Furtei

Comune in fase attivazione
Provincia di Medio Campidano
Regione storica di Campidano

CAP: 09040
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario Sanluri

Superficie territoriale 26,12 kmq
Altitudine 90 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1728
1961:1846
1971:1788
1981:1823
1991:1793
2001:1722
2006:1666
2010:1690


Unione dei Comuni "Marmilla"
Barumini, Collinas, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sanluri, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villmar, Villanovaforru, Villanovafranca
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Il territorio
Il territorio del Comune di Furtei, situato tra l’alta Marmilla, la Trexenta ed il Campidano, confina a nord con il comune di Villamar, a est con Segariu e Guasila, a sud con Serrenti e Samassi, a ovest con Sanluri; è prevalentemente pianeggiante: una catena di rilievi collinosi calcarei, con altezza media di 250 metri, a est ne delimita i confini con i comuni di Segariu, Guasila e Serrenti. Tagliato dalla strada statale 197 che dal Medio Campidano conduce verso il Sarcidano e le Barbagie, il Comune di Furtei è lambito a sud dalla S.S. 131, la principale arteria della Sardegna. Da nord a sud scorre il fiume Mannu che ha origine nel territorio di Villanovatulo a circa 800 metri di quota: più che di un fiume ha le caratteristiche di un torrente, infatti la sua portata d’acqua aumenta con le piogge autunnali e invernali, mentre diminuisce notevolmente fino a diventare un rigagnolo nei mesi estivi. Lungo il suo corso, nelle vicinanze di Isili, in corrispondenza della gola naturale di Is Barrocus è stata realizzata l’omonima diga, lunga 171 metri e alta nel punto più elevato 37 metri e una capacità di invaso di circa 11.500.000 di mc d’acqua. Il fiume Mannu riceve sulla destra i torrenti provenienti dalla Giara di Gesturi e Tuili, mentre sulla sponda sinistra, in prossimità dell’abitato del Comune di Furtei, dopo un percorso di 28 km confluisce il rio Lanessi proveniente dall’abitato di Gesico. Nel fiume finiscono le acque di vari ruscelli del territorio comunale: sulla riva destra Riu Sassuni, Riu Geni, Riu Piscinaludu, sulla sinistra Riu Linus, Riu Scalas, Riu Mortu, Riu Piscinalongas e Riu Saperrima. Negli anni Sessanta, il corso del fiume ha subìto profonde trasformazioni: l’allargamento del letto e la costruzione degli argini e di un ponte con tre ampie arcate, in un tratto in cui la pendenza è minima, impediscono l’allagamento della parte bassa del centro abitato del Comune di Furtei in occasione delle piene. Tra il monte Santu Miali e Saperrima nel 1962 è stata costruita una diga in pietrame sciolto alta 36 metri con una portata di 1.600.000 mc d’acqua, che riceve l’acqua dal lago Mulargia attraverso un canale artificiale. Attraverso una galleria ed una condotta forzata con un dislivello di 90 metri le sue acque alimentano una centrale idroelettrica, e finiscono poi a valle in un invaso, “Casa fiume”, il cui muro di sbarramento ha interrotto il corso del fiume Mannu. Da quest’invaso si diramano canali a cielo aperto che distribuiscono l’acqua al Basso Campidano. Negli ultimi quindici anni sono state realizzate due condotte che partono dalla diga di Santu Miali e servono ad irrigare le piane del Comune di Furtei, Segariu, Villamar, Lunamatrona, Sanluri, Sardara, San Gavino, Samassi, Serramanna, Serrenti, Nuraminis.

Le risorse del sottosuolo
Nel territorio del Comune di Furtei sono presenti i ruderi di cinque nuraghi in località Sassuni, Sa Serra Manna, Santu Brai, Nuncu Su Sensu, Commissariu. Particolarmente interessante la collinetta di Santu Brai, (134 metri slm) a sud-est del centro abitato del Comune di Furtei, dove sono visibili i resti di un insediamento nuragico monotorre, trasformato poi dai Punici e successivamente dai Romani; sulla sommità è ancora presente e visibile, scavata sulla roccia, una vaschetta con canaletta per la fusione dei metalli (sono stati trovati resti di fusione di rame, piombo e ferro), minerali presenti nelle colline attorno a Santu Miali dove recentemente è iniziata un’attività mineraria aurifera. La presenza dei metalli ne aveva fatto una meta per le antiche civiltà (Fenici, Punici, Etruschi ecc.); proprio alle pendici della collina, in seguito ad indagini archeologiche, sono stati trovati resti di vasellame locale, punico, greco, etrusco (bucchero) attualmente conservati nel museo di Sardara. In località Is Bangius, a nord rispetto all’abitato del Comune di Furtei, lungo la statale per Villamar, in seguito ai lavori di posa di una condotta irrigua sono stati rinvenuti muri in laterizi, marmi, intonaci dipinti, pavimenti mosaicati, testimonianza di un insediamento risalente al periodo imperiale, esteso su una superficie di 11 ettari, comprendente il piccolo nuraghe monotorre di Sassuni, un villaggio dell’Età del bronzo, sopravvissuto nell’età punica, romana e medioevale. In prossimità del paese i Romani costruirono sul fiume un ponte in laterizi Ponti ecciu con circa venti arcate, delle quali solo una è sopravvissuta ed è ancora visibile. Dom’e s’Abis, a est del paese, è un’altra località, su una collina ricca di minerali ed argilla, in cui sono state rinvenute tracce di fusione di rame e piombo di età arcaica; la vicina zona denominata S’Allumiu, dove si estraeva l’allume, fu frequentata durante l’Età del Bronzo, l’Età arcaica e in quella punica e romana.

La battaglia de “S’Occidrosciu”
Durante il periodo giudicale il Comune di Furtei apparteneva alla curatoria di Nuraminis. Il 30 giugno del 1409 fu combattuta la battaglia di Sanluri tra Sardi Arborensi ed Aragonesi: il cruento scontro iniziò nelle campagne di Sanluri in località Bruncu sa batalla e finì nelle campagne del Comune di Furtei in prossimità del fiume Mannu nella zona chiamata S’Occidrosciu o “luogo di sterminio”, dove furono sterminati 5000 sardi, incapaci di opporsi ai Catalano-Aragonesi che potevano disporre di armi da fuoco. L’11 novembre del 1414 il procuratore reale del Regno di Sardegna, in virtù delle facoltà dategli dal sovrano di Spagna, concesse la villa di Furtei a Michele Sanjust e ai suoi eredi e successori. La concessione fu fatta per ricompensare la famiglia, originaria della Catalogna, per i servigi militari resi alla corona d’Aragona in occasione delle spedizioni per sottomettere l’isola.


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