-3), cervidi (vetrina 4), insettivori (vetrina 5), macachi (vetrina 6) mentre la vetrina 7 è interamente dedicata al diorama della Valle di Lanaittu, frequentata dall’uomo a partire dal Paleolitico superiore, come ben evidenziato nella vetrina 8 che espone una ricostruzione della stratigrafia della Grotta Corbeddu-Oliena. Con la sala II inizia la sezione archeologica: sono qui esposti materiali che vanno dal Neolitico all’età nuragica. La vetrina 1 ospita materiali del Neolitico medio (Cultura di Bonuighinu), provenienti soprattutto dalle grotte; la vetrina 2 espone invece reperti nel Neolitico recente (Cultura di Ozieri) e fra questi spicca soprattutto un piattino in clorite proveniente da Orgosolo. L’esposizione dei materiali neolitici prosegue nella vetrina 3, mentre la vetrina 4 nostra reperti della prima età del Rame (Culture Filigosa e Abealzu). Alla successiva fase eneolitica della Cultura di Monte Claro rimandano invece i reperti della vetrina 5, fra cui si segnalano un vaso dalla Grotta Marroccu-Urzulei ed i reperti provenienti dal villaggio di Biriai-Oliena. La vetrina 6 è dedicata ai reperti campaniformi della necropoli di Sas Concas-Oniferi mentre alla successiva Cultura di Bonnanaro appartiene la sepoltura della Grotta Sisaia-Dorgali, esposta in una teca nella sala III. Con i reperti della vetrina 7 si entra nell’età nuragica, evidenziata ancor di più con i manufatti della vetrina 8, provenienti dagli scavi di Romanzesu-Bitti; le vetrine 9 e 10 espongono reperti nuragici da varie località. Nella sala III, l’esposizione comincia con due vetrine (1 e 2) dedicate alla metallurgia; la vetrina 3 espone reperti provenienti da Su Tempiesu-Orune mentre la vetrina 4 è dedicata al sito di Sa Sedda ’e sos Carros-Oliena. Nella sala IV sono esposti reperti provenienti da altri, importanti siti archeologici, come Sa Carcaredda (vetrina 1) e S’Arcu ’e is Forros (vetrina 2), entrambi in territorio di Villagrande Strisaili; le vetrine 3 e 4 sono invece occupate dagli straordinari reperti del nuraghe Nurdole-Orani. Ancora i materiali nuragici arricchiscono l’esposizione della sala V, con i reperti provenienti dal tempietto di Domu de Orgia-Esterzili (vetrina 1) e materiali di importazione (vetrina 2) fra cui spicca l’alabastron miceneo di nuraghe Arrubiu-Orroli; le vetrine 3-7 espongono invece materiali di diverse epoche provenienti da varie località. La sala VI è dedicata interamente all’esposizione della Collezione Comunale, con reperti di ogni epoca fra cui spicca una significativa raccolta di monete. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Tel. 0784 31688
Nuoro (NU)
Antiquarium
Via San Michele n. 14 - Il museo espone reperti di tutte le epoche (dalla preistoria al medioevo) provenienti prevalentemente dal territorio di Irgoli, con particolare rilievo per quelli rinvenuti negli scavi del tempio nuragico di Janna ’e Pruna e della fonte sacra di Su Notante. L’esposizione è ospitata nei locali dell’ex municipio e si articola su due livelli; il suo carattere didattico è segnato dalla presenza di numerosi pannelli esplicativi, planimetrie e riproduzioni fotografiche, che caratterizzano soprattutto la sala del piano terra. I materiali veri e propri sono invece presentati nelle vetrine del piano superiore, anch’esse organizzate con un preciso taglio didattico e divise per aree tematiche legate ai diversi aspetti della produzione e del lavoro, come la tessitura (fusaiole fittili, fra cui una notevole fusaiola litica da Pravarisone), la molitura e preparazione dei pani (macine, pestelli, ed altri oggetti fra cui una pintadera fittile a decorazione stellare proveniente dal villaggio nuragico di Santo Stefano, scoperto nel centro abitato di Irgoli), la carpenteria (si segnala una sega da taglialegna dal nuraghe Tutturu) oltre, naturalmente, ai reperti ceramici e alle offerte votive rinvenute nei santuari nuragici di Janna ’e Pruna e di Su Notante. Un betilo troncoconico in basalto ed un concio dentellato di tomba di giganti testimoniano invece del mondo funerario di età nuragica. Tempo di visita: 45-60 minuti
Irei - Cell. 340 2958083
Irgoli (NU)
Museo Archeologico
Via Lamarmora c/o locali Scuola Elementare - Sono esposti materiali provenienti dal Dorgalese: un territorio particolarmente ricco di testimonianze archeologiche. Per il Neolitico abbiamo soprattutto numerosi strumenti litici, come le accettine, provenienti in buona parte da collezioni private (fra cui quella di D. Lovisato). Altri reperti provengono da domus de janas, da insediamenti all’aperto o dalle grotte carsiche abitate in età preistorica, come quella del Bue Marino, dove si segnalano anche dei rilievi antropomorfi (riprodotti in un pannello espositivo). All’età del Rame appartengono alcuni reperti provenienti da domus de janas (come quelle di Marras) e dal dolmen di Motorra. Per quanto riguarda la civiltà nuragica, si segnalano principalmente i reperti provenienti dal villaggio di Serra Orrios; un singolare lisciatoio in steatite, riccamente decorato con motivi a “spina di pesce”, proviene dal villaggio di Isportana. I reperti di età romana si datano in genere a partire dal I secolo a.C.: si segnalano i materiali provenienti da recuperi subacquei, fra i quali un lingotto in piombo con bollo dell’officina fusoria, ed inoltre il diploma militare del soldato sardo Tunila. Tempo di visita: 45-60 minuti
Cooperativa Ghivine - Cell. 338 8341618
Dorgali (NU)
Museo Archeologico Comprensoriale
Via Roma n. 7 - Il museo accoglie i materiali provenienti dal territorio del comprensorio n. 12 della Sardegna; attualmente espone soprattutto reperti provenienti dai villaggi di Abini e di S’Urbale, nel territorio di Teti. Dal villaggio di Abini (scoperto nel secolo scorso) provengono alcuni pugnaletti e diversi altri bronzi, sia d’uso (asce) che di culto (spade votive): dei bronzetti figurati, esposti al Museo di Cagliari, vengono offerte alcune riproduzioni. Fra i materiali di S’Urbale, sono da ricordare soprattutto i fornelli fittili a “ferro di cavallo” e le brocche askoidi. Il museo ospita inoltre la ricostruzione di una capanna dello stesso villaggio, in scala naturale, provvista di focolare centrale e con ambienti sussidiari delimitati da lastre infisse nel terreno. Fra le più recenti acquisizioni, si segnalano i materiali eneolitici di Cultura Monte Claro rinvenuti nel complesso megalitico di Biru ’e Concas e quelli dell’età del Bronzo dal protonuraghe Talei, entrambi nel territorio di Sorgono. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Su Nuraghe - Cell. 338 1941204
Teti (NU)
Museo Archeologico “G. Marongiu”
Via Tharros - Il museo raccoglie testimonianze sulla storia e l’ambiente del territorio di Cabras, ed in particolare del Sinis, coprendo un arco cronologico che va dal Neolitico sino all’età giudicale. Le sezioni introduttive illustrano le vicende dell’insediamento umano del territorio, con particolare riguardo ai fattori ambientali: viene presentato anche un interessante erbario, con le essenze tipiche della zona. Seguono quindi le sezioni più propriamente archeologiche, con i materiali provenienti dagli scavi della città punico-romana di Tharros: sono esposte soprattutto le urne cinerarie del tophet, che in origine contenevano i resti combusti dei sacrifici di neonati morti prematuramente (molk) o di quelli sostitutivi di animali (molk homor). Una sala è invece dedicata all’esposizione di stele e cippi provenienti dallo stesso tophet, e che in origine segnalavano la presenza delle urne cinerarie sepolte. Nel cortile interno sono esposti oggetti dello strumentario litico sia di età nuragica che punico-romana, mentre un’altra sala ospita reperti prenuragici, nuragici, punici e romani rinvenuti negli scavi di Cuccuru Arrius (sia dal villaggio che dal piccolo pozzo sacro in tecnica isodoma). Il museo ospita una recente sala dedicata ai reperti del relitto dell’Isola di Mal di Ventre, ed espone anche un esemplare di fassoni: la tipica imbarcazione di fibre intrecciate, di origini antichissime, ancora usata dai pescatori dello stagno di Cabras. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Penisola del Sinis Società Cooperativa - Tel. 0783 290636
Cabras (OR)
Antiquarium Arborense
Piazzetta Corrias - Nato nel 1938, l’Antiquarium Arborense raccoglie materiali di diverse collezioni private di Oristano, e principalmente la Collezione Pischedda, da cui ebbe origine. Si tratta di reperti provenienti, in prevalenza, dalla Penisola del Sinis (Tharros) e dalle stazioni preistoriche intorno allo stagno di Cabras. Per l’età preistorica, si segnalano le raccolte di strumenti in ossidiana e selce (Neolitico medio e recente), le accettine litiche, e alcuni vasi della Cultura di Ozieri. Notevole è anche un vaso in pietra con peducci, proveniente dall’insediamento di Su Cungiau de is Fundamentas-Simaxis. Per l’età nuragica, si ha una interessante serie di brocche askoidi, di armi e di bronzi d’uso: alcuni bronzetti votivi, un tempo posseduti dall’Antiquarium, furono invece trafugati nel 1966. Di grande interesse sono alcuni frammenti di modellini di nuraghe in pietra, provenienti dal sito di Cannevadosu-Cabras. Tra i materiali di età classica (provenienti soprattutto dalle tombe fenicie di Tharros) si segnalano numerosi vasi di importazione, sia dall’Etruria che dalla Grecia (sempre per il tramite etrusco); da segnalare, una maschera “apotropaica” fittile da una tomba fenicia. Ad una fase romana della necropoli di Tharros si riferiscono invece alcune urne cinerarie in vetro soffiato. Il museo ospita anche una piccola pinacoteca, che raccoglie alcuni retabli di età giudicale e spagnola. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Tel. 0783 791262
Oristano (OR)
Museo Archeologico delle Statue Menhir
Via Amsicora c/o locali Municipio - Il museo ospita oltre quaranta statue-menhir calcolitiche, rinvenute negli ultimi vent’anni nei territori di Laconi (34) Allai (3) Samugheo (6), Villa Sant’Antonio (1), grazie soprattutto alle ricerche di E. Atzeni e dei suoi allievi. Delle 11 sale di cui si compone il museo (nella nuova esposizione di Palazzo Aymerich), distribuite fra il piano terra ed il secondo piano, ben dieci sono dedicate all’esposizione dei monoliti, alcuni dei quali (come quelli di Barrìli I o di Genna Arrèle I) sono ormai divenuti piuttosto popolari. Le statue-menhir (o “statue-stele”, come vengono spesso definite) presentano scolpiti sulla faccia anteriore gli elementi di una chiara simbologia funeraria: uno schema antropomorfo all’apice della pietra (arcata sopraccigliare e naso); un antropomorfo ancoriforme o a “candelabro” in posizione capovolta (a significare la condizione dell’oltretomba, quale “mondo alla rovescia”); un pugnale, forse ad indicare lo status di guerriero del defunto. Alcune statue-menhir, provviste di bozze mammelliformi, sono da interpretare come statue femminili, mentre altre ancora non presentano elementi utili a definirne il sesso; un’ulteriore classe di monoliti, fra quelli dell’esposizione (probabilmente i più antichi della serie), è costituita dai “menhir protoantropomorfi”, privi di notazioni anatomiche ben precise. L’ultima sala (n. 11), nota come “la galleria”, ospita alcune vetrine con materiali vari (ceramici, litici, metallici) provenienti dalle ricerche effettuate nell’area di diffusione delle statue-menhir, soprattutto preso le tombe megalitiche di Corte Noa e di Masone ’e Perdu. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Perda Iddocca - Tel. 0782 866216
Laconi (OR)
Polo Espositivo "Casa Zapata"
Piazza Giovanni XXIII - Il polo museale di Barumini ha sede in una pregevole casa seicentesca, appartenuta ai baroni Zapata, e si sviluppa su tre livelli; all’interno sono esposte quattro differenti collezioni: una archeologica, una storica, una etnografica ed una sezione dedicata alle launeddas, strumenti musicali di canna della tradizione sarda. La sezione archeologica deve la sua importanza soprattutto al fatto che la palazzina fu costruita sui ruderi di un nuraghe complesso (il Nurax’e Cresia), con bastione trilobato e cortile, che è stato parzialmente portato alla luce e che ora viene offerto alla fruizione dei visitatori del museo; dal secondo piano, attraverso un percorso con passerelle e pavimenti trasparenti, è infatti possibile visitare dall’alto le parti del monumento nuragico che sono state inglobate nell’edificio seicentesco (il mastio e la torre Est, mentre le torri Sud ed Ovest, il doppio antemurale ed il villaggio si sviluppano all’esterno). Nelle vetrine della sezione archeologica del museo (al primo ed al secondo piano) sono esposti prevalentemente i materiali provenienti dagli scavi del complesso di Su Nuraxi. Al primo piano (vetrine 1-4) sono presenti reperti che illustrano i vari aspetti della vita quotidiana nel villaggio nuragico: armi (pugnali, punte di lancia), arnesi (pinze, punteruoli, raschiatoi), vasi di varie fogge (ciotole, scodelle, brocche askoidi, dolii), lucerne ed altri oggetti d’uso e d’ornamento. Nell’esposizione del secondo piano, distribuita su tre sale, continua la rassegna dei materiali provenienti dal nuraghe e dal villaggio di Su Nuraxi: fra i reperti più significativi, si segnalano il pilastrino litico in forma di nuraghe monotorre (“betilo-torre”) proveniente dalla capanna delle riunioni, diversi vasi con grappe di restauro in piombo, alcuni frammenti di bronzetti figurati e di navicelle in bronzo, brocche askoidi decorate e pintadere. Tempo di visita: 1-1,15 ore (tutte le sezioni del Museo)
Fondazione “Barumini Sistema Cultura” - Tel. 070 9368476
Barumini (VS)
Museo Archeologico "Su Mulinu"
Via Risorgimento n. 6 c/o locali Ex Monte Granatico - Il museo raccoglie le testimonianze archeologiche del territorio di Villanovafranca, con particolare riguardo ai reperti provenienti dagli scavi della fortezza nuragica di Su Mulinu, con la quale l’esposizione costituisce un unico percorso integrato. Si compone di due sezioni principali e di una piccola sezione tattile per i non vedenti. All’ingresso sono esposti un cippo funerario con raffigurazione del defunto, da Su Mulinu, ed una macina manuale in pietra con relativo macinello, dall’insediamento calcolitico di Pranu sa Fèurra. Nella prima sezione (vetrine 1-6 e tre pedane portaoggetti) sono esposti reperti provenienti da varie località del territorio, a seguito di ricognizioni sistematiche di superficie, donazioni di privati e recuperi operati dalle forze dell’ordine: si segnalano una brocca askoide nuragica decorata, fusaiole litiche e fittili, teste di mazza litiche. La seconda sezione (vetrine 7-13) è invece dedicata ai materiali rinvenuti negli scavi del complesso nuragico di Su Mulinu, e fra questi sono soprattutto da segnalare le numerose lucerne fittili, sia nuragiche (alcune anche in forma di barchetta con protome animale, sul modello di quelle bronzee) che romane, mentre ad epoca punica rimanda una singolare “pintadera” (timbro per pani). Uno degli angoli più interessanti di questa sezione è costituito dalla ricostruzione del sacello con altare in pietra a forma di nuraghe. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Cooperativa Il Coccio - Tel. 070 9367458
Villanovafranca (VS)
Museo Archeologico "Genna Maria"
Piazza Costituzione c/o locali Ex Monte di Soccorso - Museo comprensoriale, che espone soprattutto i materiali provenienti dagli scavi del complesso nuragico di Genna Maria, con il quale il museo (pur essendo visitabile autonomamente) si raccorda, assieme ai Laboratori ed alla attigua Sala delle Mostre Temporanee. I reperti di età nuragica, provenienti dal villaggio di Genna Maria, sono esposti al piano terra ed appartengono soprattutto all’età del Ferro; si segnalano gli splendidi vasi piriformi con decorazioni “geometriche”, i grandi ziri con anse a “X”, gli scaldini fittili, una “pintadera” e altri vasi assai ben conservati. Notevoli sono anche i materiali relativi alla fase di riuso di età romana del complesso, a scopo religioso (deposito votivo). Al piano superiore sono invece esposti i materiali provenienti da ricerche e scavi in vari siti del territorio comprensoriale, relativi sia all’epoca preistorica che nuragica. Al Neolitico e all’Eneolitico (culture di Ozieri e di Monte Claro) rimandano i reperti dalla domus de janas di Scab ’e Arriu (Siddi), mentre per l’epoca nuragica sono da ricordare il ripostiglio di bronzi di Baccu Simeone (Villanovaforru) ed i materiali dalle tombe di giganti di Dom’e S’Orku (Siddi), Cuaddu ’e Nixias (Lunamatrona) e Sa Sedda ’e Sa Caudeba (Collinas). La rassegna si chiude con materiali di epoca fenicio-punica, romana e medievale, provenienti da scavi di contesti pluristratificati di origine nuragica (Pinn’e Maiolu-Villanovaforru, Tuppedili-Villanovafranca) o da necropoli (Sa Sedda ’e Sa Caudeba-Collinas). Tempo di visita: 1-1,15 ore
Comune - Tel. 070 9300050
Villanovaforru (VS)
Museo Archeologico "Villa Abbas"
Piazza Libertà c/o locali Vecchio Municipio - Il museo raccoglie materiali provenienti dal centro abitato di Sardara (soprattutto dagli scavi del santuario nuragico di Sant’Anastasia), dal territorio della XVIII Comunità Montana, e da siti del Campidano lungo la SS Carlo Felice nel tratto “Sardara-San Sperate”. L’esposizione si sviluppa su due livelli: al piano terra, la prima sala ospita la sezione didattica, mentre le altre sezioni sono dedicate soprattutto agli scavi dell’area archeologica di Santa Anastasia (sala II) e ad una parte dei materiali della necropoli di Terr’e Cresia (sala III). Fra i materiali provenienti da Sant’Anastasia si segnala un vaso con coperchio contenente ben 22 kg di frammenti di lingotti di rame del tipo “ox-hide”. Nel piano superiore, nelle sale IV e V prosegue l’esposizione dei corredi delle tombe di Terr’e Cresia e di altri materiali provenienti da diversi siti del territorio di Sardara, mentre la sala VI è interamente occupata dai reperti medievali provenienti dagli scavi del castello di Monreale. Le sale VII e VIII espongono reperti rinvenuti nei comuni della Comunità Montana n. XVIII, soprattutto in siti portati alla luce durante i lavori di rifacimento della SS 131 (Padru Jossu, Corti Beccia e Bidd’e Cresia a Sanluri, Su Fraigu a San Sperate). Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Cooperativa Villa Abbas - Tel. 070 9386183
Sardara (VS)
Museo Archeologico "Sa Domu Nosta"
Via Scaledda n. 1 - Il museo nacque a seguito delle campagne di scavi nell’importante insediamento punico-romano di Santu Teru-Monte Luna, caratterizzato dalla presenza di una complessa struttura urbanistica sorta attorno ad un’acropoli, e di un’estesa necropoli punica con tombe prevalentemente a pozzo, oltre ad altre aree funerarie minori e necropoli di età romana. Il sito di Monte Luna era già frequentato in epoca preistorica: i livelli di occupazione si datano dal Neolitico recente sino alla prima età del Bronzo. Nel museo sono esposti soprattutto i materiali di corredo rinvenuti nelle necropoli puniche: vasi ed anfore, bruciaprofumi, lucerne, ed inoltre oggetti d’ornamento in oro, argento e altri metalli, collane e amuleti in pietre dure, pasta vitrea, diaspro etc. Un’altra sezione dell’esposizione è invece dedicata a ritrovamenti da altri siti della Trexenta, sia funerari che di insediamento, coprenti un arco cronologico che va dal Neolitico recente (Cultura di Ozieri) sino all’età medievale: Pranu Massidda, Su Fangu, Santa Mariedda, Santu Benittu, Is Forredus, Turretta, Corte Auda, Santa Barbara, Nuraghe Su Nuraxi e molti altri. Tempo di visita: 45-60 minuti
Sa Domu Nosta Società Cooperativa - Tel. 070 9809071
Senorbì (CA)
Museo Archeologico
Via Colletta n. 20 c/o Centro Socio-Culturale “Monsignor C. Perra” - Il museo archeologico di Sinnai è inserito in un centro culturale polivalente, ubicato nell’edificio dell’ex Colletta Ecclesiastica (XIX secolo), che comprende anche la pinacoteca, la biblioteca ed uno spazio per manifestazioni all’aperto. I materiali esposti sono il frutto di numerose campagne di scavi e ricerche di superficie, portati avanti nel territorio di Sinnai a partire dalla metà degli anni Novanta; sia i reperti che i pannelli illustrativi ripercorrono le vicende del popolamento di quest’area dal Neolitico recente all’epoca medievale. La rassegna inizia con l’epoca prenuragica (spazio 1), cui segue l’età nuragica (spazi 2, 3 e 5, quest’ultimo dedicato in particolare alle lavorazioni agricole): si segnala soprattutto il bronzetto di torello rinvenuto nel pozzo di Su Staini ed il pugnaletto in bronzo dalla tomba di giganti di Sedda Riu Sa Pira. Lo spazio 4 costituisce una sezione tattile, con selezione di oggetti che viene offerta ai non vedenti. La sezione 6 illustra, in particolar modo, le attività di scavo intraprese nel territorio, con riferimento soprattutto alle indagini del nuraghe Santa Itroxia e delle strutture di Bruncu Mogumu (con materiali del periodo orientalizzante) e di Papalinu. La sezione 7 raccoglie i reperti della Collezione Pinna-Spada gentilmente donati al museo: si tratta di oggetti databili a partire dall’epoca punica e fra tutti si segnala una statuetta votiva del dio Bes. Anche gli spazi da 8 a 11 sono dedicati all’epoca punico-romana e altomedievale; da segnalare soprattutto un frammento di epigrafe di epoca altomedievale, proveniente dalla frazione di Solanas, dove è fatta menzione del nome di San Saturnino. Di un certo interesse anche l’esposizione di alcuni lacerti di un mosaico, purtroppo distrutto, proveniente dai resti di una villa romana in località Maletta, che in origine doveva estendersi su una superficie di circa 30 metri quadri. Tempo di visita: 40-50 minuti
A.T.I. tra Bios Coop. a.r.l. e Nemeion Coop. a.r.l. - Tel. 070 780516
Sinnai (CA)
Museo Archeologico Nazionale
Piazza Arsenale c/o Cittadella dei Musei - Il museo di Cagliari, nella nuova sede della Cittadella dei Musei, articola l’esposizione su quattro piani, di cui quello inferiore destinato ad offrire un compendio di tutta l’archeologia sarda, con materiali provenienti da varie parti dell’isola, mentre i piani superiori sono riservati all’esposizione di particolari contesti territoriali. Al piano terra, le prime vetrine ospitano reperti che vanno dal Neolitico antico all’età del Rame, e fra questi la ceramica impressa di Su Carroppu-Sirri, gli strumenti d’ossidiana del Monte Arci, una statuina di Dea Madre da Cuccuru S’Arriu-Cabras, la ceramica riccamente decorata della Grotta di San Michele-Ozieri (che diede il nome alla Cultura), la famosa coppetta in steatite dalla necropoli di Li Muri-Arzachena, i vasi decorati a “stralucido” della Cultura di Monte Claro, provenienti dalle tombe di via Basilicata-Cagliari. Seguono i reperti dell’età del Bronzo (Cultura di Bonnanaro) e della civiltà nuragica: si segnalano l’esposizione di bronzi d’uso e, soprattutto, dei bronzetti figurati (capitribù, soldati, offerenti, sacerdotesse, ma anche animali, navicelle, modellini di nuraghe, spade votive etc.), gli splendidi vasi dell’età del Ferro (brocche askoidi, vasi piriformi, etc), le grandi statue in pietra di Mont’e Prama. Le vetrine successive espongono oggetti dell’età fenicia e punica, assieme alla ricostruzione di una tomba di Bithia (mentre all’inizio dell’esposizione museale si può ammirare la ricostruzione di un tophet). Chiudono la rassegna al piano-terra i materiali di età romana, dall’epoca repubblicana a quella tardo-imperiale, mentre l’ultima vetrina è dedicata all’età alto-medievale. Interessanti sono anche il medagliere ed una sezione tattile dedicata ai non vedenti. Dei tre piani superiori, il primo è dedicato alle scoperte archeologiche avvenute nei territori del Sarrabus-Gerrei e del Cagliaritano: si segnalano soprattutto i materiali provenienti dagli scavi urbani della città di Cagliari, dalla preistoria all’età romana. Il secondo piano ospita i reperti provenienti dal Campidano e dal Sulcis-Iglesiente: di rilievo i reperti dai recenti scavi di Santa Anastasia-Sardara, oltre allo straordinario gruppo di bronzetti nuragici da Monte Arcosu-Uta. Il terzo piano è dedicato all’Oristanese, con i rinvenimenti di Mont’e Prama-Cabras (statuaria e modellini di nuraghe), di Cuccuru S’Arriu-Cabras (dal Neolitico all’età romana) e di Tharros. Tempo di visita: 2-2,30 ore
Società Cooperativa Novamusa - Tel. 070 655911
Cagliari (CA)
Museo Archeologico
Via A. Frau - Il museo raccoglie le testimonianze archeologiche del territorio di Villasimius, dall’epoca nuragica all’età medievale; l’esposizione di sviluppa in quattro sale tematiche dislocate sui due piani di una casa tradizionale dell’Ottocento. La prima sala è dedicata all’insediamento costiero di Cuccureddus, soprattutto al suo santuario, frequentato dall’epoca fenicia (VII sec. a.C.) sino al periodo romano imperiale: notevole la raccolta di ex-voto in terracotta. Un’altra sala, dedicata al territorio, espone reperti di varie epoche che ricostruiscono lo sviluppo dell’insediamento nell’area di Villasimius: per il periodo romano, si segnalano una statua muliebre del I secolo d.C., rinvenuta in località Santa Maria e reperti provenienti dalle necropoli di Accu Is Traias e di Cruccuris. La Sala del Mare è invece dedicata ai rinvenimenti subacquei lungo la costa di Villasimius, soprattutto anfore, provenienti da relitti che vanno dall’epoca fenicia all’età bizantina. Ancora legata ai traffici marittimi è la quarta sala interamente riservata al relitto di una nave spagnola del XV secolo naufragata presso l’Isola dei Cavoli: sono esposti vari reperti relativi all’armamento (cannoni, spade, lance), alle dotazioni di bordo (stoviglie) ed al carico costituito soprattutto da mattonelle smaltate. Tempo di visita: 45-60 minuti
Cuccureddus Società Cooperativa - Tel. 070 7930290
Villasimius (CA)
Museo Archeologico "Villa Sulcis"
Via Napoli n. 4 c/o locali Villa Sulcis - L’esposizione nei nuovi locali, inaugurata nel 2008, si articola su tre sale; il museo custodisce prevalentemente materiali provenienti da vari siti archeologici dell’Iglesiente, e soprattutto dagli scavi di Monte Sirai. La prima sala, dedicata al territorio, percorre tutte le varie fasi dalla preistoria all’età romana: per l’età prenuragica, si segnalano rinvenimenti da vari contesti sia abitativi che funerari, come il riparo di Su Carroppu-Carbonia, l’insediamento di Is Solinas-Giba, le necropoli a domus de janas di Monte Crobu e Corea-Carbonia e Locci Santus-San Giovanni Suergiu. L’epoca nuragica è rappresentata soprattutto dai materiali provenienti dalla Grotta-santuario di Pirosu-Su Benatzu di Santadi, dagli scavi del villaggio di Serrucci-Gonnesa e del nuraghe Sirai-Carbonia. All’epoca romana risalgono invece i materiali del santuario di Demetra, a Terreseu-Narcao. La seconda sala, più piccola, è dedicata al Sulcis fenicio, con materiali da Sulky (Sant’Antioco) e da Bitia (Chia) e la ricostruzione di una piccola porzione di tophet di Monte Sirai. La sala III è invece dedicata a Monte Sirai, con l’esposizione dei ricchi materiali rinvenuti nell’abitato e nelle necropoli, ma soprattutto con la parziale ricostruzione di ambienti di vita quotidiana (come una cucina punica) o di sepolture. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Società Cooperativa Mediterranea - Tel. 0781 62665 - 63512
Carbonia (CI)
Museo Archeologico Comunale "Ferruccio Barreca"
Via Regina Margherita n. 113 - Il museo di Sant’Antioco è dedicato agli scavi dell’abitato di Sulky, ed offre uno spaccato esauriente della vita di quella che P. Bartoloni definisce “la più antica città della Sardegna”. La nuova sede del museo, inaugurata nel 2013, è ubicata presso l’area archeologica del tophet: l’esposizione si articola in quattro sale ed altri spazi minori. La prima sala presenta un compendio sintetico delle vicende del popolamento nell’Isola di Sant’Antioco e, più in generale, del Sulcis: si comincia con la preistoria (materiali neolitici dall’area dell’Ospizio cittadino e dall’insediamento di Canai) per proseguire con il periodo nuragico, seppure non molto documentato. Per l’epoca fenicio punica, sono esposti corredi da tombe di Monte Sirai e materiali provenienti da recuperi fatti dall’autorità giudiziaria. La sala II è dedicata alle necropoli fenicio-puniche di Sulky, con pregevoli corredi funerari costituiti da vasi rituali, ma anche da vasi di importazione o di imitazione da modelli greci. In questa sala sono anche esposti i due grandi leoni in pietra rinvenuti nel 1983. Nela sala III prosegue l’esposizione degli altri materiali rinvenuti nelle tombe fenicio-puniche (gioielli, amuleti, maschere funerarie, urne cinerarie) e si sviluppa il percorso espositivo dei reperti del tophet, con le stele, le urne cinerarie ed altri materiali di accompagnamento (amuleti, vaghi di collana, vasetti miniaturistici). L’esposizione delle stele del tophet prosegue nella sala IV, in cui sono anche esposti i reperti di epoca romana, fra cui statue, iscrizioni ed altri materiali provenienti dalle necropoli e dall’abitato. Plastici didattici e grandi schermi con immagini a ciclo continuo contribuiscono alla comprensione dei contesti archeologici testimoniati dai reperti esposti nelle vetrine. Tempo di visita: 1-1,15 minuti
Cooperativa Archeotur - Cell. 389 7962114
Sant'Antioco (CI)
Museo Archeologico
Via Umberto I - Sono esposti reperti archeologici frutto di ricerche e scavi in diversi importanti siti del territorio di Santadi e dei comuni del Basso Sulcis. La raccolta, che abbraccia tutti i periodi dalla preistoria sino all’epoca romana, si sviluppa in tre sale. La prima, al piano terra, è dedicata alle testimonianze di epoca prenuragica. Per il Neolitico antico e medio sono esposti strumenti litici e ceramiche provenienti dai siti di Cirixì, Tattinu e Sant’Anna Arresi. Al Neolitico recente (Cultura di Ozieri) rimandano invece i materiali provenienti dai villaggi di S’Arriorgiu-Villaperuccio, Is Solinas-Masainas, Sant’Anna Arresi mentre il passaggio fra Neolitico ed Eneolitico è documentato dai reperti rinvenuti negli scavi della straordinaria necropoli ipogeica di Montessu-Villaperuccio: si segnalano soprattutto vasetti carenati e pendagli in rame e argento. Le fasi della piena età del rame e del Bronzo antico sono documentate da reperti provenienti dalle grotte di Pirosu-Su Benatzu-Santadi e di Acquacadda-Nuxis, dai vasi Monte Claro e da un pugnale di rame rinvenuti a Montessu, dai vasi campaniformi e Bonnanaro provenienti da Pani Loriga. Nella seconda sala, al piano superiore, prosegue l’esposizione dei reperti eneolitici di Cultura Monte Claro e di quelli della prima età del Bronzo (Cultura Bonnanaro), tutti provenienti dalla necropoli di Montessu; segue quindi la rassegna dei materiali di epoche successive, dall’età nuragica a quella romana imperiale. Per l’epoca nuragica si segnala soprattutto il ricco deposito di materiali ceramici dalla Grotta-santuario di Pirosu-Su Benatzu, mentre altri materiali provengono dal nuraghe di Sant’Anna Arresi e da Montessu. L’epoca fenicio-punica è attestata da ceramiche e anfore provenienti dalla necropoli ad incinerazione di Pani Loriga, mentre sempre da Montessu provengono monili in bronzo ed un’anfora a siluro. Per l’epoca romana si segnalano il corredo di una tomba di Vaticanu-Santadi e materiali diversi provenienti da varie località del territorio. La terza sala è dedicata interamente ai deposito votivo della Grotta Pirosu-Su Benatzu, costituito da centinaia di vasetti di varie fogge e da lucerne. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Cooperativa Mediterranea - Tel. 0781 64040
Santadi (CI)
Museo Archeologico “Patroni”
Corso Vittorio Emanuele n. 67 c/o locali Ex Asilo - Raccoglie materiali provenienti dalla vicina area archeologica di Nora e dal territorio circostante, della quale rappresenta, in pratica, l’Antiquarium. Il nuovo percorso espositivo si articola su una superficie di 980 metri quadrati (contro i 180 del vecchio museo), dove sono presenti, oltre all’allestimento stabile, anche spazi per mostre temporanee ed altre attività. I materiali provenienti dall’area urbana di Nora (si segnalano quelli dalla Casa dell’Atrio Tetrastilo), dalle necropoli puniche e romane (interessante la lamina aurea con l’immagine della Gorgone, che costituisce anche il logo al Museo), dal tophet, dai recuperi effettuati in mare (anfore, ancore, ceramiche puniche e romane), si distribuiscono nelle seguenti sezioni tematiche: Temporaneità come crescita sociale; Nora tra passato e presente; Nora è il suo territorio; Religiosità e sacralità; L’evoluzione della città da età punica a età romana; La scrittura racconta; Nora città d’acqua; Uscire dalla società dei vivi: la morte e i culti funerari e le fasi successive. Il percorso di visita viene esteso anche ai laboratori di restauro mentre è potenziato l’apparato multimediale, con una particolare attenzione al suono, con lo scopo di evocare la memoria dei contesti descritti dai reperti esposti. Tempo di visita: 45-60 minuti
Società Cooperativa Cop. Tur. - Tel. 070 9209610
Pula (CA)
Museo Archeologico
Piazza Vittorio Emanuele - La raccolta archeologica costituisce una delle sezioni del civico museo ospitato in una casa tradizionale al centro dell’abitato: oltre ai reperti archeologici, il museo espone anche una collezione mineralogica ed una ricca raccolta numismatica composta da oltre 600 monete databili dall’epoca punica sino all’età moderna. La sezione archeologica è interamente dedicata ai reperti di epoca fenicia, punica e romana provenienti dal territorio, e soprattutto dall’area dell’antica città costiera di Bithia, presso l’attuale spiaggia di Chia. Dell’antico centro, si conoscono i reperti provenienti dalla necropoli (che sorgeva presso la spiaggia di Baia di Chia) e dal tophet (localizzato sull’isolotto di Su Cardulinu, presso l’antico porto fluviale alla foce del Rio Chia). L’acropoli sorgeva, invece, sul promontorio della Torre di Chia; poco più a nord, verso lo stagno, si estendeva l’abitato, di cui sono testimonianza le rovine di un tempio dedicato al dio Bes, in cui si rinvenne una grande statua della divinità, la cui copia è esposta all’esterno della casa-museo. Nelle vetrine sono presenti prevalentemente reperti ceramici, soprattutto provenienti dai corredi funerari delle necropoli ma anche dall’abitato: si segnalano lucerne, piatti, anfore, unguentari, brocchette con orlo a fungo, ma soprattutto la collezione di statuette fittili fenicio-puniche ed alcune maschere funerarie. Fra i materiali di importazione, è da rimarcare un aryballos globulare di fabbrica etrusco-corinzia. In una teca al centro della sala è anche ricostruita una tomba fenicio-punica con il suo corredo funerario. Tempo di visita: 40-50 minuti
Comune - Tel. 070 9235015
Domus de Maria (CA)
Museo del Giocattolo Tradizionale della Sardegna
Via San Simeone
Tel. +39 0783 998072; +39 331 7292203 - Fax +39 0783 998072 museo-delgiocattolo@libero.it - www.museodelgiocattolosardegna.it
Ales (OR)
Bottega del Fabbro-Sistema Museale "Sa Domu de Is Ainas"
Piazza Municipio
Tel. +39 070 9589011 sistemamuseale@comune.armungia.ca.it; museo.armungia@tiscali.it www.comune.armungia.ca.it - sistemamuseale - sistema_museale.html
Armungia (CA)
Museo Regionale delle Launeddas
Via Giovanni XXIII (c/o Polo Museale “Casa Zapata”)
Tel. +39 070 9368476 - Fax +39 070 9361039 fondazionebarumini@tiscali.it
Barumini (VS)
Artigianarte
Viale Su Nuraxi (c/o Centro di Promozione “Giovanni Lilliu”)
Tel. - Fax +39 070 9361041 fondazionebarumini@tiscali.it - www.comunebarumini.it
Barumini (VS)
Museo del Costume Tradizionale e della Lavorazione del Lino
Via A. De Gasperi, 1 ang. Piazza Italia
Tel. +39 340 2607197info@forumtraiani.it - www.forumtraiani.it; www.comune.busachi.or.it
Busachi (OR)
Museo dell’Intreccio
Via Marconi (c/o Fortezza dei Doria)
Tel. - Fax +39 079 471380 - cignocoop@tiscali.it
Castelsardo (SS)
Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto
Piazza San Giuseppe, 8
Tel. +39 0782 802641 - Fax +39 0782 804163 - sa.frontissa@tiscali.it - www.rametessuto.com; www.comune.isili.ca.it
Isili (CA)
Museo "Sa Domu de s’Olia"
Vicolo Vittorio Emanuele
Tel. +39 0782 77051 - Fax +39 0782 77383 - comuneloceri@tiscali.it - www.comunediloceri.it
Loceri (OG)
Museo "I Lollasa de Is Aiaiusu"
Via Sant’Antonio
Tel. +39 070 98780214 - Fax +39 070 98780226 - comune.mandas@tiscali.it
Mandas (CA)
Museo Vivente dell’Arte Tessile
Via Chiesa, 16
Tel. +39 347 6930552 - Fax +39 0783 932108
Morgongiori (OR)
Museo "Omu Axiu"
Via Roma, 46
Tel. +39 0782 845023 - Fax +39 070 890842 - info@omuaxiu.it - www.omuaxiu.it
Orroli (CA)
Museo dell’Ossidiana
Via San Giorgio, 8
Tel. +39 0783 934011 - info@museossidiana.it - www.museossidiana.it
Pau (OR)
Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda
Via Bologna
Tel. - Fax +39 0783 631052 - museotessilesamugheo@tiscali.it - www.museoartetessile.com
Samugheo (OR)
Museo Etnografico "Su Magasinu de Su Binu"
Via Necropoli, 24D
Tel. +39 389 0505107 - info@archeotur.it; tofet@tiscali.it; archeotur@tiscali.it - www.archeotur.it
Sant'Antioco (CI)
Museo del Sughero e dell'Industria Sugheriera
Via Limbara, 9
Tel. +39 079 672271 - Fax +39 079 671113 - amasoni@agrisricerca.it; apintus@agrisricerca.it - www.sardegnaagricoltura.it
Tempio Pausania (OT)
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