Erula

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Anglona

CAP: 07030
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Sassari

Superficie territoriale 40,24 kmq
Altitudine 457 metri s.l.m.

Abitanti al:
1991:787
2001:807
2006:795
2010:769


Unione dei Comuni "Anglona e bassa valle del Coghinas"
Chiaramonti, Laerru, Martis, Perfugas, S. Maria Coghinas, Tergu, Valledoria, Viddalba
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Il Comune di Erula è situato su un vasto altipiano collinare, che raggiunge la sua massima altezza con la cima di Su Castedduzzu, a quota 701 metri, sul monte detto La Sarra. Qui, nella parte più orientale che si protende verso la Gallura e il fiume Coghinas, svetta la Turrina Manna. Al centro spicca Su Ballarianu e nel versante occidentale, che degrada verso la pianura di Ozieri, il monte Su SassuLa struttura collinare crea numerose alture che sprofondano anche in grandi fratture, dove scorrono a regime di torrente il Rio Tortu, il Rio Cannalza e il Rio Chirralza o Filigheddos, i quali sfociano nella pianura d’Anglona e raggiungono il Rio Altana e l’Anzos. La formazione geologica del territorio del Comune di Erula è di natura vulcanica, tanto da essere definita “L’Alvernia Sarda”, con presenza di trachiti terziarie. Non mancano scisti e rocce metamorfiche del Paleozoico e sedimentarie marine del Giurassico, mentre alle pendici occidentali del monte Limbara è presente il granito. Sono numerose le tipologie di minerali, tra cui la rara tormalina, gli ossidi psilomelano, la più comune muscovite o wolframite e il quarzo. La vegetazione, particolarmente rigogliosa, è quella tipica del bacino mediterraneo, costituita in prevalenza da Lecci, Querce, Lentischi, Corbezzoli e Cisti. La fauna del Comune di Erula è costituita da molte specie di animali: Cinghiali, Volpi, Martore, Lepri e molte specie di volatili. Il Comune di Erula confina geograficamente con quello di Perfugas a nord, di Tempio Pausania a est, di Tula e di Ozieri a sud e di Chiaramonti a ovest.

La storia
Il territorio del Comune di Erula è sicuramente di frequentazione antichissima. Si hanno testimonianze umane fin dal Neolitico, ma non vi sono dati certi, come invece per il Rio Altana di Perfugas, sulla presenza di industria paleolitica. Sono opera della “Cultura di San Michele” di Ozieri le due domus de janas presenti nelle vicinanze del paese, una in località Bulguni e l’altra nei pressi della strada provinciale Erula-Chiaramonti, a Fustilalza. Nel primo caso si tratta di un ipogeo mono-cella, ubicato su una parete rocciosa. L’altipiano boscoso e ricco di acque costituì un habitat particolarmente favorevole per l’insediamento delle popolazioni nuragiche, come dimostrano i resti del nuraghe Erula, eretto in cima ad un’altura nel centro del paese. Da ricordare è anche il nuraghe Pubattu, situato presso l’omonima borgata all’uscita del Comune di Erula, in direzione Chiaramonti, che costituiva il confine comunale con Perfugas. Di particolare importanza è il Nuragheddu, in località Basile, il quale per oscure ragioni non fu portato a temine. Intorno al nuraghe sono rimasti sparsi numerosi macigni. Il sito potrebbe risultare di notevole interesse per lo studio dell’architettura nuragica. Tra i più citati nella letteratura specializzata è lo Spiene. Il nuraghe è posto su un alto costone roccioso ed noto per l’importante ritrovamento, fatto nel 1925 dall’archeologo Antonio Taramelli, di una navicella votiva con protome cervina. Il reperto, tra i più grandi nel suo genere, è anche uno dei più belli ritrovati in Sardegna per eleganza e pregio di fattura. Attualmente è conservato nel Museo nazionale archeologico di Cagliari. Il nuraghe Sotgiu è a pianta complessa, ovvero con più camere. Il sito è di particolare interesse perchè in passato vi furono rinvenuti numerosi cocci di anfore e vasellame e alcune monete di Augusto, Adriano e Pertinace. Vicino al nuraghe vi è un sepolcro di probabile età romana o medioevale. Tra gli altri nuraghi si citano il Nuragheddu (Erula) e il Sa Toa o Poligosu, in località Tettile. Nel centro urbano, negli anni Novanta, fu fortuitamente scoperto un pugnale votivo ad elsa gemmata, ora conservato nel Museo Archeologico e Paleobotanico di Perfugas. 






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