Jerzu

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08044
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 102,61 kmq
Altitudine 427 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:3997
1961:3960
1971:3874
1981:3568
2001:3361
2006:3285
2010:3231


Unione dei Comuni "Valle del Pardu e dei Tacchi"
Cardedu, Gairo, Osini, Perdasdefogu, Tertenia, Ulassai
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Il territorio
Il Comune di Jerzu si trova a 427 m slm affacciato sulla profonda vallata del rio Pardu; dispone di un territorio che si estende per kmq 102,61; fa parte della provincia dell’Ogliastra e della diocesi di Lanusei; al 1° gennaio 2010 contava 3231 abitanti. Il territorio del Comune di Jerzu si divide in due parti. La più vasta, che comprende anche il centro abitato, confina a nord con Ulassai e Gairo, a est ancora con Gairo e con un’isola amministrativa di Osini, a sud con Tertenia e Ulassai, a ovest con Ulassai. È montuoso, solcato da valli profonde, pianeggiante solo nella regione Pelau, dove anticamente era forse un fiordo: pelagus. La quota sale a 500 m a Punta Su Sippiri, scende a 200 nella valle del rio Sa Canna, per risalire attraverso la valle del rio Alustia a 876 in Gutturgionis, a 884 in Ungule ’e Ferru, a 990 in Gedilira, a 1008 in Corongiu, tutti tacchi dolomitici. A cime piuttosto alte sale anche nel versante del centro abitato, dai 200 m della valle del rio Pardu alla quota di oltre 800 delle cime di Monti Lumburau, Spanalei e Porcu ’e Ludu. Scende di poco nel valico di rio Pessiu e passa per la piana della conca di Sant’Antonio. Versa le acque della regione oltre Serralonga nel lontano Flumineddu col rio S’Orrosa; quelle di Corongiu e di Sant’Antonio nel fiume Quirra nei pressi di Tertenia con rio Palesanna e in Su Crabiolu col rio Alustia. Versa nel fiume Pardu le acque del centro abitato con i rii Su Stigi-Carcadorgiu e Urrisa-Sa Menga. Nel rio Pelau confluiscono le acque dei rii S’Ulimu, Baccu Ois e Prandinbias (alla lettera: “Pranza nelle strade”). L’altra parte del territorio del Comune di Jerzu, molto meno estesa, è un’isola amministrativa al confine con la provincia di Cagliari, incuneata tra i comuni di Ulassai e Villaputzu, nonché altre isole amministrative appartenenti a Elini, Lanusei e Arzana.

 

Le origini
La vita umana ha lasciato tracce tra questi monti a partire dal III millennio a.C., con le domus de janas di Su Senigi e Urris; e nei successivi millenni con i nuraghi Su Scuriu, Asinalis e Ortu Sa Mola nel territorio staccato di Quirra e con quelli attorno all’abitato di Sa Omu de S’Urcu, Bonu, Is Cresinus, Barzu, Pizz ’e Monti, Pir ’e Mau, Marcosu, Gedilì. Tracce di villaggi nuragici si trovano inoltre nella regione del rio Pessiu, a Corongiu, Sa Scala de Su Sedili e Bassu TaccuPresso il nuraghe Pir ’e Mau, scavato nel 1883, furono trovate cinque lunghe spade nuragiche di bronzo. Un bronzetto rappresentante un bue cavalcato da un uomo fu trovato in una località sconosciuta. Del tempo dei Giudicati si trovano le fondamenta quadrate del castello di La Rosa, presso il passo Cuaddazzoni. Il padre Aleo ne ha parlato collocandolo in Ogliastra, ma non ne conosceva l’ubicazione, che ho scoperto io, trovandovi anche una palla di pietra a forma di pera. Enormi mucchi di pietrame sciolto, che giacciono intorno alla chiesa campestre della Vergine delle Grazie, indicherebbero la sede antica del paese: il documento più antico che ce ne parla, la donazione di Arzocco alla chiesa di Santa Maria di Lotzorai, della prima metà del secolo XII, lo indica come facente parte della Trigonia di Barbagia, territorio costiero di cui facevano parte anche Bari Sardo, Tortolì e Girasole.  Il registro delle rendite pisane nel 1316 ce lo presenta invece già in montagna: «Villa dicta Jerzo de montibus»; dice che doveva pagare venti lire all’anno, metà a gennaio e metà ad agosto (Francesco Artizzu). Lo costrinsero a riparare tra i monti forse le truppe di Pisa, che con le loro scorribande cercavano di strappare l’Ogliastra ai Visconti. Il medesimo registro dice infatti che in quel periodo andarono distrutti San Pietro di Quirra, Loceri e forse il castello della Rosa, che risulta già abbattuto nel 1006.  Le venti lire riscosse da Pisa, le pagava pochi anni dopo anche a don Berengario Carroz, al quale gli Aragonesi lo avevano infeudato con tutti i paesi ogliastrini (Buffarul, Dipartimientos). Ai parlamenti ogliastrini riuniti per chiedere al feudatario le concessioni vitali, si recava anche il rappresentante del Comune di Jerzu che rivendicava i pascoli nei salti di Quirra, Castiadas e Alussara.


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