Mogoro

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Marmilla

CAP: 09095
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n° 5, Oristano
Distretto sanitario Ales

Superficie territoriale 48,94 kmq
Altitudine 136 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 4791
1961: 4747
1971: 4610
1981: 5013
1991: 5029
2001: 4722
2007: 4609
2010: 4441



Unione dei Comuni "Parte Montis"
Gonnostramatza, Masullas, Pompu, Siris
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Il territorio
Il Comune di Mogoro confina a est e nord-est con Gonnostramatza, a Nord con Masullas, a Nord-ovest con Uras, a Ovest con San Nicolò d’Arcidano, a Sud con Sardara, a Sud-est con Collinas e a Sud-ovest con Pabillonis. 
Il territorio del Comune di Mogoro è costituito prevalentemente da colline caratterizzate, geologicamente, da formazioni mioceniche sedimentarie del Terziario. Alcuni rilievi s’innalzano poco oltre i 200 metri sul livello del mare; tra questi, l’unico di una certa entità è il Cruccu di Mogoro (m 207), di origine vulcanica. Nel territorio del Comune di Mogoro scorrono alcuni corsi d’acqua a carattere torrentizio, fra i quali: rio Flumineddu, rio Sassu, gora Spadua e il rio Mogoro che è il più importante. Per evitare gli straripamenti di quest’ultimo fu costruita, nel 1933, la diga di Mogoro con una capacità utile di 10.500.000 metri cubi, per moderare le piene. Il clima si può definire temperato-caldo, la temperatura media annua oscilla tra i 15 e i 16,9°C.

La storia
« Nella grande stazione preistorica di Puisteris, sulla valle del rio Mogoro, sono stati rinvenuti alcuni macinelli schiacciati e di forma regolare ellittica risalenti alla cultura di Bonu Ighinu (…), databile al quarto millennio a.C., segni di una attività agricola, come pure taluni idoletti litici e fittili rappresentanti la Dea Madre » (Enrico Atzeni, Gli insediamenti prenuragici e nuragici, in Atlante della Sardegna,Roma,1980, pp.81-82). « Il villaggio di Puisteris, situato in un piccolo rilievo ai margini del grande tavolato basaltico di Perdiana, a qualche centinaio di metri dalla cantoniera di Mogoro sulla supestrada 131 a breve distanza dal rio Mogoro, si è rivelato eccezionalmente esteso, in conseguenza delle profonde arature effettuate con mezzi meccanici per l’impianto dei vigneti (…). Dalle 19 capanne, delle quali tre del periodo nuragico arcaico, si è passati a 267, un numero certamente straordinario » (Cornelio Puxeddu,Diocesi di Ales,Usellus,Terralba.Aspetti e valori, Cagliari,1975,pp.75-76). 
« La cultura di Monte Claro, databile tra il XVII e il XVI secolo a.C., che prende il nome dall’omonima collinetta alla periferia di Cagliari, si è ritrovata in importanti documentazioni nel villaggio capannicolo di Su Guventu, alla periferia occidentale di Mogoro e di Masullas, al margine della valle che separa l’altopiano mogorese dalla falda occidentale del monte Arci. Presso il nuraghe Su Guventu sono stati individuati 10 fondi di capanne e una interessante stratigrafia costituita da 5 strati culturali.Alla periferia nord-orientale del primitivo nuraghe di Enna Pruna, oltre a numerose ceramiche, è stato possibile precisare l’ubicazione di 13 capanne di forma subcircolare e si sono rilevate, complessivamente, ben 152 costruzioni » (ivi,pp.106-107).



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