Guamaggiore

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Trexenta

CAP: 09040
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario Senorbì

Superficie territoriale 16,84 kmq
Altitudine 199 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1068
1961:1172
1971:1118
1981:1168
1991:1112
2001:1082
2006:1043
2010:1066


Unione dei Comuni "Trexenta"
Gesico, Guasila, Ortacesus, Pimentel, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli
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Il territorio
Il Comune di Guamaggiore è un centro in provincia di Cagliari, 45 km a nord del capoluogo, nella Trexenta. Il territorio del Comune di Guamaggiore si estende per 16,84 kmq ad un’altitudine media di 199 m slm; di forma rettangolare, si spinge verso nord per circa 8 chilometri, in un alternarsi di colline ed ampie vallate, culminanti a nord-est con il versante occidentale del Monte San Mauro, m 501, che determina in parte il confine con Gesico; a ovest e a nord-ovest scoscese alture delimitano il confine con Guasila; a sud, in corrispondenza del limite territoriale di Ortacesus, è presente qualche piccola ma fertile pianura, mentre a sud-est numerosi rilievi segnano il confine con Selegas. L’intero territorio del Comune di Guamaggiore è quasi del tutto privo di corsi d’acqua naturali, ma nel periodo delle piogge scorre torrentizio il Riu de Monti, mentre la parte meridionale è percorsa da un canale artificiale che viene alimentato dal fiume Flumendosa e dal lago MulargiaPur essendo una zona prevalentemente collinosa, le alture non superano i 500 metri d’altezza: fra le più eminenti citiamo il Monti Acutzu, Genna Sutzùias e Perdosu, quest’ultimo caratteristico per la suggestiva conformazione e perché un tempo ospitava una fortezza nuragica fra le più imponenti della Sardegna: sette torri racchiudevano un torrione centrale che dominava la pianura della Trexenta. Nella prima metà del Novecento nell’importante sito archeologico venne costruito un grosso deposito per l’approvvigionamento idrico dei centri vicini; del nuraghe, oggi, è rimasta solo qualche traccia.
La composizione geologica del territorio del Comune di Guamaggiore non si discosta molto dal resto della zona; infatti, si osservano principalmente terreni calcarei e marnoso argillosi.



Le origini
Gli insediamenti umani in questa regione hanno origini antichissime. Lo testimoniano i ruderi di numerosi nuraghi, circa 20, quasi tutti semisepolti, che sovrastano le cime più alte, quali Barru, Mindas, Tittiriu, Bruncu su Senzu, ecc. Il più importante è senza dubbio quello di Barru, a pianta quadrilobata, sito nella località omonima, in una posizione dominante e di notevole pregio paesaggistico e archeologico. Alla fine del 2006 sono stati avviati i lavori di scavo per la valorizzazione sia del nuraghe che del villaggio adiacente. è prevista la costruzione di una nuova strada d’accesso e di un centro servizi. Reperti archeologici di notevole valore culturale, rinvenuti spesso da scavi clandestini, testimoniano con molta chiarezza la frequentazione del territorio del Comune di Guamaggiore, oltre che in periodo nuragico, anche in epoca fenicio-punica e successivamente durante il dominio romano.

 

In fuga dalla peste
Nel Medioevo, il Comune di Guamaggiore, unitamente ad altri centri vicini, appartenne al giudicato di Cagliari e fu importante centro della curatoria della Trexenta; con l’avvento dei Pisani, 1257, per alcuni decenni passò sotto il loro diretto controllo, fino alla conquista catalano-aragonese, 1323. A quel periodo, risulta appartenere l’antica chiesa parrocchiale e poi cimiteriale di Santa Maria Maggiore, oggi distrutta. Di epoca successiva alla precedente, sita nell’omonima piazza, è la chiesa di San Pietro, sec. XV, a navata unica, con portale a sesto acuto e facciata piana sormontata da campanile a vela. Intorno alla metà del Seicento il centro fu colpito da una epidemia di peste e successivamente nel 1681 da un’altra ancor più terribile che decimò la popolazione. La veridicità degli avvenimenti trova conferma nel contenuto di alcuni manoscritti, in lingua catalana, presenti presso l’Archivio di Stato di Cagliari, dai quali si evince che in quell’anno nella Villa di Guamaggiore perirono 170 persone, circa il 40% dei suoi abitanti. I superstiti, per fuggire al morbo, abbandonarono l’antico sito per stabilirsi nell’attuale territorio e per voto edificarono una chiesa che dedicarono a San Sebastiano, a cui si erano invocati: essa funge, ora, da chiesa parrocchiale; ha pianta rettangolare con cappelle laterali e presbiterio racchiuso da balaustra marmorea al cui centro si erge un bell’altare, anch’esso in marmi policromi: alla sua sommità svetta la statua lignea del santo, opera attribuita allo scultore G.A. Lonis, e dietro ad esso un organo a canne del 1772, recentemente restaurato dal maestro Palmas di Segariu. Di più recente costruzione è la chiesa di Santa Maria Maddalena, 1756, edificata sulle rovine di un nuraghe alla sommità dell’omonimo colle e nel cui piazzale, anticamente, si svolgeva una piccola fiera. Durante l’estate, da qualche anno, funge da palcoscenico per importanti manifestazioni culturali, sportive e del tempo libero. Ha facciata piana, sormontata da un campanile a vela e preceduta da un porticato; al suo interno, semplice e a sezione unica, sono stati recentemente rinvenuti un pozzo nuragico di pregevole fattura e alcune tombe dello stesso periodo. 


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