Gonnosnò

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Marmilla

CAP: 09090
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Ales

Superficie territoriale 15,45 kmq
Altitudine 195 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1169
1961:1099
1971:960
1981:1063
1991:1006
2001:900
2006:840
2010:808


Unione dei Comuni "Alta Marmilla"
Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baradili, Baressa, Curcuris, Gonnoscodina, Mogorella, Morgongiori, Nureci, Pau, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Usellus, Villa S. Antonio, Villa Verde
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Il territorio
"Il costone della Giara odorante di mentastri e pratoline e il torrente che serpeggia cantando in fondo alla vallata; le vigne, le siepi di fichidindia le straducole di campagna affossate e petrose". Questo, il quadretto del Comune di Gonnosnò dato da don Attilio Vargiu ("DAV") nel libro Pilimeddu. In effetti l'Altipiano della Giara, espandimento lavico di basalto alivinico emerso nel tardo Pliocene, ed in particolare la conca Sa Corona Arrubia, caratterizzano in modo determinante il paese del Comune di Gonnosnò. Il suolo su cui sorge l’abitato, ai piedi del monte, è emerso nel Miocene ed è costituito da banchi di terziario marino e trachiti. La morfologia del territorio del Comune di Gonnosnò è collinare, con altimetria oscillante tra i 130 e i 500 m slm, e riflette la costituzione delle marne e delle arenarie, modellate dall’erosione normale. Il territorio comunale ha la forma di un piano inclinato concavo che da nord-est (Giara) degrada verso ovest-sud-ovest e sud. Le principali alture che lo caratterizzano sono Bruncu Suergiu (510 m), Narboni Mannu (453 m), Bruncu Prumbu (438 m), Bruncu Terra Messalis (316 m), Monti Maiori (293 m), Bruncu Uras (267 m), Bruncu S'Ittoria (237 m); vi è anche qualche torrente: Arriu de monti, Madai, Maiola, e diverse sorgenti: Spadua, Funtana truttiris, S'Ecca Narbonis, Perda Atzeni, Lotti, Santu Sarbadori. Il Comune di Gonnosnò confina a nord con Usellus e Albagiara, a est con Genoni e Sini, a sud con Baradili, Baressa e Sìmala, a ovest con Curcuris e Ales. Fa parte della regione geografica della Marmilla.


Il mistero di Bruncu Suergiu
Le prime tracce di vita rilevate nei confini del Comune di Gonnosnò risalirebbero al II millennio a.C.: i monumenti prenuragici presentano sovente tracce di epoche successive, che testimoniano la longevìtà di quegli abitati. Il più importante è il tempio a pozzo di Santu Sarbadori, ben conservato, forse parte integrante di una Tomba di giganti, connesso al culto dell'acqua, rito magico generante miracoli; ancora oggi, dopo la Pasqua, vi si celebra la Messa. Rispetto a monumenti simili rappresenta un'eccezione perché situato in pianura. A poca distanza vi sono i resti del villaggio omonimo con tracce sia nuragiche che romane. Un altro sito, con Tombe di giganti e necropoli romana, si trova in località Pranu Maiori, chiamato significativamente Lapideddas. Complesso il vasto insediamento di Bruncu Suergiu, al confine con Genoni e Sini. La posizione strategica ha comportato la vicinanza di siti di epoche diverse: un pozzo sacro in una grotta della conca Sa Corona Arrubia; un'officina di ossidiana accanto al nuraghe Mindeus, ove è tato rinvenuto un catillus di mola granaria; Tombe di giganti; una necropoli romana, con cocci di anfore e ceramiche. I nuraghi sono tutti monotorre: il più importante è il nuraghe Tramatza, forse unica fortezza con Su Truncu e Su Senzu; gli altri sono Nieddiu, Emmauru, Maiori, Marafiu, Terr'e Monti, Su Nuraxi. Altri abitati romani si trovano in Bruncu Uras e Monti Maiori.


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