Nuragus

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Sarcidano

CAP: 08030
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n° 3, Nuoro
Distretto sanitario Isili

Superficie territoriale 19,87 kmq
Altitudine 359 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 1425
1961: 1395
1971: 1143
1981: 1030
1991: 1069
2001: 1038
2007: 989
2010: 968



Comunità Montana "Sarcidano-Barbagia di Seulo"
Escolca, Esterzili, Genoni, Gergei, Isili, Mandas, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo, Villanova Tulo
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Il territorio
Il Comune di Nuragus si colloca ai piedi dell’altopiano della Giara di Gesturi e confina con i territori dei comuni di Laconi a nord, Nurallao a nord-est, Isili ad est, Gesturi a sud-sud-ovest e Genoni a nord-ovest. Fin da quando fu istituita la provincia di Nuoro (1926), il Comune di Nuragus, nonostante le proteste dei suoi abitanti, fu strappata dalla provincia di Cagliari e inserita d’imperio in quella di Nuoro, pur essendo distante 140 chilometri da Nuoro e circa 70 da Cagliari. Prima del riassetto territoriale -intorno al 2000- la Regione Sardegna nella sua ipotesi di suddivisioni provinciali inserì il Comune di Nuragus nella provincia del Medio Campidano ma il paese rifiutò tale ipotesi e chiese di fare parte della provincia di Cagliari. Il Comune di Nuragus, dal maggio del 2005,  è rientrato ufficialmente nella provincia di Cagliari. Oggi è più che mai paese di confine. Si trova alla periferia della provincia di Cagliari e confina con quelle di Oristano e Medio Campidano. Nuragus è anche limite di due regioni storiche: segna la fine dell'Alta Marmilla e l'inizio del Sarcidano, dove il Comune di Nuragus occupa l'estremo limite inferiore. Geologicamente, i territori sono caratterizzati per circa il 60% da terreni argillosi e il restante 40% è costituito prevalentemente da composti calcarei e sabbiosi.

La storia
Fin dal VII secolo a.C. il territorio del Comune di Nuragus fu teatro di notevoli scambi con Fenici e Punici. A testimonianza del periodo, in regione Coni, si trova un pozzo sacro ancora in buono stato di conservazione. Esiste, non lontano, una perda fitta, alla cui base, sostengono gli anziani, erano incise delle iscrizioni ora non più visibili. Il paese nasce in prossimità di Valèntia, l’antica città romana cui fanno cenno Tolomeo e Plinio e che si trovava proprio nella zona attualmente chiamata Valenza. In questa stessa zona, si trovano ancora i ruderi di una chiesetta di epoca più recente, detta di Santa Maria ‘e Alènza, che ha conservato per molto tempo un miliario degli imperatori Valentiniano I e Valente. I resti della città romana sono scarsissimi. Anche la necropoli, abbondantemente saccheggiata, non offre più materiale d’importanza significativa, tanto che non si hanno elementi per accertare quale fosse la condizione giuridica della città. Si è potuto accertare solo che la necropoli fu utilizzata soprattutto dalla prima alla metà del III secolo d.C. Il Comune di Nuragus ha fatto parte del Giudicato di Arborea col nome di Parti ‘e Alènza. Dopo la morte di Eleonora d’Arborea, il paese fece parte della contea di Sanluri. Successivamente venne in possesso di Enrico de Enriquez, zio di Ferdinando II di Aragona. Fu poi venduta ai Castelvì e quindi agli Aymerich-Zatrillas, per passare poi al Marchesato di Laconi. Nel 1839, dopo il riscatto, Nuragus fece parte della provincia di Isili; poi passò a quella di Cagliari e dal 1926 fu annessa alla provincia di Nuoro. E’ rientrata dal 2005 in quella di Cagliari. Circa l’origine del nome ci sono due ipotesi: una è quella che Nuragus stia a significare terra di fuoco, l’altra che significhi luogo di nuraghi. Quest’ultima ipotesi pare la più verosimile, dato che intorno al paese si contano ben 25 nuraghi, anche se qualcuno è ormai ridotto a poco più che un cumulo di sassi e altri sono ancora semicoperti. Dato che sia il Comune di Nuragus sia Nuraghe utilizzano la stessa radice (dall’ebraico nur = fuoco), un’ipotesi non dovrebbe escludere l’altra. Il nuraghe più importante, perché meglio conservato, è quello di Santu Milanu. Il nome Nuragus, sia in italiano sia in lingua sarda, è pronunciato allo stesso modo e non subisce alcuna traduzione. La parlata dei nuraghesi, seppure con qualche piccola variazione, è quella Campidanese.


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