Nulvi

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Anglona

CAP: 07032
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Sassari

Superficie territoriale 67,78 kmq
Altitudine 478 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:4133
1961:4044
1971:3504
1981:3189
1991:3028
2001:3007
2007:2974
2010:2877



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Tra altipiani e valloni
Nulvi, che sino a qualche decennio fa veniva definito “il capoluogo dell’Anglona” per la sua importanza nell’ambito del territorio, è situato a 478 metri sul livello del mare, ha una popolazione di 2740 abitanti e un territorio che si estende su 67,78 kmq.
Il territorio, in prevalenza collinare, presenta un’orografia varia per l’alternarsi di altipiani e valloni. Un’ampia zona pianeggiante è presente a valle del paese, dove il monte San Lorenzo (580 m), sotto cui è adagiato il centro abitato, declina verso est sino ai confini con il territorio di Martis. La collina di San Lorenzo, che i nulvesi chiamano Su Monte, è un grosso ammasso calcareo con ripide pareti rocciose, ma nel territorio comunale sono presenti anche ampie colate di trachite e rupi basaltiche.
Porzione più occidentale della regione storica dell’Anglona, il territorio di Nulvi confina a ovest con quello di Osilo, a nord con Tergu e Sedini, a est con Laerru, Martis e Chiaramonti, a sud con Ploaghe.
Fra le alture più significative spicca il monte Iscoba (628 m), un tempo boscoso ma che ora, dopo la deforestazione ottocentesca, si presenta spoglio di vegetazione. Negli ultimi anni però in cima e intorno a questa stupenda collina sono “spuntate” diverse torri per la produzione di energia eolica appartenenti a una centrale del vento che Nulvi condivide con Ploaghe. Un’altra “fattoria eolica” sorge sulle colline che degradano verso il mare, questa in condominio con Tergu.
Altre alture di un certo rilievo sono il monte Elva, Sos Paris, Pianu Ederas, i monti Alma ed Eri.
Per quanto riguarda l’idrografia il territorio è compreso quasi interamente nel bacino imbrifero del Coghinas, solo alcune sorgenti alimentano il rio Mannu, affluente del Silis. Il territorio è ricco di sorgenti che hanno consentito sin dai tempi più remoti lo sviluppo dell’allevamento e dell’agricoltura. Le più conosciute sono: Ispada, Calchinada, S’Abba Fritta, Cantaru ’e Giulzi, Ispilida, Loda, Pedrosa, Su Laccheddu. 

Terra di nuraghi
Il territorio comunale è disseminato di domus de janas e di altre testimonianze dell’epoca preistorica, nonché di numerosi nuraghi: un censimento recente ne elenca 82.
Fra questi l’Alvu, uno dei più belli e complessi dell’Anglona; l’Irru, che ha vicino un pozzo sacro; l’Orria, che sorge quasi sotto la cima del monte omonimo; l’Orcu, all’interno del quale venne ritrovato un bronzetto raffigurante un uomo che cavalca un bue, ora esposto nel Museo Archeologico di Cagliari; e quello de Su Monte ’e Su Furru, che ha vicino una tomba dei giganti detta Sa Sepultura de Su Paladinu.

Dignità di capitale

Il paese è adagiato sugli spalti del monte San Lorenzo e disposto lungo la strada statale 127 Sassari - Tempio. È suddiviso in otto rioni storici e da alcuni decenni si estende oltre le periferie grazie a una progressiva espansione edilizia.
L’insediamento attuale è di origine medioevale; incluso nel giudicato di Torres, fece parte della curatoria dell’Anglona, di cui è storicamente capoluogo. In seguito il territorio cadde sotto il controllo dei Doria, quindi conobbe attraverso vicende alterne, come altre contrade, il passaggio da un feudatario all’altro. A partire dal Settecento l’economia, basata sempre sull’agricoltura e l’allevamento, ebbe una ripresa; nel 1821 il paese, inserito nella provincia di Sassari, divenne capoluogo di mandamento. Nella prima metà dell’Ottocento Vittorio Angius registrò 3239 abitanti; numero che è andato sempre crescendo, sino a superare un secolo più tardi le 4000 unità; dopo di che è iniziata, come negli altri centri dell’interno, la parabola discendente legata alla crisi delle attività produttive tradizionali. 

Felice per le noci
I documenti medievali riportano il nome del paese nelle forme Nugulbi e Nugulvi, di cui quella attuale rappresenta un esito sincopato. Sulla sua etimologia sussisteva un’ipotesi secondo la quale significherebbe “città di nuraghi”. Recenti studi propongono invece l’interpretazione come “(luogo) adatto per le noci” che, oltre che nelle voci nuge ulbi, la prima dal latino nux (noce), la seconda dal greco olbìos (felice), troverebbe conferma nelle caratteristiche del luogo.

Tra crisi e ripresa
La nascita, nella seconda metà del secolo scorso, del polo petrolchimico di Porto Torres ha determinato anche a Nulvi un progressivo abbandono delle campagne, e il settore ha subito un notevole contraccolpo. Negli ultimi anni, con la crisi dell’industria, si registra un ritorno dei giovani alla campagna e si assiste alla nascita di nuove piccole imprese agropastorali e in particolare di aziende agrituristiche che, grazie alla diversificazione della loro offerta, stanno dando impulso al settore.
Settore che sta trovando nuova linfa anche grazie alla valorizzazione delle produzioni locali attraverso iniziative mirate, come ad esempio la rassegna annuale “Nulvi dà gusto”, manifestazione gastronomico- culturale che mette in vetrina le eccellenze locali rivitalizzando al tempo stesso il centro storico del paese.
Limitata e non eccellente è la produzione vitivinicola, concentrata in un piccolo territorio attiguo al centro abitato, Badde, caratterizzato dalla presenza di piccoli vigneti. L’edilizia è stata per alcuni decenni uno dei settori che hanno creato più occupazione e lavoro, soprattutto con l’espansione abitativa verificatasi lungo le fasce costiere. Anche questo settore sta però risentendo ultimamente delle difficoltà causate dalla crisi economica.
L’istruzione è garantita dalla scuola materna, pubblica e privata, dalle scuole elementare e media. Nulvi sino al 2012 è stata sede dell’Istituto Comprensivo “Francesco Pais Serra”, ora accorpato e trasferito a Osilo. La biblioteca comunale, intitolata all’artista Candida Mara, è dotata di oltre 13.000 volumi. Nulvi è sede di un poliambulatorio dell’azienda sanitaria di Sassari. I trasporti sino al 2014 venivano assicurati dal “trenino” su rotaie a scartamento ridotto delle Ferrovie della Sardegna (ora Arst) che a Nulvi ha conservato l’ultimo capolinea della vecchia tratta Sassari- Tempio-Palau. La tratta è stata però dismessa nel 2015 e ora è adibita solo a scopi turistici attraverso le corse che vengono effettuate nella stagione estiva dal “Trenino verde”. La ferrovia è stata a suo tempo un’autentica risorsa perché ha contribuito a creare un buon livello di scolarizzazione fra i giovani e anche buone opportunità occupazionali.

Il formaggio, prodotto principe

L’economia del paese è basata principalmente sull’allevamento di ovini e bovini e sull’agricoltura, con una notevole produzione di cereali.
Una bella realtà nel settore lattierocaseario è la cooperativa “San Pasquale” che lavora annualmente oltre 5 milioni di litri di latte ovino conferiti da circa 200 soci di Nulvi e di altri centri. Sorta nel 1963, produce formaggi ovini, ricotte fresche e mustie e creme di formaggio. Oltre al classico Pecorino romano vengono prodotti il Fiore sardo, il Pecorino sardo, maturo e dolce, e altri formaggi a media e lunga stagionatura come il Brigadore, il Monte Alma, il Nugurbi, il Talia e il San Pasquale.
Da alcuni anni è entrato in produzione il Granglona, un formaggio da tavola coagulato con caglio di vitello che sta raccogliendo sempre maggiori apprezzamenti.
In questi anni sono sorti caseifici a conduzione familiare che producono formaggi innovativi. Come quello di Sa Mura Bianca, che sta ottenendo un buon successo con un pecorino coagulato con un caglio vegetale e col “pecorino impagliato”, fatto stagionare avvolto nella paglia.
Innovativi sono anche i formaggi Capor, che vengono realizzati dall’azienda Monte ’Entosu con un caglio di maialetto che consente di ottenere pecorini e caprini di grande qualità.

La banditessa e la cantadora
A Nulvi sono ricordate due donne. La prima è Lucia Delitala Tedde (1705-1760), la leggendaria banditessa, fieramente avversa ai Savoia, che insieme a Giovanni Fais, e spesso in coppia con la moglie di lui, capeggiò per anni una banda di contrabbandieri conducendo una vera e propria guerriglia contro le truppe piemontesi.
L’altra è Candida Mara (1877- 1927), altrettanto leggendaria “cantadora” della musica tradizionale sarda. È stata la prima donna in grado di sfidare i “cantadores a chiterra”, un mondo composto fino al suo tempo da soli uomini. Il suo nome era conosciuto anche grazie ai cavalli della sua scuderia, che riscuotevano grandi successi nelle corse dell’epoca. La sua personalità colpì il musicologo Gavino Gabriel che la descrisse come un «vulcano di passioni» che traeva dal suo canto «un potere di dominio che piegava ogni volontà».

L’uomo politico
Francesco Pais Serra (1837-1924), garibaldino, giornalista, deputato al Parlamento, prese parte alle guerre d’Indipendenza come volontario garibaldino, poi divenne generale dell’esercito regolare. Eletto deputato nel 1882, fu riconfermato fino al 1919. Amico di Carducci e di Cavallotti, si schierò con la Sinistra. Fu autore nel 1896 di una relazione sulla sicurezza e l’economia della Sardegna.
Sa ’Essida
La tradizione che più caratterizza il paese è l’annuale uscita, “Sa ’Essida”, dei tre candelieri nulvesi, una ricorrenza molto sentita che si tiene alla vigilia della festa patronale dell’Assunta, a Ferragosto. I tre mastodontici ceri votivi, con la forma di tabernacolo, sono delle possenti costruzioni realizzate con legno e canne e ricoperte di cartapesta, distinte ognuna da colori che richiamano l’appartenenza alle tre corporazioni del lavoro del paese: degli agricoltori, con il colore giallo delle messi; dei pastori, con il verde che porta alla mente i pascoli; degli artigiani, con l’azzurro che ricorda il cielo. La consuetudine potrebbe essersi radicata a Nulvi con la dominazione pisana; e nonostante la lunga dominazione spagnola è arrivata ai giorni nostri. Sino a qualche decennio fa i tre tabernacoli venivano ricostruiti ogni anno: alla fine della celebrazione venivano distrutti e le porzioni distribuite fra i curatori della festa e i portatori.
Dal 1978 però, venuti a mancare gli artigiani che si occupavano della costruzione, sono stati utilizzati sempre gli stessi, che venivano addobbati e abbelliti ogni anno prima della sfilata. A una decina d’anni fa risale invece la costruzione dei tre nuovi candelieri, realizzati da due giovani artigiani locali, Stefano Buscarinu e Gianni Puggioni.
I tre enormi ceri escono uno dopo l’altro, e ancora suddivisi nelle due componenti, il “fuso” e “la palma”, dalla chiesa-laboratorio di San Filippo Neri e, dopo essere stati assemblati, sfilano tra due ali di folla festante sulle spalle di decine di portatori.
Dopo un faticoso percorso lungo le vie del paese, fatto di lunghe e irte salite e di ripide discese, il rito si conclude al tramonto con l’ingresso nella parrocchiale dell’Assunta dove i tre candelieri faranno, durante la settimana di festa, da corona al simulacro della Madonna Dormiente, adagiato sul suo catafalco. 

Le altre feste

Di grande suggestione sono anche le celebrazioni della Settimana santa curate dall’arciconfraternita della Santa Croce, con i commoventi riti de S’Iscravamentu, Sas Chiscas mudas e S’Incontru, che si tengono il Venerdì santo e la domenica di Pasqua.
Molto sentite anche la festa della Madonna del Rimedio (prima domenica di luglio) e quella di Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori (prima domenica di settembre), caratterizzata dalla processione cui partecipano decine di cavalieri e di mezzi agricoli.
Anche la festa campestre di Nostra Signora di Monte Alma (seconda domenica di settembre) è caratterizzata dalla presenza di cavalieri a scorta della statua che viene portata in processione sino alla sua chiesetta. Chiude le celebrazioni estive la festa di San Pasquale, patrono dei pastori (terza domenica di settembre), che è divenuta da alcuni decenni anche la festa sociale dell’omonima cooperativa lattiero casearia.

Le vedove rondinelle

Il costume che veniva indossato dalle vedove durante il lutto è caratterizzato da un’ampia gonna nera rivoltata sulla testa (sa faldetta ’e ettare) che avvolge l’intero busto coperto da una camicia bianca e da un ricco bustino, che conferiscono una grande eleganza. Le “rondinelle nulvesi”, come vengono definite le figuranti che indossano questo abito, sono per questo molto apprezzate nelle rassegne che si tengono nell’isola.
Il costume maschile comprende un lungo pantalone di orbace, un gilet con due file di bottoni, su cosso, e su cappottinu, una giacca, anch’essa di orbace, dotata di un piccolo cappuccio. Il copricapo è la tipica berritta. 
D’inverno il maiale
Nella stagione invernale si preparano i piatti che hanno come ingredienti le parti del maiale che vengono conservate sotto sale. A Carnevale quello più comune è su laldaiolu, una zuppa di fave secche accompagnate da sa coltiglia, le costole del maiale, sa nastula, salsiccia ricavata dalle sue parti meno nobili, finocchietti selvatici e cavoli. Il tutto accompagnato con su pane fine, la spianata di grano duro immersa nel brodo.
Altro piatto di questo periodo è sa ’eladina, gelatina ottenuta conle zampe del maiale. 
Anche le salsicce nulvesi, caratterizzate dalla presenza spiccata dei semi del finocchietto selvatico, sono molto apprezzate.

D’estate la pecora
Un piatto che si consuma nel periodo estivo, ed è il piatto principe di sagre e feste, è la pecora bollita.
La carne viene fatta cuocere insieme a patate, cipolle, pomodori ed altre essenze. Col brodo che si ottiene si preparano sas panaffittas, pane raffermo condito con pecorino piccante.

I dolci
A Carnevale si preparano sos origliettes, una pasta intrecciata a base di strutto e farina che viene fritta e ricoperta di zucchero o miele.
I dolci tipici della Pasqua sono invece sos pabassinos, sas copulettas e sos cotzulos de pistiddu (questi ultimi a base di sapa, lo sciroppo di mosto cotto); ma anche i pirighittos, grandi bignè vuoti ricoperti con una glassa che li rende davvero unici. In un centro che basa la sua economia sul formaggio non possono mancare le formaggelle, sas cadajinas. 
La bellezza di donna Lucia
Dicono che donna Lucia non era né brutta né mascolina. Anzi bellissima, con una leggera lanugine da pesca matura sulle gote. Quando c’era da scendere in campo usava una maschera per giustificare la propria perizia nel maneggiare le armi come un uomo. Uno stratagemma per rendersi più temibile.
Alla cugina donna Marietta Delitala che prega guardando nel vuoto dal quadro appeso alla parete della chiesa parrocchiale della Beata Vergine Assunta, a Nulvi, forse non rassomiglia affatto. Anche se la tradizione, tolti a Lucia la barba e i baffi, le vuole identiche come gemelle. (Franco Fresi, Le banditesse, 2015). 

Il giardino segreto

Era ormai calata la notte quando giungemmo a Nulvi, il paese principale del circondario dell’Anglona, dove dovevamo fare il pieno di benzina. Mentre attendevamo per quest’operazione andammo a dare uno sguardo a un vecchio monastero attualmente adibito a caserma dei carabinieri…
Immaginammo che oltre i severi portali potesse nascondersi un chiostro grandioso, forse un giardino segreto che serbasse la memoria dei monaci. Con tanta ingenuità chiedemmo a un giovane carabiniere se si potesse entrare a dare uno sguardo. La richiesta parve sorprenderlo e si ritirò per consultare il suo superiore; dopo un poco tornò e ci accompagnò da lui. L’ufficiale stava seduto accanto a una lampada di fronte a una macchina da scrivere nuova fiammante e sembrava darsi grande importanza. Che era questa sciocchezza di un giardino nel monastero? E chi eravamo? Che ci facevamo a Nulvi? (Douglas Goldring, Sardegna l’isola dei nuraghi, 1930). 
L’edilizia civile
Il centro storico è caratterizzato da dimore padronali che portano il segno del benessere di cui il paese ha goduto in passato.
Lungo il corso principale si erge il Palazzo comunale, del 1924, che conserva ancora una piena efficienza. Al suo fianco sorge il Caseggiato scolastico, del 1913, che colpisce per l’imponenza e le linee tipiche del primo Novecento. Si affaccia su un Parco delle Rimembranze ricco di querce, ippocastani e conifere che attorniano il Monumento ai Caduti della Grande Guerra, eretto (il primo in Sardegna) nel 1923.
Sotto il parco sorge la monumentale Fontana Rosa, realizzata nel 1887 e alimentata dalle sorgenti del monte San Lorenzo.

La “piccola Roma” dell’Anglona
Definito così per la grande ricchezza di chiese, Nulvi è dominato dal campanile a pianta ottagonale della Parrocchiale dell’Assunta. Costruita in tempi diversi a partire dal secolo XVI e ristrutturata nel Settecento, risale nella sua forma attuale al 1780, ma era parrocchiale già nel 1605.
L’interno è a tre navate, più alcune cappelle, una profonda abside e una cupola ottagonale. Numerosi gli altari in legno intagliato dei secoli XVII e XVIII che arredano le cappelle, mentre l’altare maggiore in marmo è opera del Sartorio. Pregevoli i due leoni presbiterali, il pulpito ligneo e il coro seicentesco recentemente restaurati.
Attigua alla parrocchiale la chiesa di Nostra Signora del Rosario, costruita nel secolo XVII, con impianto a una navata completato da alcune cappelle. La facciata barocca è del 1630. L’interno è impreziosito da un altare ligneo caratterizzato da due grandi cariatidi alate che i fedeli chiamano sos paladinos.
La chiesa venne utilizzata durante la seconda Guerra mondiale come alloggio per una guarnigione di militari, e in seguito come cinema. A cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso è stata restaurata e restituita al culto.
La stradina tra le due chiese porta all’Oratorio di San Filippo Neri, costruito nel 1645 in forme baroccheggianti. Ha un impianto a una navata scandita da tre grandi archi che sostengono la volta a botte. La facciata è arricchita da un campanile a vela. Al suo interno custodisce un altare ligneo policromo del XVIII secolo ma soprattutto quello che viene considerato il vero tesoro di Nulvi: i grandi candelieri, sei, fra cui i tre, realizzati di recente, che vengono portati in processione alla vigilia di ferragosto.
Poco distante sorge la chiesa di- Santa Croce, antico oratorio dell’omonima arciconfraternita, custode degli antichi riti della Settimana santa. Al suo interno un grandioso altare ligneo e le statue lignee dei cosiddetti Misteri, che raffigurano il Cristo nelle tappe più significative della sua Passione e Morte. Tre grandi crocifissi alle pareti: uno, di pregevole fattura e di probabile origine bizantina; un altro, chiamato Babbu Mannu, che viene esposto nella chiesa parrocchiale durante la settimana de Su Settenariu; e un terzo, anch’esso di pregevole fattura e con le braccia mobili, impiegato durante le sacre rappresentazioni della Settimana santa. Nel patio antistante la chiesa una grande croce in pietra ricorda il luogo in cui veniva montato il patibolo per le esecuzioni delle condanne a morte.
Verso la parte più alta del centro storico si trova l’edificio dell’ex Monte granatico, ricavato dai resti della chiesa di San Tommaso, edificio risalente al 1100 e di cui restano soltanto quattro grandi archi della volta. Costruita in forme romaniche, era all’epoca la chiesa più importante del villaggio e aveva un impianto a tre navate. Nei secoli successivi andò in rovina e le navate laterali furono dapprima adibite a Monte granatico e poi anche a stazione di riproduzione equina. Attualmente l’edificio, restaurato e reso fruibile, ospita una mostra etnografica permanente, curata dalla cooperativa Nugulbi, che raccoglie tutto ciò che possa raccontare la Nulvi di un tempo.
In cima alla collina si erge il grandioso complesso monasteriale di San Bonaventura (Cunventu ’e subra), edificato dai padri Minori osservanti tra il 1630 e il 1640 con attigua la chiesa intitolata a San Sebastiano. Questa ha un impianto a una navata completata da alcune cappelle laterali. La facciata presenta il timpano e tre finestre che danno luce all’aula. Tra i numerosi altari lignei spicca quello centrale, in stile barocco. Un grande giardino (sa colthe ’e sos padres) che circonda l’edificio era adibito un tempo a orto botanico. 
Nella periferia orientale sorge l’altro complesso monasteriale di Santa Tecla (Cunventu ’e josso), nato nel Settecento come primo eremo dei monaci Antoniani e passato poi ai Cassinesi, quindi ai Vallombrosani e infine ai Francescani. Molto venerato il piccolo dipinto della Madonna del Rimedio custodito presso uno degli altari laterali, in quanto ritenuto miracoloso e intoccabile. Secondo la tradizione la piccola tela avrebbe parlato ai fedeli che il 25 maggio del 1652 imploravano la cessazione della peste: «Io sono la vostra Salvezza, io sono il vostro Rimedio», fu il messaggio, e la peste cessò a Nulvi prima che altrove. Nell’altare centrale campeggia una tela raffigurante il Martirio di Santa Tecla, opera di Baccio Gorini, pittore manierista toscano rifugiatosi in Sardegna.
Questa chiesa vanta il privilegio della Porta santa il cui rito di apertura giubilare è stato riscoperto nel 1985 grazie al ritrovamento nell’Archivio della Cattedrale di Sant’Antonio di Castelsardo del Condaghe di Santa Tecla. Da allora si rinnova ogni sette anni.
Pregevole è anche la chiesetta di San Giovanni Battista, un tempo campestre e ora inglobata nel centro urbano, nella sua parte alta. Costruita dai Benedettini nel secolo XII in forme romaniche, nel secolo XVI fu il primo caposaldo dei monaci Francescani a Nulvi. Dopo breve tempo venne abbandonata e nel secolo XIX venne posta sotto il patronato della famiglia Talu.

Le chiese di campagna
In prossimità dell’abitato si trova la chiesa di Sant’Antonio Abate, costruita nel secolo XVII in forme barocche, che è divenuta il “pantheon” della nobile famiglia dei Delitala.
Per raggiungere quella della Madonna di monte Alma si segue la strada per Martis, poi si prende una deviazione a sinistra. L’edificio non presenta particolari pregi architettonici, si gode soprattutto della sua posizione, cima dell’omonima collina (496 m), dalla quale si domina buona parte dell’Anglona.

L’archeologia
Tra i nuraghi merita una visita l’Alvu, che sorge lungo la strada per Tergu e deve il suo nome alla pietra calcarea con la quale è costruito. La pianta quadrata è stata ottenuta rifasciando quella più antica, circolare, compresa fra quattro torri laterali.
Il nuraghe Irru si raggiunge invece deviando a destra dopo aver percorso 4 km della strada per Martis; qui l’interesse è dato dalla recente scoperta di un pozzo sacro: databile fra il X e il VII secolo a.C., è costruito in pietra calcarea e comprende la volta a tholos, un atrio principale scoperto e lastricato e un secondo atrio rettangolare. Il motivo a bugne presente nella facciata costruita in conci squadrati a coda di rondine e il sistema di canalette che gradua il deflusso dell’acqua evidenziano eccellenti tecniche costruttive. 
Da Sassari si arriva a Nulvi lungo tre diversi percorsi. Percorrendo la S.S. 131 si devia per Ploaghe. Arrivati al quadrivio di Ploaghe si imbocca la S.S. 672 per Tempio Pausania. Dopo qualche chilometro si arriva all’incrocio per Nulvi e si percorre per circa 2 chilometri la S.P. 68 Ploaghe-Chiaramonti. Da qui ci si immette nella bretella di collegamento con la S.S. 127, tratto Osilo-Nulvi, la cosiddetta “Strada di Santa Giusta” e dopo 2 km si arriva in paese. In alternativa si può percorrere la vecchia S.S. 127 attraversando Osilo oppure la Sennori-Nulvi che si collega alla Nulvi-Tergu-Lu Bagnu.

RIFERIMENTI PER IL VISITATORE
Associazione turistica Pro Loco
Via Sassari13
Tel. 342 7583712

Associazione culturale Su Sidhadu
Via Sassari 6
Tel. 079 576202

Associazione culturale Coro di Nulvi
Via Berlinguer 2
Tel. 329 3165405

Associazione culturale Albatros
Via Don Luigi Sturzo
Tel. 339 3599945

A.S.D. Don Bosco. Società sportiva - Scuola calcio
Tel. 339 4803459
www.donbosconulvi.com

Ospitalità
Agriturismo Monte Entosu dei F.lli Manca
S.P. Nulvi-Tergu km 7
Tel. 079 576168 360 256550
www.agriturismomontentosu.com

Agriturismo S’Ammutu di A. e A. Campus
S.P. Nulvi-Tergu km 2
Tel. 339 3325690 - 349 4204401
www.agriturismosammuttu.com

Agriturismo Nuraghe Alvu, fam. Pes
S.P. Nulvi-Tergu km 4
Tel. 347 2819889 - 347 9318911
www.agriturismonuraghealvu.it

Agriturismo Ruspina
S.P. Nulvi-Tergu, loc. Ruspina
Tel. 340 5839385
www.agriturismoruspina.com

Turismo rurale Jannelias
S.P. Nulvi-Tergu km 8,100
www.jannelias.com 

B&B Funtana Rosa
Via Umberto 24
Tel. 349 8180744 -333 8378303
www.funtanarosa.com

2 Elle Gastronomia di L. Latte Eredi
Corso Vittorio Emanuele 79
Tel. 079 576668 - 339 5790304

Pizzeria Le Tre Pesti di Simona e Francesco
Via Alivia 1
Tel. 342 5709236

Gastronomia Carletta’s di M. Posadinu
Corso Vittorio Emanuele 72
Tel. 334 7893598

Bar F.lli Buscarinu
Corso Vittorio Emanuele 24
Tel. 079 576460

Bar Casablanca di A. Cadau
Corso Vittorio Emanuele 52
Tel. 079 578008

Bar Matossi di R. Ruzzu
Corso Vittorio Emanuele 67
Tel. 079 576421

Time Caffè di A. Piras
Via Sassari 3

Il Quarto Angelo Caffetteria Pasticceria
Via Umberto 6
Tel. 345 4455414

Lady Bar di M. F. Pulina
Corso Vittorio Emanuele 110

Le Rouge Café di P. Cubaiu
Corso Vittorio Emanuele 130
Tel. 3492815595

Snack Bar Sos Candhaleris
Corso Vittorio Emanuele 77
Tel. 339 3243758

Roxy Bar
Corso Vittorio Emanuele 99
Tel. 347 7133053

Bar Mirafiori da Severino
Corso Vittorio Emanuele 188
Tel. 347 3720291

Artigiani, commercianti, professionisti
2Z Impresa edile di G. Rozzo
Via Matteotti 36
Tel. 339 3763974 

EdilCeramiche Pisia di G. Piredda
Pavimenti e rivestimenti, materiali edili
Loc. Pentuma, Zona P.I.P km. 1,1 S.S. 127
Tel. 079 576568
www.edilceramichepisia.com

Lavorazioni in ferro di A. Mulargia
Corso Vittorio Emanuele 119

Agricola 2M di M. Mele
Via Su Bezzu 5

I.A.T. Anglona di M. Zentile- Impianti idraulici
Via Rialtu 2
Tel. 079 576096

Arredamenti, Elettrodomestici di A. Sanna
Corso Vittorio Emanuele 103a
Tel. e fax 079 576461

Studio Consulenza Lavoro di G. A. Campus
Corso Roma 26
Tel. 079 576669

Lelle Gas di E. Sechi
Corso Vittorio Emanuele 125
Tel. 079 576446

Officina meccanica di A. Oppo
Corso Vittorio Emanuele
Tel. 079 576255

4Esse Moda di R. Sanna
Corso Vittorio Emanuele 100
Tel. 079 576365

Filo d’oro di M. Manca
Corso Vittorio Emanuele 51
margheritamanca62@hotmail.it

Parrucchiera Estetista Solarium di A. e A. Pisanu
Via Vittorio Veneto 27
Tel. 079 577065

Hair Style Unisex di S. Piras
Corso Vittorio Emanuele 30
Tel. 338 8906579

Agenzia Funebre e Falegnameria di R. Serra
Via Berlinguer 16
Tel. 079 576236 -340 9681422

Prodotti alimentari
Latteria Sociale Cooperativa San Pasquale
Punto vendita S.S. 127 Nulvi-Martis km 1
Tel. 079 576455
www.formaggisanpasquale.it 

Caseificio artigianale Sa Mura Bianca di G. M. Sechi e figli
Loc. Sa Mura Bianca, s.c. Nulvi-Laerru
Tel.079 576204 338 5483338
www.samurabianca.altervista.org

Panificio Pananglona di Canu e Brozzu
Via F.lli Cervi 57
Tel. 079 576436 079 576371

Panificio M. Canu e Figli
S.S. 127 Nulvi-Martis km.1
Tel. 079 576403

Pasticceria Su Montijeddu di P. Mura
Via Su Bezzu 46

Pastificio Campus di M. G. Campus
Via Grande 52
Tel. 079 576870

Macelleria del Corso di P. Dessì
Corso Vittorio Emanuele 45

Macelleria di N. Piras
Via Santa Maria 8
Tel. 340 0955797

Macelleria di A. Sanna
Via Campo dei Fiori 7
Tel. 079 576300

Macelleria Società Sanna
Via Delitala
Tel. 079 216420

Generi alimentari di A. Latte
Via Santa Croce 3
Tel. 079 576289

Mini Market di R. Soddu
Corso Vittorio Emanuele 135
Tel. 3497494962

Frutta e verdura di A. Pisanu
Corso Vittorio Emanuele 63

Ortofrutta Annanie di A. Nieddu
Corso Vittorio Emanuele 90
Tel. 349 1039164

Market di A. Verre
Via Umberto I 17

Frutta e verdura di C. Pinna
Via Umberto 21

Anglona Drink di M. Canu
Loc. Pentuma
Tel. 079 578059 

SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ
Comune Corso
Vittorio Emanuele 60
Tel. 079 5779010 fax 079 5779019
comune.nulvi@legalmail.it
www.comune.nulvi.ss.it

Carabinieri
Via F.lli Rosselli 10
Tel. 079 576422 fax 079 577011
stss233720@carabinieri.it

Corpo forestale e di Vigilanza ambientale
Via Carlo Marx
Tel. 079 576874

Chiesa Parrocchiale Beata Vergine Maria Assunta
Corso Vittorio Emanuele 37
Tel. 079 576439
www.parrocchianulvi.com

Guardia medica
Via Sassari
Tel. 800667744

Studio medico dott. G. Tedde
Via Umberto 24
Tel. 079 576277

Studio medico dott. M. Eftekhari
Piazza Fontana Rosa 2
Tel. 333 9510560

Farmacia Gaspa di G. e P. Sanna
Via Carlo Campus 2
Tel. 079 576477

Tabacchi e Ricevitoria di A. Careddu
Corso Vittorio Emanuele 146
Tel. 079 578044

Tabacchi di G. M. Murtas
Corso Vittorio Emanuele 108
Tel. 079 576642

Ufficio Postale
Via F.lli Rosselli 4
Tel. 079577061 fax 079576431

Banco di Sardegna
Corso Vittorio Emanuele 13
Tel. 079 576424

Arst
Collegamenti quotidiani con Sassari e Tempio
www.arst.sardegna.it 

Anglona Tour di S. Zentile Autolinee e noleggio
Via Europa Unita 2
Tel. 079 576599 fax 079 9578268

Rifornitore Tamoil di P. Decortes
Corso Vittorio Emanuele
Tel. 3333338788

Stazione di Servizio Piredda Trattoria e Tabacchi
S.P. Nulvi-Tergu km 1
Tel. 349 5810065

Avis
Corso Vittorio Emanuele 58
Tel. 079 4815534

Musei e centri culturali Mostra etnografica permanente
Via San Tomaso
Tel. 347 1151987

Biblioteca comunale “Candida Mara”
Largo Asilo 1
Tel. 079 578067 fax 079 5779019
www.comune.nulvi.ss.it/biblioteca_multimediale

Strutture sportive
Campo comunale di calcio “Antonello Canu”
Campo di calcio a 5
Palazzetto comunale polivalente
Pista di atletica, campi da tennis 
Festa Sa ’Essida: (si tiene a Ferragosto)
La tradizione che più caratterizza il paese è l’annuale uscita, “Sa ’Essida”, dei tre candelieri nulvesi, una ricorrenza molto sentita che si tiene alla vigilia della festa patronale dell’Assunta, a Ferragosto. I tre mastodontici ceri votivi, con la forma di tabernacolo, sono delle possenti costruzioni realizzate con legno e canne e ricoperte di cartapesta, distinte ognuna da colori che richiamano l’appartenenza alle tre corporazioni del lavoro del paese: degli agricoltori, con il colore giallo delle messi; dei pastori, con il verde che porta alla mente i pascoli; degli artigiani, con l’azzurro che ricorda il cielo. La consuetudine potrebbe essersi radicata a Nulvi con la dominazione pisana; e nonostante la lunga dominazione spagnola è arrivata ai giorni nostri. Sino a qualche decennio fa i tre tabernacoli venivano ricostruiti ogni anno: alla fine della celebrazione venivano distrutti e le porzioni distribuite fra i curatori della festa e i portatori. Dal 1978 però, venuti a mancare gli artigiani che si occupavano della costruzione, sono stati utilizzati sempre gli stessi, che venivano addobbati e abbelliti ogni anno prima della sfilata. A una decina d’anni fa risale invece la costruzione dei tre nuovi candelieri, realizzati da due giovani artigiani locali, Stefano Buscarinu e Gianni Puggioni. I tre enormi ceri escono uno dopo l’altro, e ancora suddivisi nelle due componenti, il “fuso” e “la palma”, dalla chiesa-laboratorio di San Filippo Neri e, dopo essere stati assemblati, sfilano tra due ali di folla festante sulle spalle di decine di portatori. Dopo un faticoso percorso lungo le vie del paese, fatto di lunghe e irte salite e di ripide discese, il rito si conclude al tramonto con l’ingresso nella parrocchiale dell’Assunta dove i tre candelieri faranno, durante la settimana di festa, da corona al simulacro della Madonna Dormiente, adagiato sul suo catafalco. 

Settimana santa: (si tiene dal 25 al 30 Marzo
Di grande suggestione sono anche le celebrazioni della Settimana santa curate dall’arciconfraternita della Santa Croce, con i commoventi riti de S’Iscravamentu, Sas Chiscas mudas e S’Incontru, che si tengono il Venerdì santo e la domenica di Pasqua. 

Festa della Madonna del Rimedio: (si tiene la prima domenica di luglio
Molto sentita anche la festa della Madonna del Rimedio (prima domenica di luglio). 

Festa di Sant’Isidoro: (si tiene la prima domenica di Settembre
Molto sentita anche Sant’Isidoro, patrono degli agricoltori (prima domenica di settembre), caratterizzata dalla processione cui partecipano decine di cavalieri e di mezzi agricoli. 


Festa di Nostra Signora di Monte Alma: (si tiene la seconda domenica di Settembre
Anche la festa campestre di Nostra Signora di Monte Alma (seconda domenica di settembre) è caratterizzata dalla presenza di cavalieri a scorta della statua che viene portata in processione sino alla sua chiesetta. 

Festa di San Pasquale: (si tiene la terza domenica di Settembre
Chiude le celebrazioni estive la festa di San Pasquale, patrono dei pastori (terza domenica di settembre), che è divenuta da alcuni decenni anche la festa sociale dell’omonima cooperativa lattiero casearia. 


Nulvi, panorama visto dal colle di San Lorenzo.
Nulvi, panorama visto dal colle di San Lorenzo.
Centro storico e murale dei candelieri.
Centro storico e murale dei candelieri.
Nuraghe Alvu. Sorge nella località omonima, lungo la strada per Tergu.
Nuraghe Alvu. Sorge nella località omonima, lungo la strada per Tergu.
Pale eoliche nel territorio di Nulvi.
Pale eoliche nel territorio di Nulvi.
Il pozzo sacro di Nuraghe Irru.
Il pozzo sacro di Nuraghe Irru.
Un pastore con il suo gregge a Nulvi.Un pastore con il suo gregge a Nulvi. Un allestimento per la rassegna “Nul-vi dàgusto”.
Un allestimento per la rassegna “Nul-vi dàgusto”.
S'Angheleddu durante il rito de S'Apostuladu.
S'Angheleddu durante il rito de S'Apostuladu.
I candelieri nella piazza di Cunventu ’e subra.
I candelieri nella piazza di Cunventu ’e subra.
Il candeliere degli agricoltori.
Il candeliere degli agricoltori.
Il rito de S'Iscravamentu.
Il rito de S'Iscravamentu.
Il Coro di Nulvi e i tre candelieri nella Chiesa dell'Assunta.
Il Coro di Nulvi e i tre candelieri nella Chiesa dell'Assunta.
Il costume femminile di Nulvi.
Il costume femminile di Nulvi.
I pirighittos, dolci tipici di Nulvi.
I pirighittos, dolci tipici di Nulvi.
Prodotti di Nulvi.
Prodotti di Nulvi.
Centro storico. Sullo sfondo l’ex Monte Granatico che ospita la Mostra etnografica.
Centro storico. Sullo sfondo l’ex Monte Granatico che ospita la Mostra etnografica.
La croce nel patio della chiesa della Santa Croce che ricorda il patibolo.
La croce nel patio della chiesa della Santa Croce che ricorda il patibolo.
La facciata della chiesa dell'Assunta.
La facciata della chiesa dell'Assunta.
Fontana Rosa.
Fontana Rosa.
Chiesa della Santa Croce.
Chiesa della Santa Croce.
Chiesa e ex convento di San Bonaventura.
Chiesa e ex convento di San Bonaventura.
Chiesa di Nostra Signora di Monte Alma.
Chiesa di Nostra Signora di Monte Alma.
 

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