Lodine

Comune in fase attivazione
Provincia di Nuoro
Regione storica di Barbagia

CAP: 08020
Prefisso Telefono: 0784

Azienda n.3, Nuoro
Distretto sanitario Nuoro

Superficie territoriale 7,67 kmq
Altitudine 884 metri s.l.m.

Abitanti al:
1991:352
2001:407
2006:397
2010:380


Unione dei Comuni "Barbagia"
Gavoi, Ollolai, Olzai, Oniferi, Ovodda, Sarule, Tiana
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Il territorio
Il Comune di Lodine sorge a un altitudine di 884 m slm su una zona panoramica dalla quale si dominano le vallate e gli altipiani circostanti, il vicino Gennargentu e il lago di Gùsana. Il Comune di Lodine conta oggi 380 abitanti circa e un’estensione territoriale pari a 7,67 kmq. Situato nella subregione della Barbagia di Ollolai, in provincia di Nuoro, il Comune di Lodine è uno dei paesi più piccoli dell’isola. Il suo territorio, stretto fra l’agro di Gavoi e l’agro di Fonni, è quello tipico delle pendici del Gennargentu: montagne, altipiani e graniti suggestivi immersi fra il verde dei pascoli e quello dei boschi di leccio e quercia che declinano verso la valle che ospita il rio Govosoleo, accompagnandolo fino al bacino artificiale del Gusana in territorio di Gavoi. Il paese occupa una posizione centrale fra le montagne della Barbagia, costituendo lo snodo fra i pascoli rigogliosi dell’altipiano di Lidana, le valli boscose di Gùsana e i costoni montani fonnesi. Il piccolo centro barbaricino dista da Gavoi, e quindi dalla strada statale 128 che lo attraversa, appena 4 km e in questo paese usufruisce dei servizi principali. Oggi, con l’apertura della strada Nuoro-Lanusei, il Comune di Lodine dista dal capoluogo di provincia appena 28 km, percorribili agevolmente in meno di mezz’ora.

 

Dai nuraghi a “sa musca machedda
Le antiche origini del centro sono testimoniate, oltre che dalle numerose vestigia già censite dal Taramelli e da altri studiosi, anche dal recente rinvenimento, durante la costruzione di un locale comunale, di una capanna nuragica all’interno dell’abitato. Ma tutto il territorio del Comune di Lodine è disseminato di tracce storiche importanti. Di grande rilievo è il villaggio tardo-nuragico di Soroeni, non molto distante dal santuario della Madonna d’Itria sull’altipiano di Lidana, nel quale il Comune di Lodine ha iniziato da qualche anno una campagna di scavi, con la supervisione della Sovrintendenza  Archeologica di Sassari e Nuoro. Durante i primi scavi promossi dal Comune sono stati rinvenuti oggetti di uso comune, ceramiche e anche piccoli oggetti di bronzo, sono state censite e riportate alla luce numerose capanne circolari e squadrate adiacenti a grotte-rifugio naturali. Visitando Soroeni si può, con un po’ di fantasia, immaginare il sito animato di vita, le donne e i bambini attorno al focolare, per altro ben visibile, in alcune grotte, in strati di cenere sedimentati, i forni in attività e gli uomini alla caccia o alla raccolta nelle campagne boscose. Attorno allo stesso sito, si trovano anche alcune domus de janas a testimoniare la presenza umana da tempi remotissimi. Ben conservati sono anche i nuraghi di Ghivili e Arrana. In tutto il territorio del Comune di Lodine si contano una dozzina di nuraghi, 11 domus de janas, 2 Tombe di giganti, una delle quali è facilmente visitabile perché si trova in località Su Gardosu, lungo la strada provinciale Lodine - Fonni, e altri insediamenti che sembrerebbero resti di villaggi: Ghivili, Ziu Andria, Su Tusorzu, S’iscoparzu. Su un rilievo granitico all’interno dell’abitato è stata costruita la piccola chiesa di San Giorgio, patrono di Lodine, risalente al XVI secolo e recentemente restaurata. A pochi passi dalla chiesa si trovano i resti del nuraghe de Trinta Battallas, arroccato su un cucuzzolo granitico che domina le valli circostanti e consente l’osservazione di una immensa fetta del territorio del Comune di Lodine. Per valorizzare sia la chiesa che il nuraghe è stato costruito un belvedere in granito molto accogliente, dal quale si può godere di un panorama mozzafiato che consente allo sguardo di estendersi dal lago di Gùsana ai monti del Gennargentu, dal monte San Giovanni di Orgosolo al Corrasi di Oliena, ai paesi di Fonni e Teti. Si racconta che il Comune di Lodine, in un lontano passato, fosse un centro popoloso e fiorente, ma a seguito di una terribile pestilenza, causata da sa musca machedda, che decimò i suoi abitanti, divenne il piccolo villaggio che è oggi.


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