Ollolai

Comune in fase attivazione
Provincia di Nuoro
Regione storica di Barbagia di Ollolai

CAP: 08020
Prefisso Telefono: 0784

Azienda n° 3, Nuoro
Distretto sanitario Nuoro

Superficie territoriale 27,34 kmq
Altitudine 960 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 2087
1961: 2283
1971: 2124
1981: 2013
1991: 1800
2001: 1578
2007: 1450
2010: 1395



Unione dei Comuni "Barbagia"
Gavoi, Lodine, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule, Tiana
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Il territorio
Il territorio del Comune di Ollolai, situato al centro dell’isola, ha una superficie di appena 2.734 ettari. I suoi confini  amministrativi delimitano un territorio allungato: la massima larghezza si raggiunge soltanto nella zona di Sant’Istianu (San Sebastiano) che si insinua nel territorio di Sarule quasi come un “enclave”, con cui confina a Nord, mentre a Nord-Est confina con quello di Mamoiada, a Est e a Sud-Est con quello di Teti, e infine a Ovest con quello di Gavoi e a Nord-Ovest con quello di Olzai. Al centro del territorio del Comune di Ollolai, quasi a ridosso e a Sud-Ovest del paese, si erge il massiccio granitico più consistente, con due cime, Sa Punta Manna (la grande cima, m.1104) e Sa Punta de s’As°isorju (la cima del tesoro), che con i suoi 1127 m. raggiunge la massima elevazione del territorio. Altri rilievi di una certa importanza sono Nodu °Izu de Noli (il nodo del ciglione di Noli) a 1030 m., Sa Punta de Sant’Istianu (1038 m.), Sa Punta de su °Aprinu (m. 1093) e all’estremo Est del confine con Gavoi Su Monte Pisanu Mele (m. 1117) e Sa Punta Teresiài. I fiumi  più importanti sono: Su Ribhu Tortu, e quelli de Bhisine, de Orosuθo (Orosutho) in Sos Littos, de Moroniai, de s’ena manna (il fiume della grande sorgente) nella valle omonima, che costituisce l’unica pianura dell’intero territorio. Nel territorio del Comune di Ollolai ci sono numerose sorgenti perenni; per la maggior parte dell’anno la loro acqua è potabile. Dentro il paese ne rimangono solo tre: una di esse, Sa °Untana manna, oggi conosciuta col nome di “Regina Fontium” (Regina delle fonti) datole, pare, dal La Marmora è lodata per la purezza e la freschezza della sua acqua, di cui fino a ieri si serviva la popolazione; attualmente un po’ meno, per il timore di inquinamenti derivanti dalla rete fognaria non sempre sicura.  La flora varia secondo l’altitudine e le diverse località. Nelle montagne di San Basilio, ma anche altrove crescono l’elce, la quercia, il pero selvatico, l’erica scopaia, l’agrifoglio, il tasso (“taxus baccata”, in ollolaese ghinnìpere pranu), mentre nelle zone di °Allai, e a Nord-Est in Sos littos,  dominano l’elce e la quercia: a volte si tratta di piante secolari. A Ca°uséli e soprattutto a Co°earre è molto diffuso il ciliegio. Un po’ ovunque poi cresce l’asfodelo, utilizzato dalle donne del luogo come materia prima per la confezione dei canestri (cu°inzolos, °anisteddas)  e delle “còrbule(°orves), e cherrìgos (di più grandi dimensioni), che vengono esportati e venduti in molte parti dell’isola. Il territorio del Comune di Ollolai presenta un clima prevalentemente umido, con temperature basse d’inverno e medie d’estate. La sua parte meridionale, compresa tra i 300 e i 700 m. d’altitudine, gode invece di un clima mite con temperature più elevate per tutto il corso dell’anno: qui sono assenti le precipitazioni nevose che, nelle zone più elevate, si verificano a partire da dicembre ma diventano più numerose nei mesi di gennaio e febbraio, periodo in cui, nei decenni passati, la vita economica del paese restava praticamente paralizzata.

La storia
Nell’antichità, il territorio del Comune di Ollolai ha registrato frequenze e insediamenti umani fin dal Neolitico antico, nella sua fase finale (4000 a. C.), come risulta dagli scavi archeologici nella zona di san Basilio diretti dalla dottoressa Maria Ausilia Fadda, durante i quali sono stati rinvenuti numerosi reperti che spaziano dal Neolitico fino ai tempi della denominazione romana. Il centro abitato, invece, è forse di epoca romana, se dobbiamo considerarlo, secondo la tradizione per altro non suffragata da documenti storici, come capoluogo della confederazione delle “civitates Barbariae”, in lotta comune contro i Bizantini (in questo periodo va collocata la storia dell’origine del Cristianesimo in Barbagia e la figura di Ospitone). Secondo la tradizione raccolta da molti storici, nel medioevo l'odierno Comune di Ollolai era composto da sette grosse borgate: Trighingiu, Moroniài, “Su Donnighellu” – Donni°eddu –  (di origine giudicale); “Orrocoghina” (cosiddetta, per la natura rocciosa del suolo), “Su ‘e Pezzi”, “Mirisone” e “Ollolai”. Secondo il prof. Massimo Pittau, Ollolai sarebbe sicuramente un toponimo paleosardo o nuragico, come dimostra chiaramente la sua desinenza “ài”, e trae la sua origine dal fatto che nei tempi antichi il suo sito sarebbe stato particolarmente ricco di “loglio”. Che in latino suona lolium, lollium. Anche il linguista Giovanni Alessio aveva connesso il toponimo Ollolai alla medesima radice del latino lolium. Negli antichi manoscritti veniva chiamato Lolà, Lolai, Ololay. In certe parti della Sardegna ancora oggi viene chiamato Illollai.

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