Escolca

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Sarcidano

CAP: 08030
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.8, Cagliari
Distretto sanitario Isili

Superficie territoriale 14,72 kmq
Altitudine 416 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:929
1961:983
1971:876
1981:805
1991:759
2001:692
2006:646
2010:622


Comunità Montana "Sarcidano - Barbagia di Seulo"
Esterzili, Genoni, Gergei, Isili, Mandas, Nuragus, Nurallao, Nurri, Orroli, Sadali, Serri, Seulo, Villanova Tulo
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Piccolo e grazioso centro del Sarcidano, il Comune di Escolca si estende in un’ampia vallata che, scendendo dolcemente dalla rocciosa giara di Serri, che la sovrasta imponente, si ricongiunge alle terre della Trexenta e, oltre, della Marmilla. Tutto intorno al paese, in un terreno ricco di rocce sedimentarie che racchiudono fossili marini, si estendono, adagiati lungo il pendio, vigneti e uliveti secolari. A nord, un’ampia distesa di roverelle e lecci, che svettano nella macchia mediterranea ricca di cisto, lentisco e olivastro, nasconde i resti di alcuni nuraghi e, nella località chiamata Bara, di un antico vulcano spento. Con una estensione territoriale di 1472 ettari, e un’altimetria che varia tra i 320 e i 600 metri sul livello del mare, il Comune di Escolca – che confina con i Comuni di Gergei, Mandas e Serri – è compresa dal 2005 nella provincia di Cagliari ; fino ad allora, è stata parte della provincia di Nuoro. Al territorio del Comune di Escolca appartengono inoltre circa 85 ettari di bosco, denominato Padenti, in agro di Villanovatulo; e, lungo la strada provinciale che collega Mandas a Villanovafranca, la frazione agricola di San Simone o Nuraxi, di 450 ettari. Le terre di San Simone conservano al proprio interno un antico villaggio abbandonato, le cui origini si perdono nel tempo, rimandando solo ad una leggenda che racconta di pestilenze e di Mori, di abbandono e riappropriazione del territorio. Le piccole case del villaggio (lollas) si popolano ogni anno, cinquanta giorni dopo Pasqua, in occasione della festa del santo che dà il nome alla località. 

La storia
La frequentazione nuragica del territorio del Comune di Escolca è attestata dalla presenza a nord del paese, lungo il pendio della giara, del nuraghe Mogurus, ad unica torre e in blocchi di basalto locale, le cui strutture residue emergono per circa 2,50 m dal terreno circostante. Altri nuraghi, Linus, Nuraxi Accas e Su Idìli, sono andati distrutti. Nel territorio di San Simone, la chiesa del villaggio sorge sopra i resti di un nuraghe, secondo la tendenza diffusa durante il primo Cristianesimo di sovrapporre il nuovo culto a forme di culto precedenti. Si individuano inoltre nella zona i resti dei nuraghe Pei su Boi e del nuraghe Mannu, che si suppone di tipo complesso. A sud del villaggio di San Simone, fino agli anni Settanta, sorgeva una Tomba di giganti di circa dieci metri di lunghezza, andata distrutta. La continuità della frequentazione del territorio del Comune di Escolca dopo il nuragico è storicamente attestata dal ritrovamento di materiale di vario genere risalente all’età romana. Nel Medioevo, Escolca appartenne alla Curatoria di Siurgus, o Seurgus, nel giudicato di Càlari. A partire dal 1258, fece parte del Regno d’Arborea fino al 1295, quando il sovrano d’Arborea Mariano II lasciò il territorio che comprendeva anche la villa di Escolca alla Repubblica comunale di Pisa. Sotto il dominio catalano-aragonese, nel 1324 il paese divenne – assieme a Mandas e Nurri – parte del feudo di Francesco Carroz. Dopo alterne vicende, che videro la villa di Escolca passare nelle mani di Raimondo Desvall prima e di Ferrer De Mantresa dopo, in seguito al Parlamento del 1355 passò nuovamente nelle mani della famiglia Carroz, unitamente a Mandas e Nurri. Al termine della seconda guerra tra il Regno d’Arborea e il Regno catalano-aragonese di Sardegna, tornò brevemente in possesso del Regno di Arborea, per rientrare tra i domini del Regno di Sardegna, nel feudo di Mandas sotto i Carroz, dopo la battaglia di Sanluri. Ai Carroz seguirono i Maza de Liçana e poi i Ladron, dal 1546. Il Comune di Escolca fu riscattato, con l’abolizione dei feudi, nel marzo del 1843.




 
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