Lunamatrona

Comune in fase attivazione
Provincia di Medio Campidano
Regione storica di Marmilla

CAP: 09022
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario Sanluri

Superficie territoriale 20,57 kmq
Altitudine 180 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1948
1961:2017
1971:1850
1981:1889
1991:1896
2001:1858
2006:1816
2010:1799


Unione dei Comuni "Marmilla"
Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Pauli Arbarei, Sanluri, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villmar, Villanovaforru, Villanovafranca
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Il territorio
Il Comune di Lunamatrona è situato nel cuore della Marmilla ad un’altitudine di 180 m slm. Il numero degli abitanti al 1° gennaio 2010 era di 1799. Il territorio del Comune di Lunamatrona si estende per 20,57 kmq ed appartiene alla provincia del Medio Campidano. La parte predominante del territorio è collocata in media pianura, una piccola parte in collina. Il suolo è composto da terreni calcarei o arenarei, adattissimi per la coltivazione dei cereali e della vite. In collina, ove affiorano rocce prevalentemente basaltiche, i pascoli sono abbondanti specie a primavera. Il territorio del Comune di Lunamatrona confina a nord con Siddi, a sud con Villamar e Sanluri, ad ovest con Villanovaforru e Collinas e ad est con Pauli Arborei.
L’abitato è attraversato per intero da due corsi d’acqua a carattere torrentizio: riu Conti che attraversa il centro da nord a sud, e riu Cani che lo attraversa da ovest ad est. Questi ruscelli furono interamente ricoperti con lastre in calcestruzzo alla fine degli anni Cinquanta del Novecento, mentre fino ad allora le acque attraversavano il paese a cielo aperto comportando, specie d’inverno, notevoli disagi alla popolazione. La punta più alta è quella di Pranu Casti (338 m slm sul livello del mare); Sa Corona Arrùbia (228) è caratterizzata dalla presenza di grandi rocce basaltiche a strapiombo che colpiscono l’occhio per la caratteristica colorazione rosso ossido; Su Cùccuru de Pitzu Cummu (205) ospita in cima i resti di un importante nuraghe quadrilobato (1500-1300 a.C.); Anche Bruncu Giuniu Mannu (205), ospita i resti di un importante insediamento. Sono stati individuati nel territorio del Comune di Lunamatrona numerosi centri di lavorazione dell’ossidiana.

 

Le memorie preistoriche
Il Comune di Lunamatrona fu comunque certamente abitato fin dall’epoca nuragica ed ebbe un nuovo sviluppo in periodo romano. In diverse zone intorno al centro abitato sono state rinvenute tombe coperte a lastroni risalenti al periodo imperiale, che hanno restituito numeroso vasellame, lucerne, lacrimatoi. Tornando al periodo nuragico, gli scavi condotti, agli inizi degli anni Ottanta, dalla Soprintendenza ai monumenti della provincia di Cagliari, hanno restituito, quasi nella sua interezza, una delle poche Tombe di giganti esistenti nella zona. Il complesso, denominato tradizionalmente Su quaddu de Nixìas, ha permesso il recupero di punte di freccia in ossidiana ed in metallo, oltre a numerosi reperti frammentari in argilla. Trecento metri più a ovest si procedette poi allo scavo di Nuraxi Trobas. All’interno di uno dei vani di questo importante complesso protonuragico vennero rinvenuti un pozzo e, nelle sue adiacenze, dei vasetti a quattro anse. Il nuraghe, la cui costruzione è databile intorno al XVIII secolo a.C., è importante per il tipo di architettura che quel popolo usò per edificarlo: è costituito infatti da un seminterrato di notevoli dimensioni e da quattro stanzoni con esso comunicanti.

Da “Juno Matrona” a Villa Matrona
Nel Medioevo, il Comune di Lunamatrona fece parte del Giudicato di Arborea e della curatoria della Marmilla. Nel 1426, dopo la sconfitta degli Arborensi ad opera delle forze aragonesi, il borgo venne incorporato nel marchesato di Oristano e passò, dopo circa cinquant’anni, in dominio dei Carroz. Dagli antichi manoscritti custoditi nella chiesa parrocchiale risulta che nel periodo della dominazione spagnola il nome del paese era quello di Villa Matrona; su come si sia passati, nel corso dei secoli, al nome di Lunamatrona si possono formulare solo delle ipotesi: scontata l’esistenza, in periodo romano, di un tempio dedicato alla dea Giunone situato nel colle di Giniu, l’accostamento tra il nome latino Juno ed il vocabolo Giuniu sembra abbastanza chiaro. Anticamente il nome del paese sarebbe stato Juno Matrona (“Giunone Signora”). Dopo la parentesi aragonese, il termine “Juno Matrona” sarebbe stato ripreso con la modifica speculare della iniziale J in L, da cui il nome attuale di Lunamatrona.



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