Olbia

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia-Tempio
Regione storica di Gallura

CAP: 07026
Prefisso Telefono: 0789

Azienda N°2, Olbia sede
Distretto sanitario Olbia

Superficie territoriale 376,10 kmq
Altitudine 10 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 14587
1961: 18788
1971: 25668
1981: 30787
1991: 41095
2001: 40746
2007: 50150
2012: 57389




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Il territorio
Il Comune di Olbia è situato  nella più  estesa area pianeggiante della Gallura -   formata  nel tempo dalle alluvioni del rio Padrogiano e dal suo affluente Castangia -   nel fondo  di una profonda “ria”  che  penetra nella costa  nord-orientale della Sardegna con l’ampio  golfo omonimo, a duplice bacino, limitato all’esterno dal molo calcareo di Capo Figari a nord e dall’isola di Tavolara – l’antica Hermaea Insula -  a Sud. Con i suoi 565 metri di altezza, questo grande tavolato calcareo poggia su uno zoccolo granitico ed è l’elemento paesaggistico-ambientale dominante nel golfo di Olbia . Le pareti scoscese rendono difficoltoso l’approdo, possibile solo nella piccola penisola di Spalmatore di Terra, una stretta lingua di sabbia, presso la quale si trovano alcune case, due ristoranti e un pontile dove approdano i battelli che fanno la spola tra il Comune di Olbia e  Porto San Paolo. In una delle case spicca una “corona reale”,  in ricordo dell’investitura che il sovrano sabaudo, Carlo Alberto,  conferì al primo abitante dell’isola, il maddalenino Giuseppe Bertoleoni, che vi si era stabilito a fine Settecento  per allevarvi del bestiame. A fine Ottocento, la storia di questo piccolissimo  “regno”, raccontato da “L’illustrazione italiana”  fece il giro del mondo. Il titolo di “re di Tavolata” è attualmente detenuto dell’ultimo discendente della famiglia, i cui esponenti sono sepolti nel piccolo cimitero dell’isoletta. Le coste del Comune di Olbia –  in cui si alternano piccole spiagge  e scogliere, anfratti e insenature naturali  incastonate nella macchia mediterranea -  si estendono per circa 100 chilometri. Bagnate da un mare  limpido e dal particolare colore verde-azzurro, fanno del  territorio  del Comune di Olbia – compreso, per una parte  nell’area della “Costa Smeralda” , tra il Golfo di Arzachena e il Golfo di Marinella -   una delle mete più frequentate del turismo nazionale e internazionale. Tra le località più rinomate  il Golfo di Marinella, dotata di  una delle spiagge più belle, estese ed attrezzate dell’intera Sardegna e Porto Rotondo, tra il golfo di Marinella e il golfo di Cugnana. La costruzione del centro  –  una delle capitali del turismo d’élite - è stata avviata negli anni Sessanta per iniziativa dei conti veneziani Luigi e Nicolò Donà dalle Rose e di un gruppo di imprenditori tra cui Giorgio Cini. L’arredo della chiesa di San Lorenzo è stato curato dallo scultore Mario Ceroli. A cinque chilometri dalla  Cala di razza di Juncu (comune di Arzachena) si trova il paese di San Pantaleo  incastonato tra  imponenti rocce granitiche che incombono sull’abitato.  Formatosi intorno alla chiesa campestre, diventata parrocchia nel 1894, la  frazione  ha conosciuto, con lo sviluppo del turismo sulla Costa Smeralda, un incremento di popolazione: le antiche case sono state acquistate da artisti e amatori stranieri che vi hanno fissato la loro residenza. Molte, da nord a sud, le aree d’interesse paesaggistico e naturalistico, come la vasta  zona umida, a   sud,  dopo  il Rio Padrogiano  tra mare e colline fitte di macchia mediterranea,  con  stagni e piccole lagune affacciate sul mare. L’intera area  rientra nell’Area Marina Protetta Tavolara - Punta Coda Cavallo”, gestita dal Consorzio dei tre Comuni interessati: il Comune di Olbia, San Teodoro e Loiri Porto San Paolo. Dotato  di aeroporto dal 1974 ( Olbia - Costa Smeralda), primo porto passeggeri dell’isola e attivissimo porto commerciale, il Comune di Olbia,  che rappresenta il punto più vicino alle coste del Lazio ( 125 miglia), ha svolto dall’antichità il ruolo di “testa di ponte” tra la Sardegna e la Penisola. Il Comune di Olbia è collegato con Civitavecchia ( Tirrenia, Snav, Moby Lines) , Genova ( Tirrenia, Mobylines, Grandi navi veloci, ) , Piombino ( Moby Lines). Salerno ( Dimaio Lines, solo estate).


La Storia
Risalgono al  Neolitico Medio (4.000 – 3.500 a.C.) le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio del Comune di Olbia:  una  statuetta femminile rappresentante la Dea Madre trovata in località  Porto Rotondo, e alcuni frammenti di ceramiche.  L’età nuragica è rappresentata da sepolture megalitiche (Tomba dei Giganti di Su Monte 'e s'Ape sulla strada per Loiri)  e pozzi sacri. Particolarmente importante il Pozzo Sacro di Sa Testa  (a 6 km. da Olbia, sulla strada per Golfo Aranci, restaurato di recente),  composto da un grande vestibolo di pianta sub-quadrata in cui una canaletta idrica lastricata sgorga attraverso un concio basaltico sulla scalinata d'accesso che  conduce al corpo del pozzo, costituita da diciassette gradini paralleli rastremanti. Stando alle più recenti acquisizioni -  a cui hanno contribuito  importanti ritrovamenti - il primo vero insediamento umano nel territorio del Comune di Olbia è databile intorno al V-IV a.C. ad opera dei Cartaginesi, anche se  nuove scoperte sembrano sostenere l’ipotesi di una frequentazione greca precedente. Diventata colonia punica,  l’antica Olbia  fu espugnata dai Romani durante le guerre puniche nel 259 a. C.   Resti delle mura sono visibili  nella Via Torino, mentre altre vestigia sono state recentemente rinvenute in Via Nanni e in Via Regina Elena. Sotto Roma, la città acquistò un importante ruolo strategico e commerciale, grazie al  suo porto, situato grosso modo nell’area dell’ex idroscalo. L’insediamento originario che aveva costituito l’Olbia punica, compreso tra la via Asproni, la parte alta di Porto Romano, l’angolo nord –est di piazza Matteotti,  si allungò verso il mare, a conferma del riassetto e dell’espansione urbana della città. Stando a innumerevoli ritrovamenti di mosaici, monili, suppellettili e oggetti preziosi, Olbia –  in cui è  possibile localizzare il Foro,  le Terme, il quartiere residenziale -  era un centro florido e importante, dove risiedevano alti funzionari e magistrati.  Era, a quanto sembra, anche la residenza di Atte, la famosa liberta di Nerone, che vi possedeva terreni e una fabbrica di laterizi (Actes Aug[usti] l[iberta] dice la “marca” impressa in mattoni e tegole). Non molti i resti  nella città, a parte quelli  dell'Acquedotto Romano  in località Tilibbas, edificato tra il I e il sec. per trasportare,  l'acqua da Cabu Abbas alle terme. Nei dintorni, lungo la strada per Loiri, si trovano i  ruderi  della villa rurale romana di S'Imbalconadu, risalente (150 a.C. circa) all'età repubblicana,.

 

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