Decimoputzu

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Parte Ippis

CAP: 09010
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.8, Cagliari
Distretto sanitario Cagliari 20

Superficie territoriale 48,81 kmq
Altitudine 17 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2494
1961:3014
1971:3352
1981:3803
1991:4113
2001:4024
2005:4065
2012:4402


Unione dei Comuni "I Nuraghi di Monte Idda e Fanaris"
Siliqua, Vallermosa, Villaspeciosa
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Il territorio del Comune di Decimoputzu è in prevalenza pianeggiante, di natura alluvionale, estremamente fertile ed adatto alla coltivazione in pieno campo e in serra. Scarsi i rilievi, come monte Idda, Punta Fanari e S'Ega sa Femina, intorno ai 200 metri d'altitudine. Il Comune di Decimoputzu presenta sorgenti d'acqua ferruginosa (Sa mizza de Su Ferru). Confina con i territori di Villa Speciosa e Decimomannu. Fiumi principali del Comune di Decimoputzu sono il Flumini Mannu, il Fanari o riu Nou e il Matta, tutti a carattere torrentizio.

Le origini
Notevole dal punto di vista storico e archeologico è la serie di ritrovamenti effettuati nel territorio e nel centro abitato del Comune di Decimoputzu. La piccola statua di alabastro della Dea Madre, rinvenuta in questo comune intorno al 1960 in località Su Congiau de Marcu, ha fatto risalire al tardo Neolitico (al periodo della cultura denominata Bonuighinu) i primi insediamenti umani accertati nel circondario del Comune di Decimoputzu. È del 1987, in connessione con i lavori di sbancamento per la palestra comunale, il ritrovamento in località Sant’Iroxi (San Giorgio) di una tomba ipogeica bicamera con circa duecento inumati risalente alla cultura di Ozieri (1700 a.C.). Per l’imponente corredo di armi e oggetti vari in rame arsenicato la domus de janas è stata denominata Tomba dei guerrieri. Diverse le tracce del periodo nuragico. La più importante è sicuramente il deposito di bronzi scoperto nel 1914 sul monte Idda, al confine con i territori di Siliqua e di Villa Speciosa. Le armi qui rinvenute (asce, spade, pugnali, tendiarco, ecc.) dimostrerebbero sicuri collegamenti stilistici con civiltà sorte nel bacino orientale del Mediterraneo, in particolare quella micenea e la egiziana. Attigua al deposito di bronzi è stata inoltre rinvenuta una grande quantità di ceneri e materiale di fusione, fatto che proverebbe l'esistenza di una fucina, appartenuta a guerrieri punici o protosardi. Intorno al 1850 fu, infatti, rinvenuto in pieno centro abitato un piccolo idolo, forse un guerriero punico. Mentre sulla vetta del monte Idda è ancora possibile scorgere i resti di un nuraghe monotorre di piccole dimensioni e resti di capanne nuragiche, nessuna traccia esiste più di un nuraghe che, anche secondo la toponomastica cittadina, doveva sorgere nel centro abitato del Comune di Decimoputzu, nella località detta appunto Su Nuraxi, e che pare sia stato distrutto nel periodo recente per edificare un ponte. Il più importante ritrovamento del periodo punico è rappresentato da un vaso di monete rinvenuto in località Seini.

Il Medioevo
Un lungo oblio sembra colpire il Comune di Decimoputzu tra la conquista romana ed il Medioevo. Pochi i reperti del periodo: alcune iscrizioni funerarie, una delle quali relativa ad un membro della famiglia senatoria dei Peducei, citata da Cicerone, una lapide appartenuta ad un edificio giudiziario, un sarcofago in arenaria del periodo bizantino, una moneta d'oro dell'imperatore Foca (602 d.C.), svariate monete del periodo imperiale, purtroppo andate perdute. Di questo stesso periodo è la costruzione della chiesa bizantina di Santa Sofia, pochi chilometri fuori dal centro abitato del Comune di Decimoputzu. Le tenebre dell'oblio finiscono agli inizi di questo millennio con una conferma della donazione relativa alla chiesa di San Giorgio di Decimo fatta dai giudici cagliaritani all'ordine di San Vittore di Marsiglia nel 1089. A questi monaci ed ai Basiliani va il merito di avere più volte restaurato e tramandato ai posteri la chiesa di San Giorgio, ubicata alle spalle della chiesa parrocchiale di San Pietro, oggi intitolata alla Madonna delle Grazie, quella di San Basilio, a 3 chilometri dal paese, e quella di Santa Sofia, qui chiamata Santa Assuina, a 4 chilometri dal centro abitato del Comune di Decimoputzu. Diversi centri abitati sorgevano nel periodo medioevale intorno a Decimoputzu. Pestilenze, guerre e saccheggi determinarono però la scomparsa di borgate come Achenza, Iglesias de Sturpone, Izzu, Ispidu e Palma. Unico superstite, appunto, il Comune di Decimoputzu, che sempre in quegli anni tormentati assistette alle lotte cruente tra Pisani e Arborea prima, e tra questa e l’Aragona poi. Nel periodo aragonese la cittadina entra a far parte della curatoria di Gippi. Diversi i nomi con i quali viene citata nei documenti del periodo: Decimo Pupusi, Decimy Pupuxi, Decimo Picciu, dalla cui errata trascrizione sarebbe derivato l'attuale nome.

 

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