Loiri Porto S. Paolo

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia-Tempio
Regione storica di Gallura

CAP: 07020
Prefisso Telefono: 0789

Azienda n.2, Olbia
Distretto sanitario Olbia

Superficie territoriale 117,75 kmq
Altitudine 0 – 412 Comune sparso

Abitanti al:
1981:1847
1991:2014
2001:2213
2006:2654
2010:3270



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Il territorio
Il territorio del Comune di Loiri Porto San Paolo, già appartenente a Tempio Pausania e reso autonomo nel 1979, è situato nella parte orientale della provincia di Olbia-Tempio, ai limiti meridionali della regione gallurese. A nord confina con Olbia, a est con il mare Tirreno e con il comune di San Teodoro, a sud e a sud-ovest con Padru e con Berchiddeddu, isola amministrativa di Olbia, a ovest, per breve tratto, con Monti. Al punto di incontro fra i confini del Comune di Loiri Porto San Paolo con Olbia e Monti viene infine a coincidere l’estremità sud-orientale del comune di Telti. Il territorio è formato da gruppi collinari e da alture per lo più di modesta altezza (non si superano i 400 m slm), ma piuttosto accidentati, fra i quali si aprono alcune conche e la vallata del rio della Castagna che, mutato in agro di Olbia il suo nome in riu de su Piricone, è affluente del fiume Padrongiano; dell’entroterra fanno parte infine le ultime fertili propaggini della piana alluvionale di Olbia. La costa del Comune di Loiri Porto San Paolo, breve (km 10 circa) ma di notevole bellezza, anche perché su di essa incombe la mole calcarea dell’isola di Tavolara (Olbia), va da Punta Corallina a Punta Pietra Bianca e comprende le due insenature di Porto San Paolo e Porto Taverna (La Taerra), separate dal basso promontorio di Punta la Greca e Punta Don Diego. Per quanto riguarda l’aspetto geologico, l’area è caratterizzata da graniti, rocce metamorfiche e filoni di quarzo del ciclo ercinico (Paleozoico).

 

La casa nei tafoni
Le campagne del Comune di Loiri Porto San Paolo non hanno fino a questo momento restituito testimonianze di frequentazione umana in età prenuragica, ma l’esistenza di dolmen in aree adiacenti (Olbia e Berchiddeddu) rende assai probabile la presenza dell’uomo neolitico nelle parti più fertili dell’agro. Per l’Età del Bronzo si ha notizia, dall’archeologo Antonio Taramelli, di sette nuraghi; le costruzioni, presumibilmente del tipo a corridoio, sorgevano in località dove poi, e non è un caso, sarebbero sorte alcune delle attuali frazioni o stazzi: Zappallì Mannu, Zappallì Minori, Monti Littu, Frati Falchi, Lu Monti Lisciu e Loiri. Vi sono anche tracce di frequentazione antica nei tafoni (cavità naturali nel granito), ad esempio sul monte Zarabaddò, ma non è certa per il momento l’attribuzione del loro uso al periodo nuragico.

 

Sulla “Carales-Portus Tibulas”
In età romana è sicura la presenza di gruppi umani stanziati presso il monte di Loiri dove nel 1894 l’archeologo olbiese Pietro Tamponi riferì che si rinvennero cinque tombe in muratura ricoperte da lastroni, e presso Porto San Paolo dove il Taramelli segnala «una vasta cisterna, con volta molto bassa e vari scalini che conducono al fondo». Il territorio del Comune di Loiri Porto San Paolo era infine attraversato dalla strada costiera orientale che da Carales (Cagliari) conduceva a Portus Tibulas (Santa Teresa Gallura? Castelsardo?), una delle principali strade costruite dai Romani nell’isola. Nelle campagne della frazione di Trudda era visibile, fino a pochi anni fa, un miliario in granito, attualmente conservato presso il municipio del Comune di Loiri Porto San Paolo, pertinente al tratto stradale, che qui si allontanava dalla costa, fra Olbia e Coclearia (San Teodoro). 


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