Masullas

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Campidano

CAP: 09090
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n° 5, Oristano
Distretto sanitario Ales

Superficie territoriale 18,88 kmq
Altitudine 129 metri s.l.m.

Abitanti al:

1951: 1927
1961: 2145
1971: 1431
1981: 1362
1991: 1238
2001: 1190
2007: 1166 
2010: 1152



Unione dei Comuni "Parte Montis"
Gonnostramatza, Mogoro, Pompu, Siris
Scopri i 377 comuni della Sardegna

Il territorio
Il territorio del Comune di Masullas si estende per 18,88 km2, collocato, per una sua parte, sulle pendici meridionali del Parco Naturale del Monte Arci (L.R. 31/89. Masullas). Ricade nell’Area 1 (il Monte Arci) del Parco Nazionale Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna (D.M. 16 Ottobre 2001) e riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità (Parigi, 30 Luglio 1998). Il Comune di Masullas confina a nord con Morgongiori, Siris e Pompu; a nord-est con Simala; a est con Gonnoscodina; a sud-est con Gonnostramatza; a sud con Mogoro; a ovest con Uras. Così come altri paesi gravitanti sul Monte Arci, il territorio del Comune di Masullas, dal punto di vista geologico, è debitore all’intensa e prolungata attività del vulcano, di cui sono rimaste appariscenti tracce, come il mega pillow andesitico de Su Carongiu de Fanari; una grande rosa di raffreddamento brecciata, con marcata fessurazione radiale e concentrica. Sempre di formazione vulcanica, anche il monolite de Sa Perda Sperrada; blocco a forma tondeggiante con una spaccatura nella parte mediana che lo suddivide in due porzioni simili. All’altezza dell’incrocio di Sa Perda Sperrada, un percorso in salita, su una strada sterrata, che costeggia un corso d’acqua denominato Gora Tappoi, conduce sino alla base del costone roccioso di Su Colombariu (caratterizzato da formazioni rocciose, soprattutto adesiti e trachiti, erose e modellate secondo la peculiare forma “a tafone”) che introduce, seguendo un ripido tornante, immerso in un secolare bosco di olivastri, al cuore della montagna e a suoi percorsi geologici e naturalistici.

La storia
L’alto livello di antropizzazione del territorio del Comune di Masullas sin dal neolitico  recente (5000 a.c.)  è documentato dal rinvenimento di numerosi siti di lavorazione dell’ossidiana in varie località, (quello di Conca Cannas, per consistenza e qualità dell’ossidiana, è fra i più importanti del Mediterraneo). La presenza di sette nuraghi monotorre, rimasti, per quanto appare, senza aggiunte successive, sta ad indicare, essendo gran parte di essi di forma arcaica, che il popolamento nuragico è assai antico e risale ai primordi della metà del secondo millennio. Dal 1500 al 1000 a.C. si possono collocare le torri costituenti il nucleo centrale degli 8 nuraghi complessi che sono nel territorio del Comune di Masullas. All’epoca romana sono attribuibili sia i numerosi ritrovamenti di antichi centri presenti nel territorio(Arruinas, Santu Stevini, Su Truncu de is Orgius, CorrigasSanta Maria) che di tombe (Cuccuru Pestuariu, Fraus, Nuraccioni, S’arroia de sa luna). Nessun rinvenimento, allo stato attuale, può essere attributo all’epoca bizantina, mentre in età medioevale, l'odierno Comune di Masullas non solo fece parte della  curatoria di Parte Montis nel giudicato di Arborea, ma sembra sia stato anche capoluogo, alternandosi con Gonnostramatza e Mogoro. Costruita intorno al 1100 è attiva e florida nel 1216, così come è certa la sua esistenza sino al XVI secolo, epoca  della sua presumibile distruzione per mano dei pirati barbareschi. Oltre alle eminenze  monumentali, un’importante traccia documentale è la pace del 1388 tra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona dove il Comune di Masullas figura con il maiore Barono Pisano, i giurati Torbeno Sogia, Leorio Mancha, Simeone de Churcha e de Orru, Joanne Cuddas, Gunnario Usuli  e i vassalli Benedito de Serra, Petro Sogia, Leonardo Maiolu, Joanne de Martis, Renaldo de Nughis. Con la caduta del giudicato di Arborea, Masullas entrò a far parte della contea di Quirra, feudo dei Carroz. E proprio all’epoca del consolidamento feudale, agli inizi del 1500, è attribuibile il primo impianto, su sollecitazione del vescovo di Ales Sanna, della chiesa parrocchiale intitolata alla Beata Vergine delle Grazie (Sa Gloriosa).


ListaEventi133

Nessun evento


Cosa Dove Quando
Scopri i 377 comuni della Sardegna
Carlo Delfino editore & C. Snc  | Via Caniga 29/b - 07100 Sassari (SS), Italia | tel. 079 262661 - fax 079 261926  | P.IVA 00914540901 | e-mail: info@carlodelfinoeditore.it

Privacy | Mappa del sito

Realizzazione siti web: J-Service