Guasila

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Trexenta

CAP: 09040
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.8, Cagliari
Distretto sanitario Senorbì

Superficie territoriale 43,55 kmq
Altitudine 211 metri

Abitanti al:
1951:3173
1961:3458
1971:3099
1981:3158
1991:3063
2001:2968
2006:2888
2010:2794


Unione dei Comuni "Trexenta"
Gesico, Guamaggiore, Ortacesus, Pimentel, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli
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Il territorio
Il territorio del Comune di Guasila è racchiuso tra i sistemi collinari di Costa Rio Arai (m 282) e di Monte Corona (350), a nord-est, di Sioccu e Piano Lasina (321), a sud, di Punta Sebera (360) a sud-ovest.  La superficie territoriale del Comune di Guasila è pari a 43,55 kmq ed è confinante con Villanovafranca e Gesico a nord, Guamaggiore e Ortacesus a est, Pimentel, Samatzai e Serrenti a sud, Furtei, Segariu e Villamar a ovest. Ha una forma triangolare, con una presenza significativa di colline che si attestano, di media, sui 210 metri, intervallate da brevi pianure, a eccezione delle piane a est e sud-est, nelle località di Sa Mendula Marigosa, Cavanna, S’Acqua Mala, Piscinittu e Is Foradas (che continuano poi nella piana di Ortacesus, fino alle porte di Senorbì) e nella parte opposta, a ovest e nord-ovest, con l’altra piana, a partire da Santa Giusta e passando per Genna Su Pisanu, Antigaddi, Calavrigus, Bau Mara, dove si congiunge con i territori confinanti. Il suolo, che nella conformazione collinare perimetrale dei comuni limitrofi è di natura marnosa miocenica e scistoso-porfirica (in quelle superiori ai trecento metri), presenta banchi di calcare intervallati da aree arenacee o argillose e altre con prevalenza di scisti neri e grigio-scuri. In altre aree (Piano Lasina) sono presenti rocce di origine vulcanica, mentre le piane appena descritte sono formate da alluvioni recenti. Nell’insieme, l’agro del Comune di Guasila si presenta come un continuum tra la Trexenta e la confinante Marmilla, fino a confondersi con quest’ultima nella regione Bau Mara. Proprio questa regione è interessata dal corso del fiume Lanessi, che ne segna anche i confini a nord-ovest e a nord (con i comuni di Villamar, di Villanovafranca e di Gesico), unico fiume in un territorio che difetta di corsi d’acqua. Di questi si segnalano, ma di scarsa importanza, il Rio Arai, il Rio Sa Mela, Riu Frassu e Santuanni. Risale agli anni Cinquanta del secolo scorso, invece, la costruzione del canale del Flumendosa, che taglia trasversalmente tutto l’agro del Comune di Guasila, passando nella immediata periferia del centro abitato. Il territorio difetta pure di zone boschive, ridotte a piccole oasi di oliveti e di eucaliptus, di recente piantagione, contro una forte presenza di olivi, mandorli e fichi, messi a dimora nel passato. Nei pendii collinari e nelle zone incolte si osservano ancora cespugli della macchia mediterranea, in particolare: cisto, lentischio e saracchio.

 

Le origini
Numerose tracce di insediamenti prenuragici e nuragici confermano la presenza in loco di popolazioni da oltre quattromila anni. Con le domus de janas di Rio sa Mela (o Santuanni) e di Is Concas, di Gutture Turri, e le Tombe di giganti di Sa Màndara, sono numerosi i siti nuragici sparsi qua e là nel territorio del Comune di Guasila, alcuni dei quali di una certa importanza, come quelli di Barru, di Sioccu, Corrògas, Nuraddei, Scrocchiòi. Tombe e monete testimoniano, invece, della presenza di insediamenti punici (dal 535 a.C.) e romani (dal 238 a.C). Ma non mancano le testimonianze delle varie dominazioni susseguitesi nel corso dei secoli, da quella bizantina (dal 533 fino ai Giudicati), a quella aragonese (1324) quella spagnola (1479) e quella sabauda (1720). Le domus de janas di Rio sa Mela (o Santuanni), che nell’idioma locale sono ricordate come is gruttas, sono state oggetto di scavi all’inizio degli anni Ottanta. Di semplice fattura, queste grotticelle funerarie sono formate da un’unica piccola e tondeggiante cella o camera, a cui si accede attraverso un atrio ancora intatto. Le dimensioni e la presenza in esse di un unico scavo fanno pensare che dovessero ospitare un solo defunto. In uno dei pilastri presenti all’ingresso nella cella è osservabile una protome taurina. Più ampie, ma anche più danneggiate, le grotticelle di Is Concas. Non lontane da Rio sa Mela, in regione Sa Màndara, sono osservabili le Tombe di giganti, alquanto danneggiate (sono prive dell’emiciclo frontale), anch’esse fatte oggetto di scavi negli stessi anni. Distanti una ventina di metri l’una dall’altra, sono da mettersi in relazione con i nuraghi ormai distrutti di Sa Màndara e di Nurapedra. Tra i nuraghi, di cui sono stati contati oltre quaranta siti, quelli già citati di Barru, Sioccu, Corrògas, Nuraddei e Scrochiòi meriterebbero interventi per una loro riscoperta, perché non è improbabile che essi siano custodi di elementi architettonici e di arredo di grande importanza. Il nuraghe di Barru, localmente detto Su Nuncu de Barru, è situato lungo il confine tra i territori del Comune di Guasila e di Guamaggiore, tra i canaloni di Cora Antigaddi e di Pedra Graffida: un nuraghe complesso, costituito da una torre centrale collegata attraverso un cortile intermedio e corridoi a due altre torri. Nei suoi pressi si osservano cumuli di pietrame e resti basali di capanne riferibili a un piccolo villaggio nuragico. In loco sono stati rinvenuti frammenti di ceramiche di età preistorica. Non meno importante il nuraghe di Sioccu, Sa domu ’e s’Orcu, a sud dell’agro guasilese, a segnare il confine tra il Comune di Guasila, Ortacesus e Pimentel. Di questo si conserva la torre centrale, privata della cupola, e i numerosi massi sparsi attorno. Nella stessa regione era ubicato anche il villaggio omonimo scomparso. Non mancano, come si è detto, tracce del periodo punico e di quello romano. Del primo si hanno reperti vari come il piatto da pesce rinvenuto in località Sippiu, i frammenti di bacili fittili ornati a stampiglia, in località Funtà Baccus, un unguentario fittile di località incerta. Monete d’argento, unguentari fittili e lucerne, nonché tombe e insediamenti testimoniano della presenza romana nel territorio trexentese e, nella fattispecie, guasilese. In particolare, si segnala il rinvenimento di un sarcofago, in regione Sippiu, e di edifici romani in regione Is Bangius. Sono oltre trenta i siti che conservano traccia di insediamento romano. In località Su Accibi de Cort’e Melas furono rinvenute durante i lavori agricoli numerose tombe a cassone, coperte con embrici, resti di una importante necropoli romana. Del periodo bizantino rimangono tracce onomastiche in località Santa Suìa e Santa Nastasìa e, soprattutto, il rituale della Dormitio Virginis che viene riproposto ancora oggi in occasione della festa patronale di Santa Maria de Austu (15 agosto). Alcune tradizioni, a sfondo religioso, e molti vocaboli della variante linguistica locale rimandano invece al periodo spagnolo.



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