Loceri

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08040
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 19,31 kmq
Altitudine 190 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1667
1961:1786
1971:1663
1981:1590
1991:1459
2001:1335
2006:1272
2010:1267


Unione dei Comuni "Ogliastra"
Arzana, Bari Sardo, Elini, Lanusei,
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Il territorio
Il Comune di Loceri, sito in un vario scenario di rocce e creste granitiche iniettate da rossi filari porfirici, è chiuso da colline intensamente coltivate. I punti più elevati del territorio del Comune di Loceri sono costituiti dal Monte Tarè e il Monte Cuccu. Abbondano le sorgenti e sono numerosi i piccoli rii (Tarastus, Bau Isti, Giossu, Malumattuteni, Bau Eri) che provengono in gran parte dal territorio di Lanusei. Una parte del territorio del Comune di Loceri è una enclave in Quirra divisa in due tronconi, vicini ma non contigui: uno confina col territorio di Tertenia e con un segmento staccato del territorio di Lanusei, l’altro è ugualmente contermine ai territori di Tertenia e di Lanusei e confina ad est col mare. Questo consistente tratto di territorio è stato donato al paese dall’ultimo conte di Quirra. L’altro troncone di territorio del Comune di Loceri, contiguo al centro abitato, confina con Lanusei, Ilbono e Barisardo.

 

Dai Romani ai Carroz
Nel territorio del Comune di Loceri, specie ai confini con Ilbono e Barisardo, esistono numerosi monumenti archeologici. Ad epoca prenuragica risalgono le domus de janas di Is Arceddas, che indicano una frequentazione del territorio a partire almeno dalla fine del IV millennio a.C.: il complesso è costituito attualmente da tre ipogei, ma testimonianze orali attestano l’esistenza di altre domus distrutte dai mezzi meccanici. Più numerose le testimonianze di età nuragica, che documentano un’intensa occupazione della zona nell’età del Bronzo Medio e Tardo, dal XVI al X sec. a.C. Si conservano i resti dei nuraghi Su Casargiu, Monte Nuraxi, Is Piroddis e Cea. Il nuraghe Cea, situato nell’area sud-orientale dell’altipiano di Taccu, circoscritta da due incisioni fluviali confluenti nel riu Calàvrigu, ha la tipica posizione di molte strutture nuragiche a controllo delle vie d’accesso, delle risorse d’acqua e dei terreni fertili per la difesa del territorio. Di tipo complesso, è costituito da una torre principale e da un corpo aggiunto assai lacunoso. In località Flùmini si conservano tracce di un insediamento rurale di età romana. Testimonianze materiali, prevalentemente di età romana, sono state, infine, rinvenute negli anni Cinquanta del Novecento in un ripostiglio scoperto in località Goene. Il ripostiglio, che data la diversità cronologica degli oggetti rinvenuti deve considerarsi di tipo secondario, costituito forse in epoca recente, conteneva un gruppo di circa 500 piccoli bronzi del Basso Impero, dodici armille bronzee e due anelli digitali a nastro in argento di epoca medioevale. Se i monumenti e i documenti archeologici testimoniano l’occupazione del territorio del Comune di Loceri in epoca preistorica, storica e medioevale, i documenti scritti ci informano che nel Trecento il paese era disabitato. Infatti in un documento redatto a Cagliari ai primi del 1316 troviamo la menzione di un paese chiamato Luccieri, che però allora risultava distrutto. Prima della sua distruzione il Comune di Loceri aveva fatto parte della curatoria di Ogliastra, appartenente al giudicato di Cagliari, come testimonia lo stesso documento citato. Si ignora il periodo in cui il paese venne ricostruito, ma certo esisteva all’inizio del Cinquecento perché figura nell’elenco dei paesi ogliastrini dati in allodio alla contessa Jolanda Carroz. Il paese seguì poi la sorte del resto della Sardegna,  passando dalla Spagna prima all’Austria e poi al Piemonte.



















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