Girasole

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08040
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 12,98 kmq
Altitudine 10 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:336
1961:368
1971:528
1981:566
1991:810
2001:946
2006:1642
2011:1198


Unione dei Comuni "Nord Ogliastra"
Baunei, Lotzorai, Talana, Tortolì, Triei, Urzulei, Villagrande Strisaili
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Il Comune di Girasole, che al 1° gennaio 2011 contava 1198 abitanti, è situato nella provincia d’Ogliastra e fa parte della diocesi di Lanusei. Il paese, a 8 m slm, si distende lungo la statale 125 Orientale sarda e dista appena un chilometro dal litorale tirrenico. Il territorio del Comune di Girasole, che misura 12,98 kmq, si stende tra le ultime propaggini montane e la costa, occupa quindi un’area prevalentemente pianeggiante (non manca però qualche masso granitico) e molto fertile, destinata alla coltivazione e al pascolo. Di forma trapezoidale, il Comune di Girasole confina a nord con Lotzorai, a est col mare, a sud con Tortolì e a ovest con Villagrande Strisaili. Lo scalo portuale di Arbatax e l’aeroporto di Tortolì sono a breve distanza. A settentrione scorre il rio Girasole che nel tratto finale dà origine ad uno stagno e quindi ad una zona paludosa di notevole interesse perché habitat di specie animali anche pregiate come il germano reale e il fistione turco, una piccola anatra piuttosto rara in Sardegna. La vegetazione, tipicamente mediterranea, è costituita da cisti, erica, olivastri, piante aromatiche. Solo qualche piccolo rilievo interrompe l’uniformità della pianura costiera: lungo la sponda settentrionale dello stagno il Bruncu Maoro raggiunge i 419 m di altitudine; al confine con Lotzorai la quota è di 73 m nei pressi del nuraghe Santu Tomau; di 50 al castello detto erroneamente della Medusa, ma chiamato di Ogliastra negli antichi documenti. 


La storia
Le prime testimonianze della presenza umana nel territorio del Comune di Girasole sono date da altri tre nuraghi, oltre quello appena nominato: Perd’e Pizzoriga e Sconch’e Porcu, in vista l’uno dell’altro, e Cerinas, sulle rive dello stagno. La regione fu intensamente frequentata in periodo romano: gli studiosi identificano il paese con la stazione di Sulci, lungo la strada antica orientale, che l’Itinerario Antoniniano collocava a circa 52 km da Viniola presso Dorgali, e a circa 35 da Porticenses nella zona di Sàrrala, territorio di Tertenia. Ancora più antiche sembra che siano le prime strutture del castello: una commissione archeologica trovò nel 1966 le tracce di una costruzione monumentale punica del III o IV secolo a.C. e, ancora sotto, di una precedente fenicia o punico-arcaica. Tolomeo la indicherebbe quando parla dei Solcitani orientali. Le coordinate geografiche meglio documentate del medesimo geografo collocano il Portus Sulpicius in questa zona. Questo nome fa supporre che si siano svolti qui, nei pressi di un centro chiamato Sulci, i fatti accennati da Polibio (I, 24) e precisati da Zonara (VIII, 12). Il console C. Sulpicio Patercolo bloccò l’anno 258 a. C. l’ammiraglio cartaginese Annibale nel porto, lo sollecitò ad uscire con uno stratagemma e lo sconfisse poi in mare aperto. Annibale si chiuse con gli scampati nella città, dove i suoi soldati lo condannarono a morte e lo crocifissero, attribuendogli la responsabilità del disastro. Il console celebrò il 6 ottobre di quell’anno a Roma il trionfo «de Poenis et Sardis» decretatogli dal Senato (Fasti Triunfales Capitolini). Claudiano scrisse nel De Bello Gildonico che parte delle navi della flotta condotta da Stilicone in Africa nel 397, disperse da una tempesta, si rifugiarono in Olbia, altre in Sulcis ed altre a Cagliari. Doveva trattarsi di questo Sulci. Le più antiche testimonianze attestate da documenti e relative all’attuale nucleo abitato del Comune di Girasole risalgono al 1140, quando il donnicello Arzocco, zio del giudice di Cagliari, donò alla chiesa di Santa Maria di Lotzorai «Fundamentum kantu appu in Gelisoi [Girasole], et terras, et bingias, et serbus, et ancillas» (Solmi, Studi storici, 399). Nel 1316 Pisa lo inserisce nei registri dei tributi col nome di Gelosuli. Pisa riscuoteva i diritti doganali del porto e di pesca dello stagno, conteggiandoli con quelli di Girasole, come analogamente faceva a Cagliari, a Quirra, a Orosei ed Olbia. Segno che porto e stagno si trovavano nell'odierno territorio del Comune di Girasole e il paese era il centro amministrativo dell’Ogliastra. A questo proposito è interessante notare che il paese godeva di una certa floridezza economica fondata sull’agricoltura (grano, orzo, vino i prodotti più diffusi) e sull’allevamento del bestiame (bovini, ovini, caprini e maiali), ma non era inferiore il reddito che veniva dalla pesca, esercitata nello stagno e severamente regolamentata dal Comune di Pisa. Nel 1316 il Comune di Girasole pagava a Pisa più che qualsiasi altro paese ogliastrino di montagna, tranne Seulo, ed anche più di paesi di mare come Bari Sardo e Tertenia. 













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