Luras

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia – Tempio
Regione storica di Gallura

CAP: 07025
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.2, Olbia
Distretto sanitario Tempio Pausania

Superficie territoriale 87,03 kmq
Altitudine 508 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:3162
1961:3062
1971:2620
1981:2705
1991:2762
2001:2604
2006:2608
2010:2715



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Il Territorio
Il Comune di Luras sorge a 508 metri d’altitudine, adagiato su un poggio granitico che guarda a sud verso la catena del Limbara. Il territorio del Comune di Luras, di forma pressoché triangolare, ha una estensione di 86,98 kmq e confina a est con Calangianus e Sant’Antonio di Gallura, a nord con Luogosanto e ad ovest con Tempio Pausania. È un territorio tipicamente collinare, la cui altitudine varia da 100 a 718 m slm, non presentando quindi alcuna cima particolarmente elevata. Il paesaggio, sempre piacevole, è molto vario: sugherete, macchia mediterranea, curatissimi vigneti, modesti rilievi rocciosi dalle forme a volte bizzarre si alternano ai terreni pascolativi punteggiati spesso da antichi stazzi. Il più importante corso d’acqua è il riu Carana, che attraversa longitudinalmente il territorio del Comune di Luras, andando a formare nell’estremo lembo nord-orientale il lago artificiale del Liscia. Da qui, col nome di fiume Liscia, scorre placidamente verso nord  fino a raggiungere il mare nella costa fra Palau e Santa Teresa Gallura.

 

Sulle sponde del grande lago
Il lago artificiale del Liscia, lungo oltre 5 km e largo 2, è nato con la realizzazione di uno sbarramento in località Calamàiu. L’imponente diga è stata costruita fra il 1958 e il 1962: con i suoi 69 metri d’altezza costituisce la più importante opera ingegneristica fino ad allora realizzata nella Gallura interna. La capacità massima d’invaso è di 105 milioni di metri cubi d’acqua: essa è stata raggiunta solo nel 2005, dopo quasi mezzo secolo dalla realizzazione della diga. Questa enorme risorsa idrica, utilizzata, oltre che per scopo irriguo, anche per l’approvvigionamento idrico di numerosi centri costieri, costituisce un’importante realtà economica e sociale del Comune di Luras: senza l’acqua del Liscia forse non sarebbe potuta esistere la Costa Smeralda. Incastonato con le sue acque blu fra bei rilievi coperti da macchia mediterranea, vigneti e sugherete, il lago ha assunto anche una grande valenza paesaggistica che non fa pensare alla sua origine artificiale. L’ambiente circostante, affascinante per vastità e solitudine, presenta alcuni elementi di eccezionale interesse naturalistico. Fra questi, a breve distanza dalla diga e vicinissimi alla chiesetta di San Bartolomeo si ergono, presso lo stazzo di Carana, due splendidi olivastri millenari dichiarati monumento naturale dalla Regione Sardegna. Il più grande dei due ha un’altezza di 15 metri e un tronco di 12 metri di circonferenza che sembra scolpito dalla natura. Già  nella prima metà dell’ Ottocento le sue gigantesche dimensioni colpirono l’Angius, che così lo descriveva: «Otto uomini non cingerebbero il suo tronco sebbene distendessero a tutta misura le loro braccia; e tanto sono frondosi i suoi rami che non facilmente vi penetri la pioggia. Nella parte infima del corpo ha palmi sardi 56, un po’ superiormente 43». Considerato che il palmo sardo corrisponde a 26,2 centimetri, parrebbe che in quasi due secoli le dimensioni della pianta siano restate pressoché immutate: è quindi credibile l’età di 3000-4000 anni attribuita a questo patriarca della natura da recenti studi che lo riconoscono  come l’olivo (oleastro) più vecchio d’Europa. Altri alberi monumentali sono presenti nell’agro del Comune di Luras. Vanno qui ricordati, sempre a Carana, sulle sponde del Liscia, due enormi lentischi, con una circonferenza del fusto rispettivamente di 4 e 5 metri  circa e , in località Muscazega, ai confini col territorio di Tempio, alcune gigantesche sughere plurisecolari.




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