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Turris Libyssonis - Area archeologica e Ponte romano
Rovine di Turris – L’antica città di Turris Libyssonis (o Libisonis) si estendeva alle spalle dell’attuale bacino portuale di Porto Torres; fu l’unica colonia di cittadini romani in Sardegna, e la sua deduzione è attribuita a Giulio Cesare (46 a.C.), da cui l’appellativo di “Colonia Iulia”. La reale estensione del tessuto urbano non è ancora completamente nota, ma la zona centrale è senz’altro costituita dall’attuale parco archeologico, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria, ove è stato anche realizzato l’Antiquarium. Fra gli edifici, portati alla luce nel corso degli scavi, si segnala soprattutto quello delle grandi Terme Centrali (un tempo impropriamente indicate come Palazzo di Re Barbaro), delimitate da tratti di vie lastricate (alcuni decumani e cardines). Altri complessi termali minori sono le c.d. Terme Maetzke e le Terme Pallottino. Sulle vie, spesso fiancheggiate da porticati, si aprivano altri edifici pubblici e numerose tabernae; non sono state ancora rinvenute tracce di alcuni edifici sacri, dei quali si ha invece notizia dalle iscrizioni (il Tempio della Fortuna, la Basilica). La città di Turris ebbe diverse fasi edilizie: i resti attuali fotografano la situazione del suo massimo sviluppo, fra il III e IV secolo d.C. Le necropoli di Turris erano ubicate a Ovest (Marinella), a Est (Scoglio Lungo, Tanca di Borgona, Balai, San Gavino a Mare) e a Sud (Monte Angellu): quest’ultima nell’area dove poi sorgerà la basilica romanica di San Gavino. Ponte romano – È l’unico ponte romano della Sardegna integro ed ancora in uso almeno sino agli anni Sessanta. Costruito nel I secolo d.C. sul Rio Mannu, lungo la strada che collegava Turris Lybisonis con le zone minerarie e le saline della Nurra, ha sette arcate con raggio decrescente da Ovest a Est, per una lunghezza di m 135. Fra la prima e la seconda arcata, su entrambi i lati, è presente una nicchia. Tempo di visita: parco archeologico (escluso Antiquarium): 1,15-1,30 ore; ponte romano: 25-30 minuti.
Società  Cooperativa L'Ibis - Tel. 333 2541314
Porto Torres (SS)
Su Crucifissu Mannu - Necropoli ipogeica
Complesso comprendente almeno 22 tombe ipogeiche, scavate in un pianoro calcareo. L’accesso avviene generalmente tramite pozzetto verticale oppure per mezzo di un lungo corridoio (dromos) discendente. Le planimetrie sono in prevalenza del tipo detto “sassarese”, caratterizzato dalla disposizione di varie cellette intorno ad un grande vano principale. Fra gli ipogei, si segnalano la Tomba VIII (composta da almeno tredici vani) e la Tomba XXI (nove celle), nelle quali compaiono, scolpiti alle pareti, motivi simbolici in rilievo: rispettivamente, delle corna duplici in stile rettilineo ed una protome con corna in stile curvilineo. Alcune tombe furono danneggiate già in età romana, quando si procedette alla costruzione della strada che univa Turris a Karales (se ne osserva ancora un tratto, caratterizzato dai solchi paralleli che probabilmente fungevano da guide per le ruote dei carri). Gli scavi hanno messo in evidenza, fra l’altro, una fase di riuso di Cultura Bonnanaro, caratterizzata da un particolare rituale funerario di deposizione secondaria: le diverse ossa erano raccolte entro piccoli circoli di pietre e sormontate da un cranio. Nessuna segnaletica. Tempo di visita: 1-1,30 ore
Società  Cooperativa L'Ibis - Tel. 333 2541314
Porto Torres (SS)
Monte d'Accoddi - Altare prenuragico
L’area archeologica di Monte d’Accoddi è caratterizzata dalla presenza di un grande altare a terrazza, attorno al quale si estende un villaggio portato alla luce solo in minima parte. Completano il sito alcuni megaliti (menhir, tavole dolmeniche), mentre a circa 500 metri di distanza, verso Ovest, è presente l’omonima necropoli a domus de janas. L’altare venne eretto all’inizio dell’età del Rame su un precedente insediamento neolitico (Culture di Ozieri e di Filigosa); è costituito da un edificio troncopiramidale “a gradoni” (secondo una recente ricostruzione) al quale si accedeva da una lunga rampa inclinata. Il monumento attuale (una piramide tronca di m 37,50 x 30,50, sul quale si imposta una rampa lunga m 41,50 e larga da m 7 alla base a m 13,50 alla sommità), è il frutto di un secondo momento costruttivo; in origine, infatti, era presente un altare analogo di dimensioni minori, con sacello rettangolare sulla sua sommità, che venne poi inglobato nella struttura oggi visibile. Il primo altare era completamente intonacato di rosso, tanto nelle pareti di rampa e terrazza, che nella parte in muratura del sacello (definito, quest’ultimo, il “tempio rosso”); il secondo altare terminava in alto con una struttura gradonata (analogamente alle zigurrat mesopotamiche) e probabilmente anch’esso doveva essere provvisto di sacello rettangolare sulla sommità, ma non se ne conserva traccia. Intorno all’altare, sono i resti delle capanne del villaggio-santuario, fra cui si segnala la Capanna dello Stregone, così denominata per esservi stati ritrovati alcuni oggetti di tipo amuletico (in particolare, un vaso pieno di conchiglie). Sul lato sinistro della rampa, è presente un menhir alto circa m 5, forse ciò che rimane del primo santuario neolitico precedente l’edificazione della zigurrat. Sempre nei pressi della rampa, sul lato destro, è presente una tavola in pietra con fori sui bordi, forse di uso sacrificale: collocata su alcune pietre di base (quasi un piccolo dolmen), sovrasta un profondo pozzetto naturale ove forse si raccoglieva il sangue delle supposte vittime animali. A breve distanza sono un’analoga tavola di minori dimensioni, ed una pietra tondeggiante ricoperta di minuscole coppelle (quest’ultima recuperata in un terreno adiacente). Nel campo attiguo al recinto dell’area archeologica, sono presenti due menhir di minori dimensioni rispetto a quello eretto a lato della rampa. Ampio parcheggio Tempo di visita: 1-1,15 ore
Comune di Sassari - Tel. 334 8074449
Sassari (SS)
Roccia dell'Elefante - Tomba ipogeica
Il complesso della Roccia dell’Elefante ospita due ipogei funerari a domus de janas, ricavati in un masso erratico di trachite modellato dagli agenti atmosferici: la rovina della tomba scavata nel livello superiore (Tomba I) ha finito per conferire al masso la sua caratteristica forma di elefante seduto. La Tomba I, in origine aperta ad alcuni metri di altezza, è quasi interamente scomparsa: restano tracce di tre piccoli ambienti su un’asse trasversale. La Tomba II si trova invece ad un livello inferiore, ed il portello si apre alla base della roccia: si compone di tre ambienti e di una nicchia rialzata dal pavimento. Nelle pareti del primo vano (l’anticella), di dimensioni assai modeste (m 1,25 x 1,25 x 0,70 di altezza), sono scolpite in rilievo due protomi bovine con testa schematica trapezoidale ed ampie corna lunate; entrambe sono inquadrate da semplici partiture architettoniche (fregi e zoccoli) in rilevo. Piuttosto accurata è la lavorazione del portello che collega l’anticella con la cella successiva, sagomato ai lati in modo da riprodurre due pilastrini provvisti di base e capitello: analogo (sebbene notevolmente rovinato) doveva essere il portello che si apriva sul lato sinistro della seconda cella, in comunicazione con un terzo vano oggi completamente aperto verso la strada a causa della rovina della roccia. Piccola piazzola di sosta per le auto. Tempo di visita: 20-25 minuti
Ingresso libero
Castelsardo (SS)
Predio Canopoli - Pozzo sacro
Tempio a pozzo nuragico a struttura “isodoma”, tra i più raffinati fra quelli conosciuti, realizzato con pietre calcaree perfettamente lavorate. Si compone di un atrio rettangolare (m 2,70 x 1,88) provvisto di sedili laterali, che precede la scala di otto gradini che discende alla camera del pozzo. Quest’ultima è attualmente priva della copertura (come a Serri), larga alla base m 1,10 e alta attualmente m 2,73; si discute se fosse in origine chiusa a tholos, ed in quel caso si può stimare un’altezza originaria di m 4-4,50. Non vi è oggi più traccia di un singolare blocco calcareo provvisto di vaschetta e cavità pervia sulla parte superiore, che venne documentato negli scavi del Taramelli nel pavimento al centro dell’atrio. I conci del paramento esterno del tamburo, presentano ciascuno due bozze in rilievo, di incerto significato; forse semplicemente destinate a facilitare la presa e il trasporto dei blocchi, sebbene qualcuno non esclude una loro funzione simbolica. Intorno al pozzo, si estendono i resti di un villaggio nuragico; a non molta distanza doveva essere ubicato anche un nuraghe polilobato, forse già in stato di abbandono all’epoca dell’impianto del santuario, come notato in altri luoghi di culto con pozzo sacro (Serri, Settimo San Pietro). Ottima segnaletica turistica. Tempo di visita: 25-30 minuti
Area recintata
Perfugas (SS)
Izzana - Nuraghe
Il più importante fra i nuraghi della Gallura, è un edificio di tipo misto, al cui interno sono presenti una camera a tholos e diversi corridoi. Contrariamente a quanto avviene in molti nuraghi analoghi, nei quali i due elementi si giustappongono in fasi diverse, nel nuraghe Izzana si riconosce un unico momento costruttivo. Si compone di un bastione triangolare (di m 20,40 x 18) che racchiude la classica camera a circolare (diam. m 6; alt. m 7,30), alla quale si può accedere anche da un’apertura indipendente sul lato Sud. L’ingresso principale del bastione, invece, è volto ad Ovest ed immette in un complesso di corridoi comunicanti sia con la camera principale che con altre cellette, ubicate prevalentemente nel livello superiore. L’aspetto “labirintico” di questa fortezza, suggerì al Lilliu l’idea di un “nuraghe-trappola”, destinato a disorientare gli assalitori fra gli angusti cunicoli. Tempo di visita: 45 minuti
Ingresso libero
Tempio Pausania (OT)
Maiori - Nuraghe
Nuraghe di tipo “misto”, caratterizzato dalla presenza di un lungo corridoio longitudinale (che sfocia in un cortile interno retrostante) sul quale si affacciano due camere a tholos. Il nuraghe ha pianta semi-ellittica (m 19 x 16) e si conserva per un’altezza residua massima di m 5. L’ingresso introduce nel lungo corridoio (m 9,20), a sezione ogivale (altezza massima m 4,75); a destra e a sinistra si aprono gli ingressi che immettono, rispettivamente, in un grande vano di forma irregolare e dal soffitto a tholos parzialmente crollato, ed in un altro ambiente al fondo del quale si apre un’altra celletta più bassa. Al termine del corridoio, si esce nel cortile semicircolare, dal quale parte la scala che sale al piano superiore, ove sono i resti di uno o forse più ambienti di pianta circolare. Ottima segnaletica turistica. Tempo di visita: 30 minuti
Cooperativa Balares - Tel. 347 2995933
Tempio Pausania (OT)
Ladas - Dolmen
Fa parte di un gruppo di quattro dolmen ubicati nelle immediate vicinanze dell’abitato di Luras: oltre alla tomba di Ladas, si ricordano quelle di Ciuledda, Billella e Alzoledda (quest’ultima è attualmente inserita all’interno del recinto del campo sportivo). Il dolmen di Ladas si differenzia dagli altri per essere del tipo allungato (allée couverte), di pianta rettangolare absidata (lungo m 6 e largo m 2,20). Gli ortostati laterali sono rinforzati all’esterno da lastre inclinate e addossate alle pareti. La copertura è costituita da due lastroni orizzontali, rispettivamente di m 2,90 x 2,50 e 4,70 x 3,20/2,50. La camera interna ha un’altezza che varia da m 1,30 a m 0,80. Il dolmen a corridoio (allée) viene comunemente ritenuto il precursore delle tombe megalitiche a camera allungata, che costituiranno le tipiche sepolture dell’età nuragica, meglio note con il termine di “tombe di giganti”. Tempo di visita: 20-30 minuti (almeno 90 per tutti e quattro)
Galluras Società  Cooperativa - Tel. 368 3376321
Luras (OT)
Sa Testa - Cave romane
La penisola di Capo Testa conserva ampie testimonianze dell’attività di estrazione del granito fulcro, in età romana, di un’economia che nella zona ha dato origine, tra la fine dell’età repubblicana e la prima età imperiale (I sec. a.C.-I d.C.), a numerosi insediamenti. Le scogliere conservano ben visibili i segni dei sistemi di taglio “a gradoni” mediante la realizzazione, lungo le linee di frattura, di fori di inserzione dei cunei. Monoliti, blocchi di scarto, colonne semilavorate – o concluse ma lasciate da parte perché lesionate nel corso delle operazioni di trasporto verso i punti d'imbarco –, capitelli ed elementi architettonici sono visibili nelle diverse cave. Tempo di visita: 20-30 minuti Ingresso libero
Ingresso libero
Santa Teresa Gallura (OT)
Lu Brandali - Complesso nuragico
L’insediamento nuragico di Lu Brandali si sviluppa in parte alle pendici di una bassa altura granitica, ed in parte nella piana sottostante; si compone di un nuraghe con antemurale turrito, di un villaggio di capanne, di alcuni ripari sotto roccia, di una tomba di giganti e di diverse tombe in tafone. Il nuraghe era costruito sulla cima dell’affioramento granitico, integrando in parte la viva roccia con le strutture murarie; il notevole stato dei crolli impedisce di valutarne i dettagli planimetrici, ma è ipotizzabile che l’edificio – fatto comune nei nuraghi della Gallura – unisse elementi strutturali dei nuraghi a corridoio e di quelli a tholos. Nel lato Sud dell’affioramento granitico si scorgono, sulla sommità, i resti di una scala o rampa discendente, di cui non è stato però identificato alla base il punto di attacco. A protezione della fortezza, alla base dell’affioramento di roccia si sviluppava una cinta avanzata (antemurale) provvista di torri: ne residuano integre almeno due, a Nord-Est e a Est, unite da cortine murarie che racchiudevano un vasto spazio ai piedi del nuraghe, all’interno del quale erano sicuramente presenti delle strutture oggi non leggibili a causa dei crolli. L’ingresso, piuttosto monumentale, è ubicato nella cortina Nord, nel punto in qui questa si appoggia a basamento granitico. La torre Est venne riutilizzata, in epoca moderna, come forno per la calce. All’esterno dell’area fortificata, a Est e a Sud del nuraghe, si sviluppava il villaggio di capanne; nel 1967 ne furono individuate ben 36, ma al giorno d’oggi è possibile scorgerne un numero decisamente inferiore. Le capanne mostrano in genere pianta circolare, di dimensioni variabili, dalle più grandi (capanne 1, 3 e 5) alle più piccole (capanna 2 e 4): queste ultime, adiacenti alle prime ed unite ad altri spazi (vani 6 e 7), potevano essere pertinenze delle capanne maggiori, a costituire dei piccoli isolati. Più a Est del nuraghe è presente una tomba di giganti, del tipo “a filari”; si mostra ancora in tutto il suo profilo di pianta, sia esterno che interno, ma si conserva solo per un filare di altezza. Lo scavo ha restituito numerosi resti scheletrici che, per la prima volta, hanno potuto documentare il rito dell’inumazione primaria nelle tombe di giganti. Tempo di visita: 1-1,15 ore
CoolTour Gallura Soc. Cooperativa - Tel. 349 8347698/347 0509517/392 0547979
Santa Teresa Gallura (OT)
Li Muri - Circoli funerari
Circoli funerari neolitici, costituiti da ciste litiche di tipo dolmenico attorniate da cerchi concentrici di lastre infisse a coltello; questi ultimi erano destinati a sorreggere il tumulo che ricopriva la sepoltura (circoli di tipo “A”). Le dimensioni massime dei circoli variano da m 5,30 a m 8,50; nel giro di pietre più esterno di ogni circolo è presente un menhir. Le sepolture, probabilmente singole (anche se non si sono conservate), avvenivano nelle ciste all’interno dei circoli, mentre altre piccole “cassette” litiche esterne ai circoli stessi erano forse destinate alle offerte rituali. I materiali provenienti dagli scavi archeologici sono di estremo interesse – si segnalano, fra gli altri, una coppetta di steatite con anse a rocchetto (tipo “Diana”), collane di vaghi di conchiglia ed alcuni pomi sferoidi forati, ancora in steatite, originariamente montati su bastoni e usati forse come armi, o forse come insegne di comando. Il complesso funerario, in precedenza attribuito alla Cultura di Ozieri (Neolitico finale), secondo recenti studi viene ora inquadrato in un momento iniziale del Neolitico recente, nella fase detta di “San Ciriaco”. Tempo di visita: 30 minuti
GE.SE.CO.ARZACHENA SRL - Gestione servizi comunali - Tel. 0789 81391/393 9147992-995-998
Arzachena (OT)
Li Lolghi - Tomba di giganti
Tomba di giganti costruita sui resti di una precedente sepoltura megalitica del tipo “a galleria”. La fronte è dominata dalla presenza dell’alta stele centinata monolitica, di m 3,75 e larga alla base m 2,45, che presenta il consueto motivo in rilievo costituito dal riquadro inferiore e dalla lunetta superiore; è situata al centro dell’ampia esedra semicircolare composta da 14 lastre ortostatiche, di altezza decrescente verso le due estremità. Alla base della stele (una delle più alte in assoluto fra le tombe di giganti della Sardegna) si apre lo stretto portello che introduce nella camera funeraria; quest’ultima, attualmente priva di copertura, è un vano rettangolare di notevole lunghezza (m 27), che ingloba, al fondo, la precedente e più antica tomba dolmenica ad allée couverte (lunga m 3,70 e larga 0,95). Il corpo tombale era in origine ricoperto dal tumulo di piccole pietre, che raggiungeva il massimo spessore nella zona absidale al fondo della tomba. Gli scavi archeologici hanno restituito materiali del Bronzo antico e medio (corrispondenti alle due fasi di utilizzo del sepolcro). Tempo di visita: 30 minuti
GE.SE.CO.ARZACHENA SRL - Gestione servizi comunali - Tel. 0789 81391/393 9147992-995-998
Arzachena (OT)
Coddu Vecchiu - Tomba di giganti
Tomba megalitica di età nuragica costruita in due diversi periodi. In una prima fase, venne realizzata una tomba dolmenica a galleria (allèe couverte), lunga m 10,50 e larga m 3,50/4, con pareti realizzate a lastre ortostatiche sormontate da alcuni filari di pietre e con copertura a lastroni orizzontali. In un secondo momento, furono aggiunti gli elementi tipici della tomba di giganti: l’esedra semicircolare costituita da ortostati, e soprattutto la stele centinata in due elementi sovrapposti, alta complessivamente m 4,04 e larga m 1,90, con alla base il portello scorniciato. La tomba era probabilmente in relazione con il complesso nuragico di La Prisgiona (un nuraghe complesso attorniato da un villaggio di capanne), distante alcune centinaia di metri. Gli scavi archeologici hanno restituito materiali riferibili alle diverse fasi di utilizzo della tomba, prevalentemente nell’età del Bronzo, ma anche (sebbene con qualche dubbio) qualcuno attribuibile alla fase di Monte Claro (età del Rame), forse in relazione al momento iniziale della tomba dolmenica più antica. Tempo di visita: 30 minuti
GE.SE.CO.ARZACHENA SRL - Gestione servizi comunali - Tel. 0789 81391/393 9147992-995-998
Arzachena (OT)
Malchittu - Tempietto
Edificio sacro di epoca nuragica, del tipo a pianta rettangolare con prolungamento dei muri laterali sulla fronte (“tempietto in antis”, o a “megaron”): questo di Malchittu mostra, unico fra i tempietti nuragici finora noti, il lato del retroprospetto in forma absidata. Lungo circa m 14 e largo circa 6, all’interno mostra, nella parete di fondo, un bancone, forse in origine destinato ad accogliere gli ex-voto; nel pavimento si rinvenne, invece, un focolare rituale. La copertura doveva essere originariamente costituita da travi lignei. Presso il tempietto sono anche i resti di un modesto nuraghe, notevolmente distrutto, mentre tutto il ripiano su cui sorge la struttura era protetto da una muraglia. Più in basso, lungo il sentiero che risale al tempietto, si incontrano i resti di una capanna nuragica assai ben conservata, mentre nei dintorni sono presenti anche delle tombe ricavate entro anfratti naturali (“tafoni”). Tempo di visita: 1-1,30 ore (incluso il tempo per raggiungere il sito)
GE.SE.CO.ARZACHENA SRL - Gestione servizi comunali Tel. 0789 81391/393 9147992-995-998
Arzachena (OT)
Albucciu - Nuraghe
Da un punto di vista della forma planimetrica, parrebbe un nuraghe a corridoi, strutturalmente affine ai cosiddetti “protonuraghi”, sebbene probabilmente non ne condivida l’inquadramento cronologico: si tratta piuttosto di un tipo di nuraghe caratteristico dei paesaggi granitici della Gallura. È un edificio di notevole mole, di planimetria subrettangolare con l’ingresso che si apre sul lato lungo; all’interno, corridoi e piccoli ambienti si dispongono su due livelli. Nel piano terra, la massa muraria (in parte addossata ad un affioramento di roccia) ospita un andito cieco, a sinistra (parzialmente ricavato nella viva roccia), ed una piccola cella a destra; da quest’ultima si diparte un angusto cunicolo che comunica con un’apertura sussidiaria sulla parete Nord del nuraghe. L’andito di ingresso sfocia quindi nella scala, che conduce prima ad un vano sopraelevato e, dopo un’ultima piccola rampa, al terrazzo, dove troviamo ancora tracce di altri vani e ripostigli. Sul bordo, alla sommità del lato frontale, rimangono ancora in situ alcuni mensoloni litici del coronamento superiore, che in origine dovevano forse sorreggere una balaustra lignea sporgente verso l’esterno. Un’altra erta scaletta consentiva di scendere rapidamente dal terrazzo sino alla base dell’affioramento di roccia, nel versante opposto a quello d’ingresso. Tempo di visita: 45-60 minuti
GE.SE.CO.ARZACHENA SRL - Gestione servizi comunali - Tel. 0789 81391/393 9147992-995-998
Arzachena (OT)
Milis - Pozzo sacro
Tempio a pozzo nuragico, purtroppo danneggiato dalla costruzione della vicina stazione ferroviaria. Scomparso ormai del tutto il consueto l’atrio con sedili (che sicuramente esisteva in origine), si accede direttamente nella lunga e ripida scalinata rettilinea, di ben 40 gradini, coperta a lastroni gradonati; da questa si perviene alla camera del pozzo, originariamente coperta a tholos e attualmente svettata a m 9,30, ma si calcola che in origine (quando era integra) dovesse raggiungere gli 11 metri. La lunghezza complessiva dell’edificio affiorante, disposto lungo l’asse Sud-Est/Nord-Ovest, è di m 13,50. Tempo di visita: 30 minuti
Comune di Golfo Aranci - Tel. 0789 612900
Golfo Aranci (OT)
Cabu Abbas - Complesso nuragico
Fortificazione costituita da un piccolo nuraghe monotorre arroccato su uno sperone roccioso, circondato da una muraglia che corre tutt’intorno alle pendici dell’altura. La muraglia raggiunge una lunghezza di m 220, ed ha un’altezza massima di m 5,10, per uno spessore che talora raggiunge i 4 metri; l’accesso avveniva tramite due ingressi architravati. Il nuraghe, edificato sul punto più elevato dell’altura, domina la muraglia; era circondato da una sorta di antemurale, ed ha ha un diametro di appena m 8,60. Subito dopo l’ingresso, si notano sulla sinistra i pochi gradini residui della scala che conduceva al terrazzo; la camera, in origine voltata a tholos, oggi svettata e del diametro di m 4, presenta due nicchie affrontate e, nel pavimento, un pozzo di m 2,60 di profondità. Gli scavi restituirono, fra i vari materiali, un bronzetto raffigurante una donna con un’anfora sulla testa, oggi esposto al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tempo di visita: 2,30-3 ore
Il Contrasto Soc. Coop. Soc. - Tel. 0789 090386/348 8822278
Olbia (OT)
Sa Testa - Pozzo sacro
Tempio a pozzo di età nuragica scavato nel 1938 e restaurato nel 1969. È preceduto da un cortile circolare lastricato (di m 8,30 x 7,40) e provvisto di sedile, detto Sala del Consiglio. Esso comunica con un atrio trapezoidale (m 2,62 di lunghezza per 1,87/2,62 di larghezza), anch’esso provvisto di sedili ai lati e canaletta di scolo nel pavimento. Introduce alla scala, di 17 gradini e a copertura architravata, che discende alla camera del pozzo. Quest’ultima, coperta a tholos, è alta m 5,25 per un diametro basale di m 1,25. All’esterno, al di sopra della camera sotterranea del pozzo, si ergeva un’altra camera a tholos, che residua attualmente per un’altezza di m 1,65. Buona segnaletica. Tempo di visita: 25-30 minuti
Il Contrasto Soc. Coop. Soc. - Tel. 0789 090386/348 8822278
Olbia (OT)
Olbia - Acquedotto romano
Fra tutte le testimonianze archeologiche dell’antica città di Olbia, da un punto di vista monumentale sono oggi visibili soltanto le mura puniche e, soprattutto, l’acquedotto romano, la cui realizzazione è da porsi tra il II e l’inizio del III secolo d.C. Il tracciato dell’acquedotto partiva dalle sorgenti di Cabu Abbas e raggiungeva le terme della città dopo un percorso in linea retta di oltre 3 chilometri; brevi tratti della struttura, nel tratto urbano e periurbano, sono ancora conservati in via Canova e in via Nenni, ma i resti maggiormente significativi sono quelli più periferici, che ancora si conservano in località Sa Rughittula, lungo la via Mincio, a breve distanza dalla strada e dalla linea ferroviaria per Golfo Aranci. L’acquedotto era realizzato prevalentemente con arcate, ma a tratti anche con muro pieno, soprattutto nel tratto in avvicinamento alla città; nel tratto visitabile di Rughittula è presente proprio il punto in cui l’acqua, arrivando da Cabu Abbas per mezzo di una condotta sotterranea, si immetteva nella vasca di decantazione (la piscina limaria) da dove poi veniva convogliata allo specus dell’acquedotto arcuato. Di quest’ultimo, si conservano ancora due soli archi integri ed alcuni piedritti in allineamento, mentre sull’altro lato della strada è stata portata in luce una grande cisterna con volta a botte, alimentata da una vasca di decantazione (oggi nuovamente reinterrata) e servita da un tratto di conduttura che si diramava dall’acquedotto principale. La cisterna, divisa in due da un muro divisorio con quattro aperture arcuate, era stata realizzata in opus caementicium impermeabilizzato da uno strato di opus signinum; sebbene fosse adiacente all’acquedotto, non pare che fosse una struttura ad esso funzionale, ma si pensa invece che fosse destinata a servire le esigenze di una villa rustica che doveva sorgere nelle vicinanze. Tempo di visita: 40-50 minuti
Il Contrasto Soc. Coop. Soc. - Tel. 0789 090386/348 8822278
Olbia (OT)
Sos Nurattolos - Complesso nuragico
Il complesso di Sos Nurattolos, ubicato alle falde della Punta di Senalonga in una splendida cornice di paesaggio, costituisce un importante esempio di santuario nuragico dedicato al culto delle acque. Scoperto negli anni Sessanta, è stato interessato di recente da lavori di scavo e sistemazione dell’intera area, che oggi si presenta perfettamente fruibile. Il complesso si compone di una fonte sacra, un tempietto “a megaron” ed almeno tre capanne, di cui una annessa al tempietto. La fonte è il primo monumento che si incontra, risalendo il pendio che porta in cima all’altura: interamente costruita in muratura, è di pianta circolare all’esterno e racchiude un ambiente rettangolare (l’atrio) che conduce alla celletta della fonte vera e propria, coperta a tholos. All’esterno, l’edificio è racchiuso dal consueto recinto sacro (il témenos), anch’esso circolare. Non molto lontano è una grande capanna circolare. In cima all’altura, invece, troviamo il tempietto rettangolare “a megaron”, di piccole dimensioni ma conservato per notevole altezza: presenta sul retro il caratteristico prolungamento dei muri laterali (da cui la definizione di “tempietto in antis”), mentre all’interno le pareti mostrano un marcato aggetto. Attiguo al tempietto è un altro ambiente circolare, mentre a non molta distanza è stata messa in luce una grande capanna di tipo comunitario, provvista di sedile alla base della parete, come nelle “capanne delle riunioni” ben note nei villaggi nuragici. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Ingresso libero
Alà  dei Sardi (OT)
Burghidu - Nuraghe
Nuraghe complesso di planimetria non chiaramente definibile a causa della rovina (forse un quadrilobato). Del bastione residua solo una torre del retroprospetto, perfettamente agibile e con la tholos intatta. Il mastio, a tre piani, ha la camera inferiore integra ma notevolmente interrata: vi si accede dall’alto, dal vano della scala d’andito, dopo essere penetrati nella torre da uno squarcio delle murature, in corrispondenza della finestra del piano superiore. La camera era articolata da tre nicchie disposte nel consueto schema cruciforme, mentre nel corridoio d’ingresso, oltre al vano della scala, si apriva una nicchia d’andito. Anche la cella del primo piano è integra, mentre una terza tholos, al secondo piano, è quasi del tutto scomparsa e se ne intuisce appena l’originaria esistenza. Tempo di visita: 30-45 minuti
In proprietà  privata
Ozieri (SS)
Ruju - Nuraghe
Nuraghe semplice, in pietra trachitica rossa (da cui il nome) di m 9,10 di altezza residua. La camera del piano terra ha la copertura a tholos intatta, con tre nicchie disposte in croce. Dal corridoio di accesso si diparte, a sinistra, la scala elicoidale (contrapposta alla nicchia d’andito), nel cui primo tratto l’alto taglio ogivale della copertura è inframmezzato da alcune lastre trasversali, quasi a creare una sorta di “intercapedine”. La camera del primo piano – di cui residuano poche tracce – aveva una nicchia con prolungamento laterale a “L”, e prendeva luce da un ampio finestrone ancora esistente, in asse con il breve andito di accesso. Tempo di visita: 15-20 minuti
In proprietà  privata
Tula (SS)
S'Adde Asile - Necropoli ipogeica
Complesso ipogeico costituito da undici tombe a domus de janas. Fra tutte è da rimarcare, per la sua articolazione planimetrica, la c.d. Tomba Maggiore, con ben 21 cellette, segnata anche dalla presenza di diversi motivi simbolici scolpiti alle pareti, soprattutto corniformi; l’anticella e la cella principale, inoltre, presentano entrambe la riproduzione del soffitto di una casa con tetto a doppio spiovente. La Tomba delle Finestrelle è caratterizzata da singolari partiture architettoniche scolpite alle pareti, oltre che dalla riproduzione, nel soffitto, del tetto di una capanna. Analoga decorazione architettonica si riscontra anche nella Tomba I, mentre singolari motivi simbolici scolpiti alle pareti si segnalano nella c.d. Tomba delle Clessidre. Due tombe, inoltre (Tomba di Corona ’e Teula e Tomba IX), sono state riutilizzate nell’età del Bronzo (ed una terza – la Tomba Brunuzzu o Tomba X – scavata invece ex novo) con la realizzazione sulla fronte di una stele centinata in rilievo, analoga a quelle delle “tombe di giganti” nuragiche. Motivi simbolici sono presenti anche nella Tomba a Trifoglio, isolata dal resto della necropoli ed esterna all’area di visita; la Tomba della Coppella, come suggerisce il nome, mostra come unico elemento significativo la presenza di un fossetta per offerte nel pavimento dell’anticella, mentre la grande Tomba dell’Ovile, in origine una delle più monumentali, è stata completamente devastata dai riusi moderni. Tempo di visita: 2-2,30 ore
Ossi (SS)
Mesu 'e Montes - Necropoli ipogeica
Complesso di almeno 17 tombe ipogeiche scavate lungo la parete di un costone calcareo. Fra tutte si segnala la Tomba II, caratterizzata dalla presenza di una notevole e varia concentrazione di motivi simbolici scolpiti o incisi alle pareti (corna bovine, spirali, motivi “a clessidra”, etc.). Nel pavimento della cella principale, fra due pilastri risparmiati nella roccia, è inoltre scolpito un singolare focolare con all’interno tre bozze in rilievo, forse riproduzione dei sassi utilizzati nella realtà per poggiare i tegami durante la cottura dei cibi; il soffitto è invece scolpito in modo da riprodurre un tetto a doppio spiovente con travetti laterali. Analoghe decorazioni, sebbene assai più rovinate, ornavano anche la vicina Tomba I. In altre tre tombe (la III e la XVI), riutilizzate nell’età del Bronzo, fu scolpito sulla fronte un “prospetto centinato”; un riutilizzo analogo ebbe anche la Tomba IV (che si segnala anche per la presenza di protomi bovine scolpite in rilievo), sebbene, a causa dell’estremo degrado della fronte di roccia, non si conservi traccia del motivo della stele. Sempre nella Tomba XVI, ed anche nella XIII, si segnalano riproduzioni in rilievo di soffitti di capanne quadrangolari con tetto a doppia falda. Ancora motivi corniformi, scolpiti in rilievo alle pareti, sono presenti nella Tomba VI. Piazzola di sosta per le auto, lungo la strada provinciale. Tempo di visita: 2,30-3 ore (compreso il tempo per raggiungerle)
Ossi (SS)
Noeddale - Necropoli ipogeica
La necropoli di Noeddale si compone di sei o sette tombe, divise in due gruppi distinti: tre ipogei dell’età del Bronzo, del tipo con “prospetto architettonico” (ormai irrimediabilmente rovinati), assieme ad una grotticella artificiale completamente rimaneggiata in tempi recenti, si incontrano lungo la stradina che conduce all’area archeologica recintata; tre domus de janas neolitiche, all’interno dell’area di rispetto, costituiscono il secondo gruppo, che rappresenta l’area monumentale vera e propria. Delle tre tombe, una non è fruibile a causa del degrado, mentre sono perfettamente visitabili le altre due. Di queste, si incontra per prima la Tomba I (o Tomba della Casa), che presenta una sequenza di ambienti riccamente ornati da motivi architettonici scolpiti alle pareti: ad un’anticella quadrangolare (assai rovinata e protetta da una tettoia artificiale), in origine provvista di soffitto trasversale a doppia falda e con riproduzione del trave di colmo e dei travetti laterali, segue un altro ambiente analogo (la cella principale), nel quale è possibile osservare, oltre al trave maggiore e ai travetti laterali, anche la riproduzione del rinforzo scalariforme sotto le due falde nelle pareti dei lati brevi, analogamente a quanto si osserva ancora oggi nelle capanne dei pescatori del Sinis. Proseguendo ancora, si incontra un ambiente semicircolare, sul cui soffitto è scolpita la riproduzione della metà di un tetto conico a struttura radiale. Lateralmente, si apriva un altro grande ambiente denominato “stanza dell’alcova”, caratterizzato dalla presenza di un ampio cubicolo reso accessibile da tre aperture sopraelevate separate da lesene in rilievo. A breve distanza dalla Tomba I, in posizione più elevata, si può visitare la Tomba II, provvista anch’essa di un ambiente con riproduzione del tetto a doppia falda (purtroppo quasi scomparso) e soprattutto di decorazioni a spirale nelle pareti dell’anticella. Tempo di visita: 45-60 minuti
Ingresso libero
Ossi (SS)
Monte Baranta - Fortificazione
Complesso archeologico dell’età del Rame, costituito da una muraglia megalitica lunga m 97, che protegge un abitato di capanne; la tecnica costruttiva era caratterizzata dalla presenza di un doppio paramento di grandi pietre, con intercapedine riempito di pietrame di minori dimensioni. L’ingresso, a lastroni ortostatici, era ubicato all’estremità Nord; all’estremo meridionale, invece, la muraglia pare interrompersi; tuttavia, in quel lato, è comunque presente (sebbene ad alcune decine di metri di distanza) un poderoso edificio “a ferro di cavallo”, ubicato sul ciglio del pianoro, che recinge un piccolo spiazzo semicircolare a ridosso della scarpata. L’edificio – definito “recinto-torre” – ha una corda di m 20,65 e una freccia di 15,30; le murature hanno spessore variabile da m 4,15 a 6,50, per un’altezza residua di m 3,45. È provvisto di due ingressi, coperti a piattabanda, ed è caratterizzato dalla presenza di un camminamento sulle murature, raggiungibili tramite alcuni gradini sporgenti dal filo della muratura: la sua funzione era quella di rendere agibile la parte superiore dell’estesa piattaforma muraria, dove probabilmente erano presenti delle strutture lignee. All’esterno della grande muraglia, era ubicata l’area sacra, con un circolo megalitico (diam. m 10) che non fu mai portato a compimento ed i cui lastroni giacciono ancora riversi al suolo; sul suo perimetro era presente almeno un menhir, oggi spezzato ed atterrato. A breve distanza, è presente un altro grande menhir (m 3,95), che in origine avrebbe dovuto essere collocato al centro di una piazzola di roccia spianata con molta cura: il monolito non fu mai eretto e neanche rifinito in tutte le sue superfici. Gli scavi hanno consentito di attribuire il complesso alla Cultura di Monte Claro. Tempo di visita: 2-2,30 ore
Società Cooperativa di Lavoro Monte Baranta S.r.l. - Tel. 393 966661
Olmedo (SS)
Santu Pedru - Necropoli ipogeica
Necropoli ipogeica a domus de janas scavata nel pendio di una collina trachitica. Si compone di circa una decina di tombe, di cui solo alcune esplorate completamente. La principale (Ipogeo I o Tomba dei Vasi Tetrapodi) è costituita da un lungo dromos (corridoio) e da ben 8 celle: deve il suo nome al rinvenimento di due ciotoloni su quattro piedi (cuencos), tipici della corrente culturale del Vaso Campaniforme. L’anticella, semicircolare, aveva scolpita in origine la rappresentazione di un tetto con travetti a raggiera; nella grande cella principale, ove sono presenti due pilastri e nella quale si affacciano tutti i vani secondari, si segnalano la presenza di una “falsa-porta” in rilievo e di un motivo a doppie corna scolpito al di sopra di un portello. L’indagine archeologica della Tomba I ha restituito sequenze stratigrafiche fondamentali per la conoscenza della preistoria sarda. Fra le altre tombe della necropoli, segnaliamo la Tomba III (in corso di scavo) di planimetria simile alla Tomba I, ma con un numero di celle maggiore, provvista anch’essa di “falsa-porta” nella cella principale mentre l’anticella, preceduta da lungo dromos, ha il soffitto inclinato in modo da riprodurre un tetto a falda unica. Analogamente, la Tomba II, preceduta anch’essa da lungo dromos, mostra la cella principale provvista di colonne. La Tomba IV (quella situata alla quota maggiore lungo il pendio) fu invece riutilizzata come chiesa rupestre in epoca bizantina. Anche altre tombe (V, VI, VII e VIII), di minori dimensioni, mostrano tracce di riutilizzi successivi, a partire dall’epoca nuragica per giungere sino al Medioevo. Di recente, a seguito di lavori per la sistemazione della strada provinciale, è venuta alla luce la Tomba X, preceduta da dromos e di planimetria abbastanza singolare, caratterizzata da celle con pareti ben squadrate; nella cella principale sono presenti due pilastri, una falsa porta ed una bella riproduzione di focolare ad anello in rilievo nel pavimento. Tempo di visita: 25-30 minuti per la sola Tomba I; 1-1,15 ore per l’intera necropoli
Società  Cooperativa S.I.L.T. - Cell. 329 4385947
Alghero (SS)
Anghelu Ruju - Necropoli ipogeica
Necropoli a grotticelle artificiali del tipo domus de janas, di epoca Neo-eneolitica. È costituita da almeno 38 tombe scavate su un pianoro di arenaria calcarea; la friabilità della roccia è la causa dell’estrema rovina di molti ipogei. Le tombe presentano sviluppi planimetrici diversi e comunque sempre articolati (tranne un’unica domus monocellulare); sono tutte scavate al di sotto del piano di campagna, e l’ingresso può essere sia a pozzetto verticale che a dromos discendente, spesso di dimensioni monumentali e provvisto di gradinata. Assai interessante, in questa necropoli, è la presenza di elementi magico-simbolici scolpiti sulle pareti degli ipogei, come decorazioni architettoniche, “false porte”, e soprattutto protomi taurine: si segnalano soprattutto quelle delle Tombe A, XXVIII, XXX. In particolare, la Tomba XXVIII presenta scolpiti ai lati del portello della cella maggiore due protomi taurine a doppie corna che sormontano una testa schematizzata a rettangolo decorata con cerchi concentrici incisi; nella Tomba A, una serie di cinque protomi bovine in stile naturalistico orna la parete al di sopra di un portello, mentre una sesta protome è scolpita nella parete laterale. Ancora nella Tomba A, si osserva, in una cella interna, la presenza di 12 misteriosi rettangoli in rilievo distribuiti su tutte e quattro le pareti, il cui significato simbolico è ancora sconosciuto. Dalla necropoli di Anghelu Ruju provengono materiali del più alto interesse per la preistoria della Sardegna, pertinenti alla Culture di Ozieri, di Filigosa-Abealzu, di Monte Claro, del Vaso Campaniforme e di Bonnanaro. La Tomba XI, di planimetria abbastanza semplice, ha restituito la sepoltura di un individuo attorniato da circa cinquanta picchi da scavo in pietra. Segnaletica turistica; piccola piazzola di sosta.; presenza di bookshop. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Società  Cooperativa S.I.L.T. - Cell. 329 4385947
Alghero (SS)
Palmavera - Nuraghe e villaggio
Si tratta di un nuraghe complesso che si erge al centro di un articolato villaggio di capanne. È costituito da una torre originaria, alla quale venne successivamente addossato un bastione con una torre secondaria ed un corpo a corridoi, comprendente anche un piccolo cortile. La torre principale, alta attualmente m 8, ha ancora intatta la tholos del piano terra (diam. m 4,60; alt. m 7), con due nicchie appena accennate e l’accesso della scala, sopraelevato a notevole altezza, che conduceva alla camera del primo piano, oggi scomparsa quasi del tutto. Il bastione aggiunto rifasciava quasi interamente la torre del mastio ed aveva due ingressi: il primo introduceva direttamente nel cortile, mentre il secondo, anch’esso diretto verso il cortile, attraversava il corpo a corridoi. Su questo secondo corridoio, il cui ingresso era sorvegliato dall’alto tramite una botola aperta nel pavimento di un vano sovrastante, si apriva un vano trasversale che sfociava nella scaletta a chiocciola destinata a condurre ai livelli superiori del bastione. Tutt’intorno al nuraghe, si estende il vasto abitato di capanne, alcune delle quali inserite nel tracciato di una cinta muraria a protezione della fortezza; fra queste, si segnala la cosiddetta Capanna delle riunioni, caratterizzata dal classico sedile circolare alla base della parete, ove fu rinvenuto un betilo-torre originariamente collocato su una base al centro del vano, ed un singolarissimo “trono” scolpito nella pietra, simile a sgabelli cilindrici già noti in età nuragica dalle raffigurazioni dei bronzetti. Entrambi gli oggetti sono esposti al Museo Archeologico Nazionale Sanna di Sassari, mentre nella capanna sono state lasciate in posto delle copie. Presenza di bookshop. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Società  Cooperativa S.I.L.T. - Cell. 329 4385947
Alghero (SS)
Sant'Imbenia - Nuraghe e Porto Conte - Villa romana
Nuraghe Sant’Imbenia – Il nuraghe, ancora in corso di scavo, costituisce uno dei due complessi nuragici più importanti dell’Algherese, assieme al Palmavera: di quest’ultimo, probabilmente, ereditò la funzione di controllo del territorio dopo la sua distruzione ed abbandono intorno all’VIII secolo a.C. Il nuraghe, di tipo complesso, attende ancora di essere scavato interamente. Sono state invece messe in luce ampie porzioni del villaggio circostante, da attribuire ad una fase piuttosto avanzata della civiltà nuragica: si segnalano alcune abitazioni plurivano, di cui almeno due caratterizzate dalla presenza del piccolo ambiente circolare con bacile in pietra, noto col termine di “rotonda” e destinato forse a culti domestici. Gli scavi hanno restituito testimonianze archeologiche significative, con materiali fenici piuttosto arcaici, oltre che prodotti di importazione dall’area egea a testimonianza della vitalità commerciale del centro, ove non è escluso che risiedesse anche una piccola comunità di genti fenicie, in armonia con la popolazione nuragica. Durante gli ultimi interventi, è stata evidenziata un’area centrale pubblica attorniata da numerosi ambienti probabilmente commerciali, in uno dei quali si rinvenne un ripostiglio di bronzi. Villa romana di Porto Conte – Il complesso della villa romana si estende a ridosso del mare, al fondo della profonda baia di Porto Conte, per una larghezza di oltre 90 metri: vistosi interventi conservativi, sul lato della battigia, si sono resi necessari per preservare le strutture dal continuo degrado dovuto alle mareggiate. Gli ambienti messi in luce durante le campagne di scavi degli anni Cinquanta, e ripresi solo di recente, evidenziano la struttura di una villa imponente, legata allo sfruttamento del latifondo agricolo ed allo smistamento dei prodotti, forse attraverso un piccolo molo di attracco oggi sommerso. La villa si articola in una vasta zona residenziale (pars urbana), al centro, cui si legano a Sud-Ovest i vasti magazzini per la conservazione delle merci (pars fructuaria). A Nord-Est, ad una certa distanza dal resto del complesso, si trovava invece l’edificio termale privato, annesso alla villa, con ambienti riccamente decorati da stucchi dipinti e mosaici. Tempo di visita: per entrambi 45-60 minuti
Società  Cooperativa S.I.L.T. - Cell. 329 4385947
Alghero (SS)
Puttu Codinu - Necropoli ipogeica
Gruppo di nove tombe ipogeiche di età Neo-eneolitica. Sono tutte del tipo a sviluppo orizzontale, con accesso preceduto da un breve dromos; l’impianto planimetrico segue generalmente lo schema c.d. a “T”, (anticella, celletta e cella maggiore trasversale) con sviluppi laterali dovuti ad ampliamenti successivi. Fra le domus de janas della necropoli, si segnala la Tomba VIII, che presenta la riproduzione di un tetto a doppio spiovente sul soffitto del vano principale, mentre nell’anticella è presente una singolare riproduzione ibrida che unisce elementi di soffitto semicircolare a raggiera e di un tetto a falda con travetti paralleli. Nella stessa tomba sono presenti riproduzioni di “false porte” e corna taurine stilizzate, sia in schemi semplici che con motivi a “tutta parete”. Fra gli oggetti rinvenuti negli scavi, si segnala un idoletto di Dea madre, del tipo “cicladico”. Fra le altre tombe della necropoli, si segnala soltanto la presenza di fossette nel pavimento delle domus VI e IX; la Tomba VI presenta anche due ingressi distinti, ma si tratta senza dubbio di due differenti tombe che furono poi unite in un secondo tempo, in fase di riutilizzo da parte dei pastori. Buona segnaletica turistica. Tempo di visita: 1 ora
Laborintus - Cell. 329 9813841
Villanova Monteleone (SS)
Campu Lontanu - Tomba ipogeica
Tomba ipogeica dell’età del Bronzo, caratterizzata dalla facciata con prospetto scolpito nella roccia, sul modello delle stele delle tombe di giganti. È interamente ricavata in un notevole masso erratico di calcare, lavorato esternamente con cura, lungo m 7,50 e largo al massimo m 4,60; l’altezza residua è di m 3,90 (altezza della fronte-stele) a Nord-Ovest e m 2,80 a Sud-Est. Si accedeva da due ingressi, ubicati uno nella facciata della stele e l’altro, più piccolo, in quella opposta. La probabile lastra di chiusura del primo (rettangolare di 0,90 x 0,50 x 0,15 spessore), rinvenuta durante gli scavi riversa sul gradino, giace attualmente davanti all’ingresso. Al di sopra del colmo della “fronte-stele” si trovano i caratteristici tre fori ove, in origine, dovevano essere collocati i pilastrini betilici. La cella interna della tomba presenta pianta leggermente trapezoidale (m 5,40 x 1,94 x m 1,48 di altezza massima); sul lato Nord-Ovest, accanto all’apertura del portello (notevolmente decentrata), è una nicchia sollevata dal pavimento, alla base della quale è scavata una fossetta quadrangolare di dubbia antichità. Non vi è traccia dell’esedra, ma non è escluso che essa fosse stata realizzata con lastre ortostatiche, successivamente rimosse a seguito di lavori agricoli. Tempo di visita: 30-45 minuti
Cooperativa Hermes - Cell. 349 1498501
Florinas (SS)
Fronte Mola - Nuraghe
Nuraghe a corridoio, di pianta perfettamente rettangolare, in pietra basaltica; misura m 16 di lunghezza per 12 di larghezza, e si conserva per un’altezza massima di m 8. L’ingresso, sul lato breve a Sud, immette in un corridoio longitudinale, lungo m 16,20 e largo 1,20, coperto a piattabanda (altezza massima m 2,50), su cui si affacciano quattro nicchie laterali: due a destra e due a sinistra. Dalla prima nicchia a destra (a 3 metri dall’ingresso) parte una rampa di scala che sale al piano superiore; qui, sono le tracce di un grande vano quadrangolare (oggi a cielo aperto), di m 8 x 3. Il modellino in scala del nuraghe, è attualmente esposto al Museo Archeologico Nazionale Sanna di Sassari. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Ingresso libero
Thiesi (SS)
Mandra Antine - Tomba ipogeica dipinta
La necropoli di Mandra Antine si compone di quattro ipogei, scavati in una formazione di tufo trachitico, ma fra questi spicca soprattutto la Tomba III, una pregevole domus de janas dipinta. La planimetria si compone di una piccola anticella sub-circolare e di una grande camera rettangolare (m 3,60 x 1,60), ai lati della quale si aprono due cellette ellittiche. La cella principale è riccamente ornata con motivi dipinti. Si segnalano uno schema taurino dipinto di rosso a “tutta parete”, inquadrante una falsa-porta, ed una singolare riproduzione di un tetto a doppio spiovente, suddiviso in 20 riquadri (dieci per parte) bordati di rosso e all’interno dei quali sono dipinte figurazioni di significato simbolico, con motivi a spirale, a semicerchio, a bande oblique etc. Tomba chiusa da un cancello Tempo di visita: 20-30 minuti
Comune di Thiesi - Tel. 079 885424
Thiesi (SS)
Santu Antine - Nuraghe
Nuraghe complesso trilobato, forse il più noto dell’Isola. La torre principale (mastio) è alta circa 17 metri (in origine raggiungeva i 21); ha tre camere sovrapposte di cui quella del piano terra (alta m 7,90) circondata da un corridoio anulare con tre ingressi alla camera stessa. L’andito d’ingresso era sormontato da una celletta sussidiaria, alla quale si accedeva da un’apertura sopraelevata nella camera, raggiungibile tramite un soppalco ligneo che inframmezzava l’alta tholos. Una rampa inclinata (più che una scala), ricavata nello spessore murario, conduce alla cella del primo piano (alta m 5,30), che presenta un sedile alla base della parete ed una nicchia che prende luce da una feritoia. Nella cella del secondo piano, di cui resta solamente la base, si apre un profondo ripostiglio a pozzo nel pavimento. Il bastione ingloba tre torri unite da cortine murarie indistinte, percorse all’interno dai corridoi di raccordo, su due piani sovrapposti e illuminati da numerose feritoie, che uniscono le camere delle torri secondarie. Altri corridoi trasversali (veri “bypass”) univano quelli principali fra loro e direttamente con il cortile, evitando di dover entrare nelle torri. Nei livelli superiori del bastione, si aprono anche alcune cellette ricavate entro lo spessore della massa muraria. Nell’ampio cortile interno è scavato un pozzo per l’acqua, mentre un secondo pozzo, provvisto di breve scalinata, si apre nel pavimento della torre C, sul retro del complesso; quest’ultima è dotata anche di una piccola uscita indipendente (postierla) in comunicazione con l’esterno. Intorno al nuraghe si estende un vasto villaggio, purtroppo solo parzialmente esplorato, e riutilizzato in età romana. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Cooperativa La Pintadera - Cell. 334 6407474
Torralba (SS)
Oes - Nuraghe
Il nuraghe è inserito in un esteso insediamento che comprende, oltre alla fortezza nuragica, anche un antemurale con torri, un’area sacra – caratterizzata dalla presenza di un tempietto “a megaron” racchiuso entro un recinto (temenos) – e, tutt’intorno, un vasto abitato. Il nuraghe è di tipo complesso, costituito da una torre centrale e da un bastione a due torri con piccolo cortile interno, al quale si accedeva da due ingressi: uno sulla fronte e uno sulla cortina fra la torre destra e il mastio. Quest’ultimo si conserva per un’altezza di m 12,60, ed aveva tre camere sovrapposte ottenute realizzando un’unica altissima tholos, ripartita da solai lignei poggianti su riseghe appositamente realizzate nelle murature. L’accesso ai piani avveniva tramite una normale scala d’andito ad andamento elicoidale. Anche le torri del bastione erano caratterizzate dallo stesso accorgimento del mastio, e presentano tracce di un secondo livello realizzato poggiando un ballatoio di legno su riseghe risparmiate nelle pareti. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Ingresso libero
Giave (SS)
Sa Coveccada - Dolmen
Splendido esempio di dolmen a camera rettangolare (di m 4,30 x 1,20 x 1,90 di altezza), costituito da due ortostati laterali e da un terzo frontale (quello di fondo è andato perduto); la copertura è data da un unico poderoso lastrone orizzontale, spezzato, di m 3,65 x 3 e dello spessore di m 0,65: in origine doveva essere lungo circa 6 metri. La peculiarità di questo monumento risiede nel fatto che il portello di accesso è stato interamente scolpito nella lastra frontale (come avverrà nelle stele delle successive tombe di giganti); inoltre, in una delle lastre laterali all’interno della camera funeraria, è stata ricavata una nicchia, forse per la deposizione delle offerte di corredo. Tempo di visita: 25-30 minuti
Dolmen Cooperativa Sociale - Cell. 340 9233369
Mores (SS)
Sos Furrighesos - Necropoli ipogeica
Necropoli costituita da 18 tombe ipogeiche scavate in un’alta parete trachitica; si segnalano numerose domus de janas per la presenza di figurazioni scolpite o incise alle pareti. La Tomba II, la più interessante del complesso, presenta un singolare motivo taurino scolpito a “tutta parete” nella cella principale. La Tomba VI presenta una protome bovina scolpita al di sopra del portello fra l’anticella e la cella principale; in quest’ultima, è presente un motivo a “falsa-porta”. Le Tombe VIII e IX sono da ricordare per la presenza di numerosi motivi corniformi, semplici o plurimi, realizzati non a rilievo ma con la tecnica dell’incisione. La Tomba IX fu anche riutilizzata nell’età del Bronzo: sulla fronte, infatti, venne realizzato in rilievo il classico motivo a “stele centinata” tipico delle tombe di giganti scolpite nella roccia. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Ingresso libero
Anela (SS)
Loelle - Nuraghe
Nuraghe complesso dalla planimetria irregolare. È costituito da una torre (oggi assai rovinata) edificata su un affioramento granitico, alla base del quale fu addossato un bastione percorso da corridoi e scalinate. L’ingresso al bastione, decentrato sulla fronte, immette in una scala a spirale e quindi in un andito superiore, oggi privo di copertura e in origine illuminato da feritoie, che conduce sino all’ingresso della rampa di scale che sale alla torre, per poi proseguire oltre in un lungo corridoio discendente apparentemente cieco, o forse destinato a raggiungere altri ambienti interni del bastione (ancora non messi in luce). Un altro vano, senza comunicazione con gli altri ambienti del complesso, si apriva sul lato Est, sfruttando un anfratto alla base dell’affioramento di roccia. Nell’area antistante la fortezza, si estende un importante villaggio di capanne, parzialmente esplorate. Nei pressi (oltre la strada statale, fra gli alberi) sono due tombe di giganti, facilmente visitabili: la prima è attigua ad un moderno caseggiato, mentre la seconda si raggiunge seguendo un sentiero indicato da pietre disposte in fila. Cartello segnaletico sulla strada, pannelli esplicativi, zona pic-nic interna all’area archeologica. Tempo di visita: 25-30 minuti
Comune di Buddusò - Tel. 079 7159001
Buddusò (OT)
San Pietro - Nuraghe
Nuraghe complesso quadrilobato, di planimetria irregolare: il bastione, a profilo prevalentemente retto-curvilineo, ingloba la torre centrale quasi interamente, tranne un breve tratto sul lato Nord. L’ingresso al complesso, piuttosto basso, introduce in un piccolo cortile provvisto di un pozzo per l’acqua (profondo circa 6 metri); vi si affacciano gli anditi che conducono alle torri Sud-Ovest e Sud del bastione, mentre al fondo si apre l’ingresso alla torre principale. Le due torri sul retro, avevano ingressi indipendenti (postierle): di queste, la torre Est si caratterizza per la presenza di un lungo corridoio apparentemente cieco, che corre entro lo spessore della cortina muraria in direzione della torre Sud. La torre principale (o “mastio”), di m 12,56 di diametro, ha l’ingresso rivolto a Sud che immette in un andito sul quale si aprono una nicchia ed il vano della scala che conduceva al terrazzo o a camere superiori oggi scomparse. L’andito sfocia nella camera circolare (diam. m 4,54) in origine coperta a tholos ed oggi svettata, sulla quale si aprono tre nicchie perfettamente conservate, disposte in uno schema a croce. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce, oltre a significative testimonianze di età nuragica a partire dal Bronzo medio, anche le tracce di un riutilizzo in età romana, quando una delle torri del bastione venne reimpiegata come granaio. Tempo di visita: 30-40 minuti
Ingresso libero
Torpè (NU)
Romanzesu (o Poddi Arvu) - Complesso nuragico
Il santuario nuragico di Romanzesu, esteso su un’area di almeno sette ettari all’interno di un fitto bosco di sughere, si compone di diversi edifici di destinazione sacra e numerose capanne dell’annesso villaggio, anche se gli scavi archeologici (tuttora in corso) sono destinati a portare alla luce ancora nuove importanti strutture. L’edificio più significativo, o comunque più monumentale, è costituito dalla fonte sacra (o “pozzo” con sorgente), coperta dalla consueta struttura a tholos, collegata ad una sorta di anfiteatro semi-ellittico gradonato per mezzo di un canalone-corridoio anch’esso a gradoni: la struttura può essere connessa a cerimonie di abluzioni collettive, in momenti di massimo pieno della falda, che portavano ad un allagamento tanto del corridoio quanto del piccolo piazzale circondato dalle gradinate. A monte dell’area del pozzo sacro, si estende il villaggio di capanne, e più oltre un’altra area sacra, caratterizzata dalla presenza di tre tempietti “a megaron” (di cui uno ristrutturato in diverse epoche), e soprattutto di una grande struttura circolare, caratterizzata dalla presenza di muri concentrici al suo interno, quasi a disegnare la planimetria di una specie di labirinto. Al centro, nel luogo più riposto, stava il vano principale (quasi un sancta sanctorum), ove si rinvennero migliaia di ciottoli fluviali di quarzo rosso, legati ad un misterioso rituale religioso. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Società  Cooperativa Istelai - Cell. 333 3211346
Bitti (NU)
Su Tempiesu - Fonte sacra
Fra gli edifici sacri di età nuragica, è senza dubbio quello di fattura più raffinata. È costituito da un atrio con sedili laterali, coperto a doppio spiovente; originariamente alto in facciata m 6,85, è costruito in bei conci lavorati. La sommità dell’acroterio era ornata da una serie di spade votive infisse nella pietra apicale. Dall’atrio si accede (dopo alcuni gradini) alla celletta della fonte, coperta a tholos, ove sgorga la vena sorgiva. Un’altra fonte minore, con canaletta in steatite (dove furono rinvenuti numerosi bronzi votivi), è situata in una struttura avanzata rispetto alla fonte vera e propria; era alimentata dalle acque della fonte maggiore, grazie ad una canalizzazione accuratamente realizzata nella pavimentazione dell’atrio. Tempo di visita: 1,15-1,30 ore
Cooperativa L.A.R.Co - Cell. 328 7565148
Orune (NU)
S'Ena 'e Thomes - Tomba di giganti
Tomba nuragica del tipo a struttura dolmenica, con stele centinata. Il corpo è lungo m 16 e largo al massimo 7; la camera interna, rettangolare, è lunga m 10,90 e larga m 0,80, ed è preceduta all’ingresso da un breve andito. La copertura era a lastroni trasversali (alcuni ancora in situ); si conservano poche tracce dell’originaria pavimentazione a lastrine. L’esedra frontale, di m 10,20 di corda, è costituita da pietre ortostatiche, che inquadrano l’alta stele monolitica centrale, alta m 3,65 e larga al massimo m 2,10. Gli scavi hanno restituito materiale fittile della Cultura di Bonnanaro e di varie epoche successive (romana, altomedievale). Tempo di visita: 50-60 minuti
Ingresso libero
Dorgali (NU)
Serra Orrios - Complesso nuragico
Villaggio nuragico composto da circa 70 capanne, disposte a gruppi (o “isolati”) aggregati intorno a spazi di uso collettivo. L’abitato, pur non essendo un “villaggio-santuario” vero e proprio, è caratterizzato dalla presenza di due edifici di culto a pianta rettangolare, noti come “tempietti in antis” o “a megaron”, racchiusi entro recinti sacri. Il maggiore dei templi (m 19 x 12) si conserva per discreta altezza (anche se vistosamente restaurato); sul retro, all’esterno, il muro concavo fra la prosecuzione dei due muri perimetrali disegna una sorta di nicchia semicircolare. La cella interna era provvista di una panchina continua alla base delle pareti, ed analoga coppia di sedili era presente anche ai due lati del piccolo atrio che precede l’ingresso. Un piccolo recinto (temenos) racchiudeva interamente la struttura. Molto più ampio era, invece, il recinto che circondava il tempietto minore: quest’ultimo di appena m 8,30 x 4,50, ubicato decisamente all’esterno dell’abitato. Un terzo edificio di pianta vagamente ellittica (la “Capanna” 49), pur esso provvisto di sedile all’interno, potrebbe essere interpretato come luogo di riunioni o anche come sacello. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Cooperativa Ghivine - Tel. 338 8341618
Dorgali (NU)
Mannu - Nuraghe
Il nuraghe Mannu, già noto dalle ricerche del Taramelli negli anni Venti, è stato di recente oggetto di un vasto progetto di interventi di scavo destinati a coinvolgere soprattutto volontari. Il complesso è costituito da un nuraghe semplice, attorniato da un villaggio di capanne circolari e di altri edifici a pianta rettangolare, relativi alle fasi di frequentazione dell’abitato in età romana e alto-medievale. Il nuraghe è un monotorre con ingresso trapezoidale architravato sormontato da un finestrello di scarico. Un corridoio piattabandato porta alla camera, provvista di una nicchia a pianta reniforme; sul muro esterno del nuraghe si aprono quattro nicchie. Lo scavo delle capanne, che ha restituito numerosi conci lavorati pertinenti alle originarie strutture nuragiche, ha evidenziato le diverse fasi di utilizzo dell’abitato, a partire dal Bronzo medio (XV sec. a.C.) sino all’VIII secolo d.C. Tempo di visita: 50-60 minuti
Cooperativa Ghivine - Tel. 338 8341618
Dorgali (NU)
Tiscali - Villaggio nuragico
Villaggio nuragico edificato all’interno di una dolina carsica: le capanne, riunite in due distinti agglomerati, sono prevalentemente di pianta circolare o ellittica, e presentano talora muri che residuano per notevole altezza. Alcune di esse conservano all’ingresso, ancora in situ, gli originari architravi di legno di ginepro. Un “finestrone” naturale della dolina consente un ampio dominio sulla valle del Lanaittu, dove si segnalano altri importanti siti archeologici, come la Grotta Corbeddu (resti del Paleolitico superiore), la Grotta di Sisaia (dove si rinvenne uno scheletro di donna dei tempi della Cultura di Bonnanaro, esposto al Museo Archeologico Nazionale di Nuoro) ed inoltre il complesso nuragico di Sa Sedda ’e Sos Carros. Visita estremamente impegnativa. Tempo di visita: 2,30-3 ore
Cooperativa Ghivine - Tel. 338 8341618
Dorgali (NU)
Sa Sedda 'e Sos Carros - Complesso nuragico
Gli scavi del villaggio nuragico di Sa Sedda ’e Sos Carros hanno portato alla luce diversi ambienti che si affacciano su un unico piazzale centrale: si tratta quindi di un isolato, se non anche di un unica struttura “plurivano”, entrambi ben noti in altri villaggi nuragici (Barumini, Serra Orrios, etc.). Inserito in questo agglomerato di semplici capanne, spicca un singolare ambiente realizzato con raffinata tecnica isodoma, in conci ben squadrati, di forma circolare e provvisto di sedile alle pareti e grande bacile (diam. m 1,70) in posizione centrale, scavato in un unico blocco di pietra. Un complesso sistema di adduzione all’interno del muro convogliava le acque (forse piovane) verso alcuni doccioni di pietra sagomati a forma di protomi di ariete, collocati sulle pareti ad una certa altezza; dalle protomi, l’acqua cadeva direttamente all’interno del bacile. L’ambiente riproduce, in dimensioni pressoché raddoppiate, il tipico vano a “rotonda” presente nelle capanne plurivano di molti villaggi nuragici, per i quali è stata supposta una destinazione sacra, in relazione a culti domestici. Nei pressi, ad una quota più elevata, è presente un bacino di raccolta dell’acqua che alimentava il complesso tramite canalette, anche se non si esclude che potesse essere usato anche per abluzioni rituali. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Lanaitto e Cultura - Tel. 328 2911802
Oliena (NU)
Noddule - Complesso nuragico
Area archeologica nuragica, caratterizzata dalla concentrazione di monumenti di diverso tipo: civile, religioso, funerario. È presente un nuraghe complesso trilobato, di planimetria irregolare, costruito sfruttando un affioramento di roccia. Al mastio si addossano due torri frontali raccordate da un cortile interno. Nei pressi è anche il villaggio di capanne. A poche centinaia di metri dal nuraghe, si segnala una fonte sacra; la cella che raccoglie la vena sorgiva, coperta a tholos, è preceduta da un atrio quadrangolare dalle alte pareti che delimitano una breve scalinata; all’esterno, è una piccola area semicircolare con sedili, parzialmente lastricata. A 150 metri a ENE del nuraghe, era presente una tomba di giganti, attualmente di difficile individuazione. Tempo di visita: 50-60 minuti
Ingresso libero
Nuoro (NU)
Sas Concas e Brodu - Necropoli ipogeiche
Sas Concas - Necropoli a domus de janas scavata sul fianco di una collina trachitica: si compone di 19 tombe ipogeiche, non tutte oggi visibili. Le sepolture hanno in prevalenza sviluppo planimetrico articolato; due di esse si segnalano soprattutto per la presenza di petroglifi schematici raffiguranti individui capovolti. La Tomba dell’Emiciclo presenta un’ampia anticella semicircolare, con alcune partiture architettoniche scolpite in rilievo alle pareti, ove sono anche incisi numerosi motivi antropomorfi “ancoriformi” o “a candelabro”, raffiguranti forse i defunti stessi. Rappresentazioni analoghe sono incise anche all’ingresso della Tomba Nuova Est: un ipogeo di dimensioni meno monumentali. Brodu - Piccola necropoli ipogeica alle pendici di una modesta collina trachitica, dominata dalla presenza di un nuraghe (anch’esso visitabile). Si compone di quattro tombe, tutte inesplorate. La più importante è senz’altro la Tomba IV: al termine di un lungo dromos (lungh. m 4,50), un portello immette nell’ampia anticella quadrangolare; in questo vano, al di sopra del portello che comunica con la cella successiva, è scolpito in rilievo un singolare motivo a corna quadruplici, di stile rettilineo. Un altro motivo simbolico, a doppie corna, è scolpito nell’anticella (assai rovinata e invasa dall’acqua) della Tomba III, contigua alla precedente. Un altro ipogeo, notevolmente distrutto, mostra chiari segni della presenza di un’anticella semicircolare perfettamente analoga alla Tomba dell’Emiciclo di Sas Concas. Tempo di visita: Sas Concas 1-1,30 ore; Brodu 50-60 minuti
Ingresso libero
Oniferi (NU)
Sant'Andrea Priu - Necropoli ipogeica
Necropoli ipogeica caratterizzata dalla presenza di alcune domus de janas particolarmente significative. In origine contava almeno 15 tombe, parte scavate nella parete rocciosa (alcune oggi inaccessibili) e parte sul pianoro sovrastante. Fra le domus visitabili, spicca la c.d. Tomba del Capo (costituita da 18 ambienti), con riproduzione in rilievo del tetto nell’anticella semicircolare; venne riutilizzata in età bizantina come chiesa rupestre, e a questo periodo risalgono le tracce di affreschi che ancora ne ornano le pareti e che sono stati restaurati di recente. Difficilmente raggiungibile, a causa del cedimento della parete rocciosa (ove erano scolpiti i gradini che ne consentivano l’accesso) è la Tomba V, esterna al percorso di visita, unica con riproduzione, sul soffitto, dell’intero tetto conico di una capanna circolare. È stata invece resa perfettamente fruibile la Tomba VIII, che presenta, nella cella principale, la fedele riproduzione di un tetto a doppio spiovente. Sia la Tomba VIII che la Tomba del Capo presentano, nel pavimento dell’anticella, un singolare motivo a coppelle plurime, mentre una delle piccole tombe che si aprono sul pianoro mostra una bella riproduzione di focolare ad anello in rilievo. Tempo di visita: 1-1,15 ore
Società  Cooperativa Costaval - Tel. 348 5642611
Bonorva (SS)

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