Luogosanto

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia – Tempio
Regione storica di Gallura

CAP: 07029
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.2, Tempio Pausania
Distretto sanitario Tempio Pausania

Superficie territoriale 135,45 kmq
Altitudine 390 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2742
1961:2612
1971:2029
1981:1973
1991:2014
2001:1825
2006:1837
2010:1902



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Il territorio
L’intero territorio del Comune di Luogosanto presenta l’inconfondibile caratteristica della geografia gallurese: un alternarsi discontinuo di colline non più alte di duecento metri (molte delle quali completamente di granito “tafonato” cioè di grandi rocce trapuntate di caverne prodotte in genere dalla pioggia e dal vento che hanno l’aspetto di montagne in miniatura), di brevi radure coltivabili tra roccia e roccia e di profonde vallate come quella di Lu Sfussatu che da Padulo va giù attraverso Calcinagghju fino alla piana di Bassacutena. Non mancano tratti pianeggianti soprattutto nelle zona di Balaiana, a sud-est dell’abitato, né i rilievi di una certa altitudine: La Cilata (m 678), sul versante occidentale di Lu Sfussatu, e Monti Padru (580) sulle alture di Canaìli. La natura del suolo del Comune di Luogosanto, esclusivamente granitico-basaltico, testimonia un’origine geologica tra le più antiche della Sardegna. Numerosi i fiumi, i ruscelli e le fonti a corso perenne, anche se la siccità degli ultimi decenni ha impoverito sensibilmente di acque naturali le aree più elevate del territorio. Fra i più importanti: il fiume Liscia (Lu riu Mannu), il rio Sfussatu-Ìzzana, il rio Balaiana (Lu Riaréddu), il rio Suaraccia-Vigliétu e il rio Litarru. Il Liscia fa da confine ad est-nord-est tra il comune di Arzachena e il Comune di Luogosanto, che a nord confina con quello di Tempio (frazione di Bassacutena), ad ovest-nord-ovest con il comune di Aglientu e a sud con quello di Luras. Data l’altitudine media del territorio (m 250), il clima è temperato e gradevolissimo. Ancora molto ricca la vegetazione, con pochissime specie in estinzione: predominano le sugherete e i boschi di leccio e di rovere, ma una buona parte della flora del Comune di Luogosanto è macchia mediterranea, ricca dappertutto delle sue essenze peculiari.

Il “villaggio delle tre cime”
In numerosi luoghi del Comune di Luogosanto esistono chiari segni della presenza dell’uomo preistorico. Tracce evidenti di costruzioni prenuragiche esistono nelle zone di Salgenti, di Lu Mocu e di Lu Pàrisi, dove ci sono anche una fonte rilevata come prenuragica e i resti di una costruzione litica che fa pensare a un dolmen. Della stessa età sono considerati tre cippi granitici (uno di questi presenta una pàtera e una ghirlanda scolpite sulla parte frontale; un altro, a forma di piramide, con delle volute agli angoli, è situato in una posizione più elevata), rilevati presso lo stazzo Tresserri. Interessante anche il dolmen vicino allo stazzo di La Casa, su una spianata granitica: evidente il taglio nella roccia da cui è stata asportata la copertura dell’impianto sepolcrale. Sono stati rinvenuti circoli megalitici a Vigna di Pétra e a Li Casanìli. Vicino allo stazzo Prunucilvunu è stata scoperta una Tomba di giganti conosciuta nel tempo come Lu Paladinu. Resti di presunti tempietti pagani esistono vicino alle chiese di San Salvatore e della Madonna del Rimedio. Dei non molti nuraghi presenti nel territorio del Comune di Luogosanto, due molto importanti sono quelli di Lu Narachéddu (con tracce, intorno, di un villaggio di discreta estensione) e di Monti Pìzzari, vicino allo stazzo di Alias, costruito sfruttando un’emergenza granitica. Restano tre nicchie imponenti e i resti di una scala; intorno, alcuni tafoni adibiti a sepolture. Altri nuraghi meno importanti, alcuni diruti (o comunque strutture murarie di età nuragica), si trovano a La Cilata, a Manzoni, vicino al paese e a Santa Riparata, non distante dal borgo di Crisciuléddu. Una nota a parte merita l’insediamento nuragico che sovrasta il paese, ribattezzato dall’archeologa Angela Antona, che l’ha scavato da poco, “il villaggio delle tre cime” perché concentrato tra i picchi granitici di Monti Juanni, Monti Castéddu e Monti Rùiu. È un sito alto con un orizzonte aperto fino al mare, dal quale si potevano e si possono dominare ampi spazi di piane e alture. Secondo l’Antona è molto probabile che la «comunità delle ‘tre cime’ godesse di condizioni sufficientemente agiate e in progresso: le risorse naturali dei pascoli, dei boschi, dei terreni coltivabili devono essere state sufficienti per lo sviluppo di un’economia non di sola sussistenza ». Avvalora questa tesi il ritrovamento nel villaggio di oggetti da “ripostiglio” (soprattutto di rame) particolarmente preziosi per la comunità che doveva averli acquisiti con scambi di notevole impegno. Nel territorio del Comune di Luogosanto è stato trovato anche un bronzetto nuragico (ora nel Museo Archeologico Nazionale di Cagliari) che rappresenta un guerriero dall’elmo a corna, la corta tunica ed il pugnaletto ad elsa gemmata sul petto. La civiltà che ha espresso questi monumenti e questi manufatti, della quale esistono testimonianze anche in ceramica un po’ ovunque in Gallura, viene chiamata dal grande archeologo Giovanni Lilliu la“Civiltà gallurese”.


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