Gonnesa

Comune in fase attivazione
Provincia di Carbonia - Iglesias
Regione storica di Iglesiente

CAP: 09010
Prefisso Telefono: 0781

Azienda n.7, Carbonia
Distretto sanitario Iglesias

Superficie territoriale 47,45 kmq
Altitudine 42 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:5571
1961:5366
1971:4887
1981:5202
1991:5458
2001:5173
2006:5190
2010:5161


Unione dei Comuni "Arcipelago del Sulcis"
Calasetta, Carloforte, Portoscuso, Sant’Antioco
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Il centro abitato del Comune di Gonnesa della recente provincia di Carbonia-Iglesias è situato nella parte sud-occidentale dell’isola, nel cuore del Sulcis Iglesiente: La sua altitudine sul livello del mare è di m 42. L’ultimo rilevamento ha registrato una popolazione residente di circa 5200 abitanti. L’estensione del territorio del Comune di Gonnesa è di 4745 ettari con conseguente densità di 109 abitanti/kmq. Il Comune di Gonnesa si adagia, in un territorio il cui aspetto è principalmente collinoso, ai piedi del monte San Giovanni (424 m) a nord-est e del monte Lisau a sud-est. Oltre a quello collinare, che rappresenta l’aspetto geografico predominante, sono degni di nota quei territori ad ovest del paese confinanti col mare, cosparsi di dune sabbiose al centro delle quali si presenta, quasi a contrastare l’azzurro delle coste col verdeggiare dei suoi canneti, una palude di circa 100 ettari denominata Sa Masa. La composizione geologica del suolo è caratterizzata soprattutto da scisti siluriani e relative intercalazioni porfiriche, con una stratigrafia che presenta vari tipi di rocce: laviche, effusive e tufi. Sono pure presenti, a sud del Comune di Gonnesa, terreni alluvionali, possibili falde freatiche e conformazioni marnoso-arenacee terziarie. Non è trascurabile, non solo per la caratteristica del suolo, come vedremo successivamente, il territorio trachitico del versante occidentale che ospita un imponente villaggio nuragico non lontano da innumerevoli domus de janas. Su tutto, comunque, per il suo valore economico oltre che geologico, quell’immenso bacino carbonifero di piante antiche fossilizzate ovvero di lignite che ancora oggi caratterizza il Comune di Gonnesa come la patria del combustibile fossile. Il territorio comunale confina con quelli di Portoscuso, di Carbonia e di Iglesias. Ad ovest è bagnato dal mare col suo golfo. Il territorio del Comune di Gonnesa comprende, oltre al capoluogo, la frazione di Nuraxi Figus, ultimo caposaldo dell’industria mineraria con la sua Carbosulcis. Circa 7 km la separano da Gonnesa. Gli abitanti, che superano le cinquecento unità, abitano un territorio la cui altitudine slm è di 115m. Altre località sono Norman, caratteristico villaggio minerario, Seruci, Monte Scorra e Monte Onixeddu. Questi ultimi tre, oramai disabitati, testimoniano l’industria mineraria che fu. Nessun fiume è presente nel territorio del Comune di Gonnesa. Unica eccezione un corso d’acqua determinato da piogge invernali e denominato rio Sibasca che si presenta in quella stagione in un letto ciottoloso e ampio a testimoniare la presenza, in un tempo non lontano, di un ruscello le cui acque scorrevano in ogni stagione costituendo anche una meta obbligata per le molte donne che con quelle acque limpide risolvevano il problema del bucato. Il clima del territorio gonnesino è tipico di quello sub-tropicale con temperature che offrono un minimo invernale non inferiore ai 5° ed uno estivo la cui media si presenta attorno ai 30-35°. Eventi meteorologici costanti sono i venti così come per la Sardegna tutta. Domina il maestrale da nord ovest. Frequenti il levante e lo scirocco.

La storia
Come in ciascun territorio e città la curiosità del visitatore cade spesso sulle testimonianze storico archeologico caratterizzanti il luogo. Ebbene, il Comune di Gonnesa è in grado di soddisfare questi appetiti culturali in quanto ospita svariati esempi di stanziamenti umani risalenti ai più remoti tempi. Si contano numerose le domus de janas presenti in regione Murru Moi, a rappresentare la civiltà prenuragica. Questi “sepolcri monumenti” ne sono infatti un simbolo. Se ne contano a decine e sono in totale abbandono. L’indifferenza e la mancanza di programmi da parte degli enti competenti, in un recente passato, ha reso agevole l’opera devastatrice di uomini profani che, ignorando storia e struttura architettonica di queste opere, con il loro irresponsabile trafugamento le hanno rese pressoché irrecuperabili. L’altipiano trachitico in prossimità di queste opere arcaiche è costellato da numerosi nuraghi, dieci complessivamente, alcuni dei quali con capanne attigue. L’attenzione dell’appassionato di archeologia, nel percorrere questo itinerario storico archeologico, si sofferma sull’insediamento centrale, fra tutti il più importante, detto Seruci, scoperto nel 1897. La struttura fu studiata dal Taramelli sedici anni più tardi. Questo nuraghe scruta maestoso la pianura attigua dalla quale affiorano solo oggi, dopo i primi interventi, le oltre cento capanne che componevano il villaggio nuragico forse più esteso in Sardegna. Lo stato di conservazione, pessimo sino a ieri, ha indotto i nostri giovani amministratori locali a profondere le proprie energie politiche ed economiche in risposta a questa esigenza culturale. Un sorprendente successo dei primi scavi archeologica ripaga giorno dopo giorno l’ impegno dei politici e degli studiosi. La professionalità degli esperti può cosi offrire oggi l’aspetto sconosciuto di questa città sepolta. Questi impegni potranno rendere, in un futuro prossimo, al Comune di Gonnesa e alla Sardegna tutta un bene di alto valore storico. Alcune Tombe di giganti sono state individuate non lontane dalla torre centrale. Il ritrovamento di vari utensili dell’epoca nel villaggio di Seruci e i resti di scorie di fusione di metalli inducono a pensare che già allora si estraessero e si trattassero i minerali. È certo che successive civiltà, quella punica prima e quella romana poi, sono state presenti in questi territori. Un insieme di resti di antiche terme romane in località Is Bangius confortano l’affermazione. In riferimento a quanto si è detto è doveroso far rilevare che numerose notizie sono a noi giunte grazie al compianto concittadino Antonio Serra che col suo libro Gonnesa tra cronaca e storia ha favorito l’interesse sopito da troppo tempo per la storia locale.

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