Nuxis

Comune in fase attivazione
Provincia di Carbonia-Iglesias
Regione storica di Sulcis

CAP: 09010
Prefisso Telefono: 0781

Azienda n° 7, Carbonia
Distretto sanitario Carbonia

Superficie territoriale 33,78 kmq
Altitudine 190 metri s.l.m.

Abitanti al:

1961: 1797
1971: 1808
1981: 1848
1991: 1834
2001: 1689
2011: 1631



Unione dei Comuni "Sulcis"
Carbonia, Giba, Masainas, Perdaxius, Piscinas, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias, Villaperuccio
Scopri i 377 comuni della Sardegna

Il territorio
Il Comune di Nuxis si trova al limite orientale della regione geografica del Sulcis, Appartiene alla provincia di Carbonia Iglesias. Il territorio comunale, esteso per 33,78 kmq, comprende a est il massiccio del Monte Is Caravius, la cui cima omonima è la più alta del Sulcis (m 1116), detta in lingua locale Sa Pont’ ‘e su Mulloni, a causa di un cippo che segna la confluenza triangolare dei confini del Comune di Nuxis, Assemini e Siliqua. Altre cime del massiccio sono Triccu (1104), Monti Nieddu (1040), Punta Sa Mirra (1086), che a sud est segna il limite col comune di Santadì. A nord, dove confina col comune di Siliqua, si trova Monte Genna Spina (970). Infine il più caratteristico e quasi familiare Monte Tamara, che domina maestoso e possente con le sue creste calcaree fin quasi a ridosso del paese, davanti al quale si apre una vallata irregolare e pianeggiante che chiude, a ovest, i territori del paese. Il territorio del Comune di Nuxis è ricco di sorgenti d'acqua. Le più rinomate sono le sorgenti di Monti Nieddu, le cui acque scorrono su litologie granitiche. Inoltre, nell’intero territorio del Comune di Nuxis sono state censite 34 formazioni carsiche (grotte) caratterizzate da varie tipologie, di tipo idrogeologico, zoologico, mineralogico e archeologico.

La storia
I ritrovamenti di resti fittili delle culture di Bonu Ighinu, in una grotta di Tattinu, fanno risalire le origini del paese al neolitico medio (circa 8000 anni fa). Gli avvicendamenti prenuragici continuano con il susseguirsi delle culture di Ozieri prima e di Monte Claro poi. Del periodo nuragico c’è da segnalare il pozzo sacro in località Tattinu, periodo del Bronzo recente che lo situa nel XII secolo a.C. Insediamenti in grotte si ebbero nella zona di Bacchera de Perdu Cuccu, di Su Montixeddu. Il “Gruppo culturale Nuxis” ha censito, inoltre 20 nuraghi e 2 tombe dei giganti. Sono presenti alcune Domus de Janas in localita Pranedda; Tombe di giganti, necropoli e villaggi nuragici in localita Tattinu. Insediamenti fenicio-punici si sono avuti in zona di Ceabì, dove sono stato trovati resti di fornaci e nell’Ottocento fu rinvenuto un Signaculum in bronzo per contrassegnare ceramiche e laterizi. A circa 4 km, in località Tattinu, si trova la chiesetta di Sant’Elia, un edificio dalla pianta a croce greca, con muri in pietra squadrata irregolarmente e di piccole dimensioni. All’interno, i bracci realizzati con volta a botte, formano incrociandosi nel mezzo un quadrato che regge una volta cupolata. All’esterno, nella parte centrale, la copertura assume la forma di un tronco di piramide sormontato da una cupola conoide. IL periodo di costruzione è incerto, probabilmente risalente ai tempi dell’esodo dei monaci d’Oriente, nei secoli XI e XII, a causa dell’espandersi dell’islamismo. I monaci costruivano nell’entroterra, più sicuro anche dalle incursioni, chiese e conventi, e il nome di una zona circostante, Sa Terr’’ e su Guventu, fa supportare che vi abitassero dei monaci Carmelitani, legati in modo particolare al culto di Sant’Elia profeta.


ListaEventi157

Nessun evento


Cosa Dove Quando
Scopri i 377 comuni della Sardegna
Carlo Delfino editore & C. Snc  | Via Caniga 29/b - 07100 Sassari (SS), Italia | tel. 079 262661 - fax 079 261926  | P.IVA 00914540901 | e-mail: info@carlodelfinoeditore.it

Privacy | Mappa del sito

Realizzazione siti web: J-Service