Curcùris

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Parte Montis

CAP: 09090
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario

Superficie territoriale 8,08 kmq
Altitudine 159 metri

Abitanti al:
1981:377
1991:325
2001:317
2005:320
2011:314


Unione dei Comuni "Alta Marmilla"
Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baradili, Baressa, Gonnoscodina, Gonnosnò, Mogorella, Morgongiori, Nureci, Pau, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Usellus, Villa S. Antonio, Villa Verde
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Il Comune di Curcuris è adagiato a 40 m sul mare fra due serie di alte colline, brulle da secoli quelle a sinistra, ammantate da un giovane bosco di querce quelle a destra e delimitate, da oriente ad occidente, dal modesto corso d'acqua Riu sa Murta, che raccoglie le acque dalle valli pedemontane, e da un tratto del versante occidentale dell'Arci, dominato dall'imponente muraglia basaltica di Conca Margini. Il territorio del Comune di Curcuris si estende per 808 ettari, in prevalenza collinare, e, nella località Corongiu, al confine col territorio di Sìmala, raggiunge l'altezza di 438 metri. Nel pendio delle colline, a piccole gole, e soprattutto nella vallata del torrente che attraversa il paese, il terreno era, un tempo, intensamente coltivato e con buoni risultati, oggi non più, causa l'inquinamento delle acque. Il piccolo villaggio è nettamente diviso in due settori: al centro un grappolo di antiche casette, senza colore, che ostentano ancora al visitatore portoni e loggiati più o meno vistosi, dove non mancano strutture in mattoni crudi pazientemente intonacate con argilla locale di colore giallognolo, più raramente con calce ad indicare una maggiore agiatezza. Qui le vie sono strette, intessute a ragnatela, quasi a far corona alla modesta chiesetta che s'affaccia su una vasta piazza detta Muristeni, a ricordare certamente la primitiva struttura religiosa che diede origine al paesetto, posto in leggero pendio, e allora attraversato da un ruscello che nel periodo di piena creava seri fastidi agli abitanti, ma era anche campo di giochi per i ragazzi. In questo piazzale avanza ancora, addossata ad una casa, una struttura quadrata con due rudimentali archi a tutto sesto, in pietra sbozzata; attualmente l'arco rivolto a nord-ovest è stato accecato, forse per rendere l'ambiente più accogliente all'immancabile gruppo di vecchietti che vi si raduna mattina e sera a parlare nostalgicamente dei tempi passati e tagliare occasionalmente i panni addosso ai rari passanti. Questa parte del paese ostenta ancora qualche albero di fico, qualche pergolato che fa corona agli archi dei loggiati; mentre qualche pianta di sambuco sporge qua e là dai muretti di cinta in pietra senza malta, a ricordare una dignitosa povertà dei tempi in cui si aveva fiducia nelle erbe e nelle piante per guarire i molti mali che affliggevano non solo la povera gente, ma spesso anche i ricchi.


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