Lotzorai

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08040
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 16,84 kmq
Altitudine 11 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1042
1961:1352
1971:1410
1981:1747
1991:2046
2001:2113
2006:2153
2013:2187


Unione dei Comuni "Nord Ogliastra"
Baunei, Girasole, Talana, Tortolì, Triei, Urzulei, Villagrande Strisaili
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Il territorio
Il Comune di Lotzorai è un centro della provincia d’Ogliastra, diocesi di Lanusei, situato a 11 m slm, lungo la statale Orientale Sarda, a 143 km da Cagliari, 170 da Olbia, 70 da Nuoro, 10 dal porto di Arbatax. Al 1° gennaio 2013 contava 2187 abitanti. Il territorio del Comune di Lotzorai si estende per 16,84 kmq e ha forma grosso modo rettangolare allungata da est a ovest;  confina a nord con quelli di Triei e di Baunei, a est col mar Tirreno, a sud con Girasole, a ovest con Villagrande Strisaili e Talana. Dal litorale, costituito da una spiaggia di sabbia finissima che va dai pressi di Santa Maria Navarrese al confine con Tortolì, si ammira il panorama grandioso delle montagne di Baunei che incombono a strapiombo sul mare. Di fronte alla spiaggia si erge sul mare, a breve distanza, l’isolotto di Ogliastra; e, volgendo lo sguardo verso sud, si vede il promontorio di Arbatax (frazione di Tortolì) con le sue rocce rosse e, alto su tutto, il faro di Bellavista. Pianeggiante a sud dell’abitato e nella zona detta Pranu Suergiu, il territorio del Comune di Lotzorai è a nord-ovest una conca trapuntata dalle colline di Sa Crabiola e Sa Serra, alte un centinaio di metri. Sono racchiuse tra la cresta di Canali, coronata dal nuraghe Corongiu a 200 m di altitudine, e Su Tancau col Monte Picinnu ad oriente. Nella valle interna Tramontis predominano la macchia mediterranea ed i vigneti, in Pranu Suergiu e sotto l’abitato gli orti, gli agrumeti, le foraggere ed i cereali. Dalla montagna verso il mare scorrono due corsi d’acqua, che nella parte terminale sono pressoché paralleli, uno a nord e uno a sud dell’abitato: il rio Pramaera e il rio Mirenu.

 

Le origini
Le colline di Sa Crabiola e Sa Serra sono traforate da una quindicina di domus de janas. Alcune di più stanze e qualcuna coronata da una lunetta semiellittica attorno all’ingresso, sbalzata ad arte sulla roccia. Ci riportano al III millennio a.C. I nuragici hanno lasciato le loro tracce nei millenni successivi: le rovine dei nuraghi Santu Tomau al confine con Girasole, Corongiu, Genna Tramontis, Monte Cuba, Su Tancau, Salassinu e Tanca de Sa Murta. Nella località Ferramenta, presso il nuraghe Santu Tomau, Francesco Cauli trovò in una cavità naturale della roccia, mentre scavava ciocchi d’erica per la sua officina, un ripostiglio che conteneva un’ascia bipenne, tre accette ed un martello singolare da fonditore di bronzo, tipo finora isolato tra gli strumenti di bronzo, di età prenuragica. Sono custoditi nel Museo archeologico di Cagliari. Di grande interesse archeologico è anche il castello detto di Ogliastro o di Medusa, che sorge su una collinetta a breve distanza dal paese. La parte oggi visibile è quanto resta di una struttura eretta intorno al Mille dai giudici di Cagliari, ma sul luogo si trovava un edificio più antico: una commissione archeologica ha riconosciuto, nel corso si una ricognizione compiuta nel 1966, le tracce di un edificio monumentale del VII o VI secolo a.C.; non solo: ancora più sotto ha trovato i resti di un preesistente monumento fenicio o punico-arcaico. Notizie del Comune di Lotzorai si trovano nella Vita di San Giorgio vescovo, che riferisce di una visita del presule al «Vico di Lozoranus» nella prima metà del secolo XI. Nel 1052 una principessa di Navarra, sbattuta da una tempesta nel vico di Ogliastro, vi costruì la chiesa detta di Santa Maria Navarrese, come riferisce anche il Fara. Nel 1104 il giudice di Cagliari donò Ogliastro e il vicino borgo di Donigala alla Chiesa di Santa Maria di Pisa. Donigala è tuttora frazione di Lotzorai. Il libro delle rendite pisane redatto a Cagliari nel 1316 parla di quanto Pisa ne ricavava. Riporta anche il toponimo Linna de Sa Barca, forse il punto di ancoraggio per chi era incaricato del guado del fiume Murenu, lungo l’antica strada orientale sarda. Nel 1323 l’infante Alfonso, mentre assediava Iglesias, mandò al porto di Ogliastro l’ammiraglio Francesco Carroz con venti galere e truppe che una volta sbarcate espugnarono il castello. Già del Giudicato di Cagliari, il fortilizio era passato a Pisa nel 1308. Gli Aragonesi infeudarono il territorio, insieme con tutta l’Ogliastra, a don Berengario Carroz. Come tutti i paesi ogliastrini, il Comune di Lotzorai mandava i suoi rappresentanti in parlamento, per chiedere le concessioni necessarie al miglioramento delle condizioni di vita. Dai registri parrocchiali ricaviamo che il pittore ogliastrino di Ilbono Andrea Lussu, ricercato in tutta la Sardegna, si sistemò nel Comune di Lotzorai, sposandovisi nel 1598 e morendovi nel 1627. Ne ricaviamo pure che vi nacquero otto notai e trenta sacerdoti diocesani. Ci dicono ancora che la chiesa parrocchiale di Sant’Elena è stata costruita nei primi decenni dell’Ottocento. Quella di Santa Barbara è stata ricostruita alcuni decenni orsono.



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