Modolo

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Planargia

CAP: 08010
Prefisso Telefono: 0785

Azienda n° 3, Nuoro
Distretto sanitario Macomer

Superficie territoriale 2,52 kmq
Altitudine 134 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 374
1961: 369
1971: 285
1981: 231
1991: 222
2001: 176
2011: 165



Unione dei Comuni "Planargia e Montiferru Occidentale"
Bosa, Flussio, Magomadas, Montresta, Sagama, Scano di Montiferro, Sennariolo, Suni, Tinnura, Tresnuraghes
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Il territorio
Piccolo paese della Planargia, in provincia di Oristano, situato a 134 metri slm, con i suoi 2,52 kmq di territorio, il Comune di Modolo è sicuramente uno dei più piccoli centri dell'intera regione. Arroccato su di un costone calcareo di età miocenica (circa 20 milioni di anni fa), il Comune di Modolo domina su quasi tutta la parte centrale di una vallata spartita con i confinanti comuni di Suni, Flussio, Magomadas e Bosa. L'andamento tormentato di un territorio morfologicamente molto vario, ci porta dagli oltre 300 m slm della località Albaganes, area che presenta la vegetazione tipica della Planargia (alberi radi e grossi macchioni), alle sempre verdi località di Sillatari e Canales, più "mediterranee" con le loro secolari piante di olivo ed i curattissimi vigneti. Un discreto patrimonio idrico, rappresentato dai due torrenti rii Fraigada- Abba Mala e rii Turas e dalle sorgenti di Funtana Canale, Funtana su Anzu e Funtana Cannedu, ha fatto si che fin dagli albori della civiltà nuragica il territorio del Comune di Modolo venisse occupato da insediamenti umani.

La storia
Sul confine territoriale con il comune di Suni esistono ben tre nuraghi: quello di Seneghe, pseudo nuraghe del bronzo III (1200-900 a.C.), e quelli di Canneddu ed Albaganes non scavati, in pessimo stato di conservazione, ricoperti integralmente da una folta vegetazione che ne rende impossibile l'accesso e quindi un corretto rilevamento ai fini della datazione. Tracce di un altro nuraghe si hanno in località Monte Nieddu che, al contrario, non presenta le vestigia di una chiesa intitolata a San Pietro che pure viene ricordata in alcuni testi ed è viva nel ricordo popolare. Eguale sorte è toccata ad un convento che doveva sorgere a nord del centro abitato. Nel medioevo, l'antico centro del Comune di Modolo entrò a far parte del giudicato di Torres e fu incluso nella curatoria della Planargia. In seguito fu inserito tra i territori concessi al Malaspina, che lo tennero sino agli albori del Trecento. Compreso per breve tempo nel giudicato di Arborea, passò infine, come tutte le altri parti dell'isola, sotto il dominio aragonese. Concesso successivamente a diverse famiglie di feudatari, era controllato dai Paliacio  quando, nel 1838, venne riscattato.


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