Dualchi

Comune in fase attivazione
Provincia di Nuoro
Regione storica di Marghine

CAP: 08010
Prefisso Telefono: 0785

Azienda n.3, Nuoro
Distretto sanitario Macomer

Superficie territoriale 23,44 kmq
Altitudine 321 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:954
1961:919
1971:753
1981:830
1991:817
2001:764
2005:764
2010:684



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Situato in provincia di Nuoro, a ovest del capoluogo, il Comune di Dualchi è posto a 321 m sul livello del mare; il suo territorio misura 23,44 kmq, la popolazione assomma a 764 unità, si ha pertanto una densità di 32,5 abitanti per kmq. La parrocchia, dedicata a San Leonardo Confessore, fa parte della diocesi di Alghero-Bosa.

Il territorio
Il territorio del Comune di Dualchi, di forma grosso modo arrotondata, confina a nord con quelli di Bortigali e Silanus, a est ancora con Silanus e con Noragugume, a sud con Sedilo e Aidomaggiore e a ovest con Borore e Birori. Occupa la parte orientale dell’Altipiano di Abbasanta, o del Marghine, nel punto in cui comincia a digradare verso la vallata del Tirso. Si tratta di un pianoro piuttosto arido, interrotto da pochi e modesti rilievi, la cui natura basaltica è comune a una vasta area circostante al monte Ferru, posto a occidente; la parte a oriente è caratterizzata invece da depositi lacustri marnosi e tufacei. Modesti i corsi d’acqua, che scorrono da occidente a oriente e fanno parte del bacino del Tirso: i maggiori sono il Murtatzolu, che scorre a nord del centro abitato, e il Piritzolu, che ha origine a breve distanza.

Il passato
Il territorio del Comune di Dualchi è ricco di testimonianze archeologiche che attestano la presenza umana già in epoca prenuragica. Ancora più ricca la documentazione del successivo periodo nuragico: tra le numerose costruzioni del periodo il nuraghe Ponte, del tipo monotorre, in basalto, situato tra l’abitato del Comune di Dualchi e la valle del Murtatzolu. Oggi sfiora l’altezza di 12 m, ma in passato era ancora più alto. L’ingresso, sollevato di 1 m sul piano di campagna, è sormontato da un architrave di grandi dimensioni; sul  corridoio si aprono la scala intramuraria e una nicchia. Ha una camera a tholos alta più di 8 metri perfettamente conservata; dalla scala interna elicoidale, anch’essa in buone condizioni, si giunge al secondo piano dove si trovano significativi resti della seconda camera. Notevoli anche il nuraghe Biriola, posto sull’altipiano in direzione di Sedilo, del tipo polilobato a pianta complessa con gallerie sotterranee, che per queste sue caratteristiche andrebbe studiato a fondo e scavato; e quello denominato Uana, in una zona boscosa tra il Comune di Dualchi e Borore, dalla struttura parimenti complessa. La presenza dei Romani, già suggerita da ritrovamenti di monete e frammenti di ceramica, è stata confermata di recente dalla scoperta, a sud dell’abitato, di un gruppo di tombe risalenti ai primi secoli dopo Cristo. Nel Medioevo Dualchi faceva parte del giudicato di Torres ed era compreso nella curatoria del Marghine. Dopo l’estinzione della famiglia dei giudici di Torres, fu conteso tra i Doria e gli Arborea fino a quando questi ultimi, ottenuta la vittoria, lo inserirono nel loro giudicato. Dopo la conquista aragonese fu concesso in feudo agli Aragall; nei secoli successivi fu appannaggio di diverse famiglie di feudatari. Al tardo periodo medioevale risale il primo impianto della chiesa parrocchiale, che è dedicata a San Leonardo Confessore. Situata nella parte meridionale dell’abitato, è stata in seguito più volte rimaneggiata ma ha conservato la semplicità tipica delle chiese campestri, con impianto a una navata, copertura in legno e facciata del tipo a capanna. In seguito sono sorte chiese minori dedicate alla Vertgine d’Itria, a Santa Croce, a San Sebastiano e a Sant’Antonio Abate. Al Quattrocento risale la chiesa campestre di San Pietro, che sorge a nord del paese, presso la vallata del Murtatzolu lungo la strada per Silanus. Anch’essa successivamente rimaneggiata, ha un impianto ad una sola navata e la copertura in legno; all’interno conserva una statua lignea del santo del secolo XVII; la facciata è arricchita da un pregevole rosone traforato e si affaccia su un’ampia corte circondata dalle cumbessìas, i rustici alloggi predisposti per i novenanti. Nel 1839, quando era sotto il controllo della famiglia feudale dei Tellez-Giron d’Alcantara, il paese fu finalmente riscattato. Nel 1821 fu incluso nella provincia di Nuoro; nel 1848, quando le province furono abolite, fu compreso nella divisione amministrativa di Nuoro, e così rimase fino al 1859. Della prima metà dell’Ottocento è la testimonianza di Vittorio Angius, che descrive il Comune di Dualchi come un modesto villaggio di 180 famiglie, ossia circa 700 abitanti. Attività degli uomini le modeste forme di pastorizia e di agricoltura consentite dall’aridità del territorio; scarse le botteghe artigiane, ma le donne si dedicavano nelle loro case alla tessitura del lino e producevano «belle coperte da letto figurate a loro capriccio». Una volte ricostituite le province, il Comune di Dualchi fu incluso in quella di Sassari per passare poi, nel 1927, in quella di Nuoro di cui fa parte ancora oggi. Nel 1927 aveva perduto la propria autonomia per diventare frazione di Borore; ma l’ha poi riconquistata nel 1939. Come tutti i villaggi sardi delle zone interne, il Comune di Dualchi ha registrato un calo di popolazione con la crisi delle attività tradizionali dell’ultimo dopoguerra, e i conseguenti flussi migratori. Una certa ripresa si è registrata tra gli anni Settanta e gli Ottanta, grazie all’avvio delle attività industriali a Ottana; queste sono poi entrate in crisi e anche i numeri della demografia locale sono tornati al segno negativo. 



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