Mara

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Meilogu, Nurcara

CAP: 07010
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Alghero

Superficie territoriale 18,88 kmq
Altitudine 258 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1319
1961:1346
1971:1041
1981:985
1991:927
2001:808
2007:739
2010:688


Unione dei "Comuni del Villanova"
Monteleone Rocca Doria, Padria, Romana, Villanova Monteleone
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Il territorio
Il Comune di Mara, l’antica Paùli, è situato al centro dalla parte nord-occidentale della Sardegna, a 60 km dal capoluogo di provincia, Sassari, sul versante della collina Imbeltinu, che separa il confine col viciniore territorio di Pozzomaggiore, nel Nurcarese. Il Comune di Mara si trova al centro di un paesaggio collinoso, costituito da brulli pendii, sovrastati da creste e torrioni, solcati da strette valli in fondo alle quali scorrono, nella stagione delle piogge, disordinati e impetuosi torrenti, che durante l’estate inaridiscono mostrando i loro letti pietrosi. La vegetazione spontanea è costituita da macchia mediterranea e qualche rado boschetto di lecci. L’altitudine è di m 257 slm; il territorio del Comune di Mara si estende per 18,88 kmq e, come detto, è collinoso, prevalentemente calcareo, anche se non manca la zona trachitica e basaltica. Confina, a distanza pressoché uguale, col territorio di Pozzomaggiore, Padria (l’antico Gurulis Vetus), Giave e Thiesi, con la punta massima detta Sa Punta Thiesina, mentre all’interno la collina più alta e più prossima al paese è Su Casteddu. Il torrente più importante è rio Calvore, che disperdendosi dal territorio di Pozzomaggiore scorre per breve tratto ai piedi del paese, attraversa parte del territorio di Padria per congiungersi poi col fiume Temo, distante dal confine del territorio del Comune di Mara circa trecento metri.

Le origini
La popolazione del Comune di Mara ha subìto, specialmente negli ultimi decenni, dei grossi contraccolpi a causa della forte emigrazione verso il continente e verso i paesi della CEE, passando dai 1319 abitanti del censimento 1951, agli attuali 688 al 1° gennaio 2010. Intorno all’attuale centro abitato ruotavano, nel periodo punico-romano, numerosissimi villaggi, oggi in gran parte distrutti, ma di cui si localizza facilmente l’ubicazione: Santa Vittoria (Teglada), Su Cumbentu, Contones de Lados, Su Lizzu, Santu Andria, Santa CadrinaNumerosissimi i nuraghi – ve ne sono oltre 15: Nuraghe Noeddos, Santu Andria, Coladolzos, Tilippere, Salighentosa, Cuguruntis. Quello meglio conservato è il nuraghe di San Tomasu, nelle immediate vicinanze del paese. Numerosissime anche le domus de janas: Sos Furrighesos, Santu Andria. Importantissime le grotte del periodo eneolitico: Su Tintirriolu, Filiestru, Sa Ucca de sa Molina, Sa Tumba, Tuvu ’e Mare, il tutto costituisce una fra le più importanti scoperte scientifiche degli ultimi anni. Scoperta e scavata fra il 1969 e il 1972, la grotta Sa Ucca ’e Su Tintirriolu (La Bocca del Pipistrello) ha restituito abbondanti e vari materiali funerari che risalgono a 3000 anni a.C. La vicina grotta di Filiestru, messa in luce in un secondo tempo, ha restituito invece i resti di un insediamento – favorito da una vicina sorgente – che si è protratto dal VI al I millennio a.C. I reperti rinvenuti nei due importanti siti, che hanno dato luogo all’individuazione di una “Cultura di Bonu Inghinu”, sono esposti nel Museo archeologico di Sassari. Come si è detto, l’antico nome del Comune di Mara è derivato dall’antico nome Paùli, che come Marais sta ad indicare una palude. A questo punto è doveroso fare una precisazione. Padre Gabriele Piras, dei Frati minori, nel suo libro I santi venerati in Sardegna (Cagliari 1958), precisa che Paùli, un antico borgo distrutto, e Mara avevano lo stesso significato. Essi distavano uno dall’altro circa 3 km e mezzo: proprio nel mezzo del percorso si erge la collina di Su Casteddu. lo stesso padre Gabriele Piras ci dice che sulla cima di un monte isolato, un tempo rigogliosa foresta, non lontano dal piccolo paesello di Mara, sorgeva anticamente il famoso castello di Bonvehì di cui rimangono i ruderi con due cisterne. Il castello fu costruito dai Doria nel Duecento, contemporaneamente a quello di Monteleone di cui seguì sorti e vicende. Ai suoi piedi esisteva il borgo di Paùli che era ancora abitato nel 1355. Alterne vicende di guerra videro Bonvehì ora in mano agli Arborensi ora ai Doria ed in ultimo agli Aragonesi. Questi nel 1436 lo smantellarono. Nel 1486 la zona Bonvehì con Monteleone, in contrada di Cabuabbas, venne venduta in feudo a Pietro di Ferrario, gentiluomo algherese, dal re Ferdinando II d’Aragona per il prezzo di 8200 ducati d’oro, con amplificazione od abilitazione delle femmine ed anche di estranei a potervi succedere. Quasi di fronte al castello, alla riva destra del rigagnolo che vi scorre, chiamato rio di Paùli, si trova la chiesetta rurale di Nostra Signora di Bonuighinu, chiamata volgarmente Nostra Signora di Bonvehì e che forse era la parrocchiale del borgo. La chiesetta, probabilmente dedicata a San Lorenzo, è di costruzione molto antica, forse del secolo XIII ma venne accresciuta nel 1797 assumendo il nome di Nostra Signora di Bonuighinu (“buon vicinato”), divenendo uno dei più antichi e maggiori santuari mariani dell’isola. Esso è ancora ben conservato ed è il vanto degli abitanti del Comune di Mara e dintorni. Il suo stile è quello barocco leggero. Straordinaria la facciata, che fa pensare ad un retablo e termina in alto con un fastigio che secondo Vico Mossa sembra «ritagliato a punte come un ricordo cinese». Una volta espugnato il castello da parte degli Spagnoli, gli abitanti del borgo di Paùli e Bonuighinu, temendo rappresaglie, fuggirono per fondersi col resto degli abitanti dell'odierno Comune di Mara

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