Guspini

Comune in fase attivazione
Provincia di Medio Campidano
Regione storica di Campidano

CAP: 09036
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario Sede

Superficie territoriale 174,73 kmq
Altitudine 130 metri

Abitanti al:
1951:11744
1961:12318
1971:12936
1981:13510
1991:13380
2001:12626
2006:12561
2010:12469



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Il territorio
Il Comune di Gùspini,  è un grosso centro nel settore nord-occidentale della provincia di Cagliari. Il territorio comunale, esteso per 174,73 kmq, è per due terzi pianeggiante ed il resto, nella zona occidentale, collinare con manifestazioni geologiche molto varie. La parte meridionale, alle cui pendici poggia l’abitato a 130 m slm, è prevalentemente granitica; quella sud-est è scistosa, con presenze minerarie riconducibili a fasi dell’era primaria. Il versante orientale della fascia collinare risale all’era terziaria ed è d’origine vulcanica, caratterizzata da grossi amassi di lapilli cementati e di basalti con propaggini nella piana. Incastonato nella vasta depressione vulcanica, che trae origine dall’Arcuentu, si evidenzia, a nord, l’emergenza di Nureci, con un vasto deposito di batoliti. L’abitato del Comune di Guspini poggia: a sud sul piede granitico del monte Santa Margherita; a nord, su depositi marnosi dell’era secondaria; ad est ed ovest, sugli scisti minerari; a nord-est, sui basalti del cono vulcanico di Cùccuru Zèppara (167 m slm). Quest’ultima emergenza richiamò l’attenzione del grande geografo Alberto Della Marmora per la sua struttura a prismi basaltici verticali, emergenti da una base calcarea: le cime più alte si localizzano al centro del territorio sul versante ovest e sono rappresentate dal Monte Maiòri (724 m), Monte Pubusìni (720 ) e Monte Fonnesu (555); il resto delle alture del Comune di Guspini si distribuisce con una media collinare intorno ai 200 metri slm. La piana, che va degradando sino alle zone umide degli stagni di San Giovanni e Santa Maria a nord, con una media di 40 metri d’altitudine, è solcata a sud dal riu Terramaìstus, al centro dai torrenti di Montevecchio, Urràdili, Santa Sofia, Tròttu e da un’altra serie di corsi d’acqua che vanno ad ingrossare il riu Sitzerri, il quale, a nord, si affianca al Flumini Mannu, sfociando negli stagni di Santa Maria. Il vasto territorio del Comune di Guspini confina a sud con i territori comunali d’Arbus e Gonnosfanàdiga, ad esclusione dell’isola amministrativa di Gonnosfànadiga, posta a cuscinetto tra i territori d’Arbus e Guspini, ad ovest. Favorito dalla sua articolata morfologia, il territorio ha ospitato, sin dall'antichità, numerose specie faunistiche, alcune delle quali, come il cinghiale ed il cervo sardo, persistono ancora, nonostante il degrado ambientale cui è sottoposto il territorio del Comune di Guspini, specie nelle aree minerarie. Il cinghiale è localizzato, in particolar modo, all’interno dei valloni creati dalle cime più elevate, mentre il cervo sopravvive con un vasto areale in loc. Croccorìgas ed ultimamente si è insediato nell’area di Pubusinu, Struvòniga, già riserva del Giudice d’Arborea, e presso l’abitato nelle alture di Su Montiscèddu e Santa Margherita. Le altre specie più diffuse, oltre i migratori, sono quelle acquatiche: anatra, germano reale, avocetta, cavaliere d’Italia, cormorano, airone e il fenicottero rosa; esse trovano il loro habitat nelle zone umide del nord. Qualche specie lacustre si nasconde e nidifica anche nella zona umida d’Urràdili, prossima all’abitato, che nel 1934 fu oggetto di bonifica, assieme ad un’area in agro di Pabillonis.

 


Le origini: la preistoria
Gli aspetti morfologici ed ambientali del Comune di Guspini favorirono sin dal Neolitico anche l’insediamento umano. Le prime testimonianze storiche si localizzano, nei vari villaggi neolitici prossimi agli stagni, in particolare la stazione di Neàpolis ci riconduce ad un centro di “Cultura di Ozieri” del IV millennio a.C. A questo stesso periodo sono riconducibili le perdas fittas in località Prunas, Arruìnas, Perdas Longas e Santa Margherita. Le più significative ed ancora fruibili sono certamente i menhirs di Prunas e Perdas Longas. Il primo che si erge dal suolo per metri 1,65, ha una forma piramidale a base trapezoidale e le sue facce sono contrassegnate da numerosissime cupelle che ne hanno determinato l’appellativo di Dea Madre. I due esemplari di Perdas Longas, in coppia, dovrebbero rappresentare il binomio Dea Madre - Dio Toro: il primo, un menhir alto metri 2,60 che guarda ad est, evidenzia una netta sagoma femminile; il secondo, alto metri 1,80 e posto a metri 8,40 dal primo, attualmente inclinato, rappresenta, con una semplice ma efficace scultura plastica, il fallo. Diciamo pure che questi sono gli ultimi esempi di monoliti di un più vasto patrimonio che il territorio del Comune di Guspini possedeva. I villaggi neolitici e calcolitici attualmente conosciuti sono solo una parte limitata di quelli ancora censibili. Oltre al centro di Neàpolis si conoscono: un insediamento a nord-ovest dello stesso sito, sulle rive dello stagno di San Giovanni; altri in località Putzu Nièddu, Lana Perda, Corti Arena, Corti Arrùbia, Sa Zèppara, Sa Trìbuna, Is Trigas, Maureddi, Margianitta, Brùnku sa Grùtta, S’Aurecci, Arrùias, Sciria, Is Aràis, Sa Tella, Carong’è ponti, Murera, e Fìlixi. Il più vasto attualmente è quello in loc. Margianìtta. I siti di Sa Tella, S’Aurecci, Sa Trìbuna, Brunku sa Grutta e Brunk’è S’Orku, hanno restituito ceramiche calcolitiche della fase Monte Claro (2300-1800) a.C. A queste testimonianze si aggiungono i ripari sotto roccia di Brunku sa Grutta, Campu Frezzu, Nureci e Monte Santa Margherita. La grotticella funeraria o domu de jana di Brùnku Maddèus, scavata nella breccia vulcanica, è del tipo a forno con ingresso strombato, camera e celletta. Infine merita particolare attenzione il circolo megalitico Su Corrazzu de is Pillonis, presso il quale, nelle sponde del rio San Giovanni, è stato localizzato il villaggio neolitico riconducibile al VI millennio a.C, che ha restituito una serie di ceramiche impresse. Il circolo, del diametro di 19 metri, formato da numerosi ortostati alti in media un metro, è accostabile per certi versi ai circoli di Li Muri d’Arzachena, ma risulta decisamente più grande. 




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