Illorai

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Goceano

CAP: 07010
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Ozieri

Superficie territoriale 57,04 kmq
Altitudine 515 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2002
1961:1972
1971:1452
1981:1359
1991:1231
2001:1121
2006:1046
2010:979



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Il territorio
Il Comune di Illorai, piccolo centro della provincia di Sassari, a 515 metri di altitudine, si colloca all’estremo ovest della Catena del Goceano. Con poco meno di 1000 abitanti, il territorio del Comune di Illorai si estende su una superficie di complessivi 57,04 kmq; custodisce numerose testimonianze archeologiche con bellezze paesaggistiche e ambientali che, da posizione splendida, si schiudono a spaziare sugli ampi orizzonti del Nuorese e i monti del Gennargentu. Il paese costerinu, detto così perché, come gli altri limitrofi, è situato sul costone montano, ha un territorio caratterizzato da notevoli differenze di altitudine, compresa mediamente tra i 600 e 900 m, e la morfologia tipica dei terreni rappresentati da basalti di origine autoctona vulcanica e da ampi depositi di origine clastica. In area collinare, la vegetazione boschiva prevalente è caratterizzata da olivo, quercia da sughero e roverella; in quella montana da lecci, roverelle, (di cui vanta la pianta più grande d’Europa, in località Sa Mela Àbrina), e l’acero (Acer monspessulanum), particolare perché endemismo sardo-corso. Non mancano esemplari come l’agrifoglio residui di antiche foreste dell’Era terziaria e numerose distese di corbezzolo. Rigoglioso il sottobosco della macchia mediterranea, dove vivono numerosissimi i cinghiali. Significative risultano le cime Su Millone di 998 m e S’Aspidharzu di poco inferiore con i suoi 978 m. Il territorio del Comune di Illorai, attraversato da numerosi ruscelli a carattere discontinuo, con la parte pianeggiante solcata dal Tirso, è ricco di sorgenti perenni: da quelle di Zuanne Carente, Bubulucò e S’Ena proviene la risorsa idrica per l’intero abitato. Vittorio Angius, dopo la meticolosa visita del paese nel 1839, scriveva che il corso delle acque sorgive irrigava la valle coltivata ad orti «per più miglia sino alle sponde del Tirso» e alimentava i «ventisei molini idraulici per la macinazione de’ grani».

Le origini
L’eccezionale e casuale scoperta di una necropoli in regione Molia, nel 1976, durante i lavori di sbancamento di una collinetta tufacea per la realizzazione della strada Ottana-Iscra-Benetutti, riconducibile al periodo culturale prenuragico di San Michele d’Ozieri, permette di attestare la presenza dell’uomo nel territorio sud-orientale del Comune di Illorai a partire dal Neolitico Recente (3800-2900 a.C.). Le modeste campagne di scavi finora effettuate hanno rivelato tombe uniche nel loro genere in Sardegna, con dromos, cioè corridoio, realizzate con tecnica perfetta e ottime linee architettoniche. Pareti, soffitti e pavimentazione delle domus, sono estesamente tinteggiati con un’ocra rosso brillante. Vi sono stati ritrovati vasellami, frammenti di ceramiche, di macine e corredo funerario costituito da utensili fittili. La necropoli di Molia richiama a confronto i monumenti maltesi di Taxin e Al Saflieni. Il patrimonio archeologico di età nuragica, principalmente localizzato nel settore montano nord-occidentale, consiste in 27 nuraghi, monotorre e complessi. Rilevante, e in discreto stato di conservazione, il nuraghe di Coronas in località Luche. Nella sua area fu rinvenuto, nell’aprile del 1855, un bronzetto rappresentante un torello, facente parte della schiera degli dei della religione di Osiride, custodito attualmente nel Museo Nazionale “Giovanni Antonio Sanna”di Sassari. Particolarmente insolito il nuraghe di Tuvu Oe è a torre circolare costruita su uno spazioso basamento subquadrato con i bordi arrotondati; quello di Frida si distingue per la pianta con addizione frontale e sviluppo trasversale.
Di notevole interesse anche i nuraghi Sa Sea, Iscreti e Mannori. Altre testimonianze sono le due Tombe di giganti censite in Funtana de Regas e di Tudulu, e la fonte sacra di Santa Maria, vena sorgiva ancora utilizzata, eseguita con piccoli blocchi di trachite lavorati. Evidenti resti di lastricato stradale di epoca romana sono stati rinvenuti nelle località Litocoro e Zuncarzu.

Il ponte di Eleonora
Il monumento più importante del periodo giudicale (secolo XIV) del Comune di Illorai è il grande Pont’Etzu, sul fiume Tirso. Costruito a tre archi su preesistenti basamenti romani, è per tradizione attribuito ad Eleonora d’Arborea. Lungo ben 50 m, ha l’arcata centrale a sesto acuto e l’altezza al fornice centrale più il parapetto raggiunge circa i 10 metri. Risalente a età giudicale è anche il basamento di castello sulla punta Sa Pattada, una solida fondazione con muri spessi oltre il metro per una costruzione rettangolare presumibilmente anteriore al 1127, che Gonario II di Torres mai concluse: l’alta cima risulta visibile dal mare di Cabras. Nonostante i numerosi siti archeologici e una tradizione orale che tramanda al mitico centro di Usulai in regione Sas Cortes con 17 improbabili frazioni, l’attuale villaggio è di origine medievale. Fonti storiche ne documentano l’appartenenza al Giudicato di Torres, curatoria del Goceano, sino al 1272. Successivamente conteso dai Doria e dagli Arborea, venne aggregato alla Corona d’Aragona nel 1324. Dal 1339 riconosciuto al futuro re Mariano IV, incluso nel giudicato partecipò, con i suoi rappresentanti alla sottoscrizione dell’effimera pace fra Eleonora d’Arborea e Giovanni d’Aragona nel 1388. Nel 1420, finito il Giudicato, passò al Regno di Sardegna e venne concesso in feudo. Dal 1479, dopo la ribellione e la sconfitta di Leonardo Alagon, fu definitivamente amministrato da funzionari reali. Ancora nel censimento del 1607 risultava essere un borgo popolato da 410 “fuochi” (nuclei familiari, che si calcola composti di 4-5 unità), ma forti tensioni e cruente lotte intestine, principalmente contro i nobili locali e per il controllo dei pascoli e i seminativi, ne arrestarono lo sviluppo demografico ed economico. I contrasti non si attenuarono neanche con la presenza degli Agostiniani che a partire dal 1624, con un atto di donazione dei coniugi Nurchis-Corona, vi fondarono un convento importante, attivo sino al 1772. Nel 1793 l’Ufficiale di giustizia del Comune di Illorai Giovanni Antioco Pitzolu si distinse nella difesa di Cagliari dall’attacco della flotta francese d’invasione. L’influenza della personalità dell’Angioy e il Regio Editto sopra le chiudende animarono ancora gli eventi locali: 5 chiusure diedero luogo a sollevazioni e abbattimenti di recinzioni. Con la fine del Regnum Sardiniae, nel 1848 il paese entrò a far parte della divisione amministrativa di Nuoro e nel 1859 fu incluso nella ricostituita provincia di Sassari, cui tuttora appartiene.



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