Las PLassas

Comune in fase attivazione
Provincia di Medio Campidano
Regione storica di Marmilla

CAP: 09020
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario Sanluri

Superficie territoriale 11,14 kmq
Altitudine 148 metri

Abitanti al:
1951:566
1961:632
1971:379
1981:298
1991:317
2001:269
2006:283
2012:248


Unione dei Comuni "Marmilla"
Barumini, Collinas, Furtei, Genuri, Gesturi, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sanluri, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villmar, Villanovaforru, Villanovafranca
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Il territorio
Il Comune di Las Plassas è uno dei 28 centri della provincia del Medio Campidano. Lungo la SS 197 si trova a 7 km da Villamar e 3 da Barumini; confina a nord-est con Tuili e Barumini, a sud-est con Villanovafranca e a sud-ovest con Villamar e Pauli Arbarei. Il Comune di Las Plassas è situato nel cuore della Marmilla storica, regione geografica così denominata dal colle mammillare che ospita i ruderi del castello omonimo che, poi, diede il nome alla curadorìa di Marmilla nel giudicato medievale di Arborèa. Il paese sembra quasi scivolare dalle pendici del colle che, con i suoi 274 metri, è la cima più alta del territorio del Comune di Las Plassas; è posto al centro del territorio comunale, costituito da una fertile pianura allungata, dove scorre il Flumini Mannu, dai romani denominato Calarita, e una serie di affluenti a regime irregolare, circondata da una serie di colline di origine sedimentaria marina che comprende marne, arenarie e conglomerati: la famosa Giara a nord, Monti Essi e Passiali a est, Pranu ’e Sarbadei a sud-ovest. Il territorio del Comune di Las Plassas, interposto fra Campidano e Barbagie, ha una temperatura media di 14,6° C, più bassa di quella del Campidano; le precipitazioni superano quelle rilevate a Sanluri: in Marmilla cadono circa 740 mm di piogge annue. Per tutte queste caratteristiche geo-morfologiche e climatiche il territorio comunale è stato da sempre favorevole all’agricoltura, in special modo la coltivazione dei cereali e delle leguminose, praticata nei fertili terreni di origine alluvionale ricchi di humus dei fondovalle; gli orti abbondano nelle vicinanze del Flumini Mannu; per il suo microclima diverso la collina di Monti Essi ospita, invece, vigne e oliveti chiusi da caratteristici muretti a secco. L’economia del Comune di Las Plassas si basa, perciò, sull’agricoltura e sulla pastorizia, anche se è in via di sviluppo il turismo culturale. Fertili, attraversate dall’importante via di comunicazione che si snoda lungo il Flumini Mannu e poste a cerniera fra il retroterra del golfo di Oristano, le propaggini delle Barbagie, le pianure del Campidano e le miniere del Guspinese, queste terre fin dall’antichità ebbero un ruolo di frontiera e d’importante via di comunicazione alternativa al Campidano e furono intensamente popolate.

 

Le origini
Il territorio del Comune di Las Plassas conserva rilevanti testimonianze nuragiche: il villaggio di Ruinali Meseda o Pranu, con la Tomba di giganti del II millennio a.C., scavata nel 1943 da Giovanni Lilliu (m 5,80 di lunghezza e m 1,20 di larghezza; diametro dell’esedra m 10), protetto dai nuraghi monotorre di Perdiedu, Passiali, Mariga e Bruncu Forru; il nuraghe polilobato S’Uraxi, nella via fra il Flumini Mannu e Pauli Arbarei, protetto dal nuraghi d’avvistamento Margiane Muro, Etzi e Perda Mulloni; l’area fra la statale 197 e la chiesa di S. Maria delle Grazie, dove insistono due pozzi nuragici, nel cortile di un’abitazione privata e all’interno alla chiesa di Santa Maria, in un’area a funzione sacra legata al culto delle acque. A partire dal VI-V secolo a.C. anche le popolazioni nuragiche del territorio dell'odierno Comune di Las Plassas furono inserite nell’organizzazione punica, man mano che i Cartaginesi estendevano il loro controllo lungo il Flumini Mannu. Presso la chiesa di Santa Maria sono state rinvenute numerose testimonianze di epoca punica: in particolare una grossa fornace rettangolare (lunga m 4 e alta m 1,5) completamente rivestita in argilla con fori sommitali di sfiato, della fine del III sec. a.C.; intorno vennero alla luce un gran numero di frammenti ceramici, laterizi con bolli e lucerne. Attorno al nuraghe Etzi, inoltre, furono rinvenuti una decina di vasi o frammenti di pregiata ceramica attica (V-III sec. a.C.). I Romani non modificarono la situazione economica e insediativa: un territorio fertile come quello dell’attuale Comune di Las Plassas non sfuggì al controllo di Roma che ne migliorò lo sfruttamento. Alcuni dei nuclei abitati in periodo nuragico continuarono a essere frequentati, come S’Uraxi, Molinu, Cùccuru Saitta e S’Acu ’e s’Ena, dove vennero trovate lucerne col bollo del figulino (II sec. d.C.). Un importante villaggio romano era ubicato nell’area dell’attuale paese, come conferma l’epigrafe dedicatoria del I sec. d.C., in arenaria marnosa (lunghezza m 1, altezza cm 60, larghezza cm 35), in origine inserita nel tempio che celebrava. L’epigrafe è oggi custodita nel Polo Museale e Didattico del “Centro di Documentazione e Comunicazione sul Castello medioevale di Marmilla e sulla civiltà rurale del Regno medioevale di Arborea tra il Basso Medioevo e l’Età Moderna”; il testo, ben impaginato e di fattura curata, tramanda che «Gli Uneritani, abitanti del pagus, col proprio denaro curarono la costruzione di un tempio e lo dedicarono a Giove Ottimo Massimo». In sostanza la popolazione degli Uneritani, d’origine sarda, abitava un villaggio nei pressi dell’attuale paese; dedita alla coltivazione delle fertili terre della Marmilla, costruì e dedicò un tempio a Giove; è affascinante immaginarlo sulla sommità del colle dove poi fu costruito il castello, a dominare e proteggere la fertile terra sottostante.



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