Lei

Comune in fase attivazione
Provincia di Nuoro
Regione storica di Marghine

CAP: 08010
Prefisso Telefono: 0785

Azienda n.3, Nuoro
Distretto sanitario Macomer

Superficie territoriale 19,01 kmq
Altitudine 456 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:719
1961:750
1971:632
1981:694
1991:696
2001:645
2006:600
2012:562


Unione dei Comuni "Marghine"
Birori, Bolotana, Borore, Bortigali, Macomer, Noragugume, Silanus, Sindia
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Il territorio
Il Comune di Lei è posto ad un’altitudine di 456 m slm sulla catena del Marghine. Il suo territorio si estende lungo la direttrice sud-est-nord-ovest fino ai confini con i paesi di Bolotana e Silanus per una superficie pari a kmq 19, 01 ed è prevalentemente collinare-montuoso, andando dai 300 m slm circa dal piano Su pranu ’e Pattada sino ai 1118 m slm circa di Punta Iameddari (Sa Turrita), seconda vetta del Marghine. Altra cima notevole del Comune di Lei è Punta Primaghe (Nidu ’e corbu) 1088 m slm dalla caratteristica forma, che sovrasta il paese, e Sa Rocca longa 1073 m slm. Il territorio del Comune di Lei è attraversato da numerosi corsi d’acqua per lo più di carattere torrentizio, alcuni dei quali affluenti del Tirso: Pischina Idru, Barrusile, Pedru Facchetta, Attareo, Canale. La vegetazione è prevalentemente caratterizzata dalla presenza di querce e di sughere associate spesso alla macchia mediterranea. Non mancano essenze tipiche delle zone montuose mediterranee quali l’acero minore, il sorbo montano, il ciavardello, l’agrifoglio. Nelle zone sommitali del Comune di Lei si ha ricchezza di specie interessanti ed endemismi fra i quali la ginestra di Corsica, la viola sardo-corsa, la pervinca, la betonica fetida, la scrufularia di Sardegna, il succiamele, il latte di gallina minore, lo zafferano minore. La fauna è quella stanziale tipica degli ambienti mediterranei.

 

Nella curatoria di Ottana
Incerta è l’origine del paese, che appare tuttavia essere molto remota. Il toponimo parrebbe d’origine protosarda e d’incerto significato. Il territorio del Comune di Lei ha restituito numerose testimonianze del passato che vanno dal periodo prenuragico e nuragico, all’epoca punica, romana e bizantina. Dei numerosi rinvenimenti fanno cenno il La Marmora, l’Angius, lo Spano, il Taramelli e N. Ghisu. Alcuni reperti sono esposti presso i musei di Sassari e di Cagliari e presso collezioni private. Attualmente i nuraghi sopravvissuti sono notevolmente diroccati e qualcuno è del tutto scomparso, così come pure il monastero di San Martino, del quale si conserva solamente la memoria. Al periodo medioevale risale la trecentesca chiesetta di San Michele Arcangelo, un tempo periferica ed oggi inglobata dalla recente espansione edilizia. Nel secolo XI, il Comune di Lei faceva parte della curatoria di Ottana e negli anni 1340-41 pagava le decime alla chiesa vescovile di Ottana appartenendo a questa diocesi. In epoca giudicale il paese fece parte prima del Giudicato del Logudoro poi di quello di Arborea. Nel trattato di pace stipulato fra Aragona ed Arborea nel 1388 il paese di Lecy è fra quelli che sottoscrivono la pace per la parte d’Arborea. Con la soppressione della diocesi di Ottana, avvenuta nel 1504, il Comune di Lei passò a far parte della diocesi di Alghero dalla quale tuttora dipende. Nel 1478 il paese andò a far parte dell’Encontrada del Marghine, compresa nel Cabo de Sacer y Logudor. Nel 1688 Ley comprende 21 fuochi, cioè 21 nuclei familiari. Dieci anni dopo si passa a soli 14 fuochi per un totale di 39 abitanti. Nel 1728 si contano 45 fuochi con 163 abitanti, e nel 1751 si hanno 61 fuochi per 234 abitanti. Dopo la parabola discendente del 1688, dovuta sicuramente alla peste che spopolò tanti villaggi della Sardegna, si ha una progressiva ripresa. E così nel 1826 nel paese di Ley vi sono 305 abitanti che passano a 380 nel 1838, a 415 nel 1844, a 404 nel 1861 e a 497 nel 1901. Cessato il periodo della dominazione spagnola Ley, che nel secolo XVIII era compresa nel Marchesato del Marghine, passò in feudo ai Pimentel prima e ai Tellez-Giron poi. Questi ultimi la tennero fino al riscatto nel 1839.


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