Loculi

Comune in fase attivazione
Provincia di Nuoro
Regione storica di Baronia

CAP: 08020
Prefisso Telefono: 0784

Azienda n.3, Nuoro
Distretto sanitario Siniscola

Superficie territoriale 38,28 kmq
Altitudine 27 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:523
1961:696
1971:616
1981:608
1991:559
2001:523
2006:532
2010:513


Unione dei Comuni "Valle del Cedrino"
Galtellì, Irgoli, Onifai, Orosei
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Il territorio
A 27 m slm nella Sardegna centro-orientale, lungo le coste del golfo di Orosei, a circa una decina di Km dalla costa, con i suoi 532 abitanti, il Comune di Lòculi appartiene alla provincia di Nuoro, dal cui capoluogo dista 35 km. La regione storico-geografica alla quale il paese fa capo è la Bassa Baronia di Orosei, che comprende oltre al Comune di Lòculi e Orosei i paesi di Onifai, Irgoli e Galtellì. La superficie del territorio del Comune di Loculi si aggira intorno ai 38,28 kmq e la densità è pari a 14 abitanti per kmq. I confini sono delimitati a nord dal versante montuoso del Monte Albo di Lula, a sud dal fiume Cedrino, ad est dal territorio di Irgoli e infine a ovest da quello di Galtellì. La locale parrocchia, dedicata a San Pietro, fa parte della diocesi di Nuoro. Il Comune di Loculi è dotato di un suo stemma, che il linguaggio araldico descrive così: «Inquartato: il Primo, di azzurro, alla lettera maiuscola L, d’oro; il Secondo, di rosso, alla campana d’oro, legata di azzurro; il Terzo, di rosso, alla pecora d’argento, con la testa rivolta, riposante sulla campagna di verde; il Quarto, di azzurro, alla cornucopia d’oro, con fiori e frutti al naturale». La morfologia del territorio del Comune di Loculi è costituita da aspri rilievi, piccoli colli e diverse vallate, solcate da vari corsi d’acqua di esigua portata. La pianura alluvionale è creata dal Cedrino, quinto fiume della Sardegna, che con il suo bacino imbrifero di 1089 kmq attraversa anche il territorio loculese. Nel versante nord-orientale sono situati i rilievi granitici più imponenti, denominati Bidonie (656 m), Preda Longa (579), Cùccuru ’e Costi (458), che per la loro maestosità e bellezza si differenziano dal territorio circostante. La vegetazione arborea comprende lecci secolari, olivastri, ginepri e corbezzoli, che formano un vero e proprio polmone verde che si è potuto preservare fino ai giorni nostri grazie alle particolari condizioni orografiche che hanno tenuto lontani gli interventi di antropizzazione. Non a caso, cinghiali e lepri arricchiscono  ancora oggi i carnieri dei cacciatori della locale compagnia venatoria.

Il Cedrino portò i Fenicio-punici?
Le numerose domus de janas presenti nel territorio del Comune di Loculi dimostrano che la zona era popolata sin dalle epoche più antiche. Degna di nota è la “casa delle fate”   in località Pira ’e Tusu, a meno di un chilometro dall’abitato, composta da un atrio e da una camera principale che riconduce a quattro stanze secondarie. Non meno importanti risultano i resti dei nuraghi Crastu Ruju, Aìtu ’e Muru e di Preda Longa, che testimoniano la presenza della civiltà nuragica. Per quanto attiene alla presenza fenicio-punica, la navigabilità del fiume Cedrino intorno al VII sec. a.C. sembra permettere l’ipotesi che le popolazioni autoctone avrebbero avuto degli scambi commerciali con i Cartaginesi. Il ritrovamento nel secolo scorso di un vaso colmo di dodici braccialetti di bronzo, di uno d’argento, di una corniola e di svariate monete puniche avvalorerebbe la tesi che nella zona della Bassa Baronia vi fosse una colonia fenicia. Non abbiamo invece insediamenti o reperti archeologici degni di qualche nota risalenti all’epoca romana, forse anche perché non sono state condotte valide campagne di scavo. Con la nascita dei Giudicati, il Comune di Lòculi farà parte della Curatoria di Orosei e nel corso dei secoli passerà nelle mani dei diversi feudatari che avranno poca cura del piccolo borgo, vessandolo di tasse. In questo periodo la popolazione inizia a sfruttare le risorse delle pianure alluvionali intorno al Cedrino, attraverso la sistematica coltivazione di frumento, grano ed orzo. Nel 1946 il paese diverrà comune autonomo e potrà portare avanti le nuove iniziative di sviluppo locale. 

Forse un “bosco sacro”
Il nome del paese deriverebbe dal latino lucus nel significato di “bosco sacro”, oppure dal diminutivo loculus nell’accezione di “posticino” o “bara”. Lòcula è il nome con il quale viene chiamato in sardo il paese dai suoi abitanti e dai nuoresi in generale. Il centro abitato del Comune di Loculi si dispone lungo la strada provinciale n. 25 che si collega alla statale 131 con diramazione per Nuoro, Olbia e Cagliari, permettendo agli abitanti di spostarsi facilmente in tutta l’isola. Le vie e le piazze del borgo sono ben tenute e pulite e si possono ammirare le numerose case storiche che recentemente sono state ristrutturate e che conservano integro il fascino dei tempi passati.



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