Gairo

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08040
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 78,46 kmq
Altitudine 670 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2589
1961:2869
1971:2711
1981:2972
1991:1716
2001:1684
2006:1642
2010:1572


Unione dei Comuni "Valle del Pardu e dei Tacchi"
Cardedu, Jerzu, Osini, Perdasdefogu, Tertenia, Ulassai
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Il Comune di Gairo fa parte della provincia dell’Ogliastra e della diocesi di Lanusei. Il paese si trova a 650 m slm, affacciato sulla profonda vallata del rio Pardu; di fronte, sul versante opposto, si trova la frazione di Gairo Taquisara. La popolazione complessiva del Comune di Gairo era di 1572 abitanti al 1° gennaio 2010. Il territorio si estende per 78,46 kmq. Maurice Le Lannou scriveva che tra i territori dei comuni ogliastrini «è quello più curiosamente conformato, lungo una trentina di chilometri, quasi strangolato al centro, raggiunge al fine il mare con un fronte molto esteso». Ma in seguito, nel 1984, la parte che si affaccia sul mare si è staccata per formare il comune autonomo di Cardedu; al Comune di Gairo è rimasta in quella regione solo un’isola amministrativa che comprende il monte Ferru e le sue pendici. La parte rimanente del Comune di Gairo, la più interna, confina a nord con Arzana, a est con Arzana e Lanusei, a sud con Jerzu e Ulassai, a ovest con Osini, Ussassai e Seui. Arriva fino al corso dell’alto Flumendosa, alle falde del Gennargentu. Versa le sue acque nel Flumendosa e nel rio Flumineddu che ha le sorgenti qui; lo attraversa in lungo il rio Pardu che nasce a Baccu Nieddu e confluisce nel rio Pelau. Schistoso nelle parti più basse, ha le cime di nord-ovest coronate da una catena di tacchi dolomitici. Uno di questi è il torrione di Perdaliana (1293 m), ad est sono le cime di monte Armidda (1214), Perd’e Aira (1274), Tricoli (1211), Trunconi (1173) e Bimbois (1013). Nella parte staccata presso il mare si leva il granitico monte Ferru (875). 

La storia

Nel fondo valle di Scalarrana si apre a circa un metro dal suolo una domus de janas, con due stanze perfettamente conservate; altre tre, una con tre stanze, traforano un masso erratico staccatosi nella notte dei tempi dal monte Arista. Presso la costa, lungo la strada antica orientale, giacciono spezzati, distanti tra loro, tre betili, legati ad un culto stradale pagano che precede quello cristiano di Nostra Signora di Buoncammino, la cui chiesa si trova poco distante. Un tempio nuragico a pozzo, perfettamente conservato, si trova nella zona di Cuguddas, sopra una freschissima sorgente al centro di una conca culminante col monte Arista. Attorno vi era un villaggio nuragico, dotato di un’officina fusoria del bronzo; nei pressi si possono ammirare i nuraghi Sa Brocca, Museddu, Genn’e Masoni e Is Follas. Quest’ultimo, come pure quello di Perdu, in regione Perd’e Pera, conserva le strutture di un nuraghe complesso. Resti di nuraghi sono segnalati nella regione vicina al mare – Nurcu, Sa Perd’e s’Obiga, Cardedu, Trunconi, Musciu, Ulei – ed altri nella montagna: Cocco, Is Tostoinus, Scala Acussa, Coili. Imponente è il complesso nuragico di Serbissi, chiuso in cima alla montagna da mura ciclopiche, con una sottostante grandissima grotta carsica dotata di due entrate, una per versante della montagna. Fu utilizzato dai Romani, in un secondo tempo, come fortezza per controllare quel punto di passaggio tra l’interno montano e il mare. Il Della Marmora dice di aver visto un nuraghe sulla cima della PerdalianaNella chiesa costiera di Buoncammino fu scoperto un cippo confinario tra due popolazioni, indicate in forma abbreviata come Altic. e Rubrien. L’Anonimo Ravennate collocava in questi pressi la Custodia Rubriensis. Tracce di abitazioni romane si trovano a Su Casali, Baccili de Farranca, Linnargiu, Cardedu, Ulei










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