Collinas

Comune in fase attivazione
Provincia di Medio Campidano
Regione storica di Marmilla

CAP: 09020
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.6, Sanluri
Distretto sanitario

Superficie territoriale 20,79 kmq
Altitudine 249 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1206
1961:1213
1971:1129
1981:1148
1991:1076
2001:1014
2005:954
2011:897


Unione dei Comuni "Marmilla"
Barumini, Furtei, Genuri, Gesturi, Las Plassas, Lunamatrona, Pauli Arbarei, Sanluri, Segariu, Setzu, Siddi, Tuili, Turri, Ussaramanna, Villmar, Villanovaforru, Villanovafranca
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Il Comune di Collinas è adagiato su una splendida vallata nascosta da una cinta di alture che la proteggono dai venti del Sarcidano e della Giara. L'antico nome del paese era Forru, perché proprio in un forno pareva collocato: per giungervi, infatti, bisogna scavalcare le creste che lo circondano. Poi, forse a causa d'una grave pestilenza, una parte degli abitanti del Comune di Collinas si trasferì in una valle poco distante, dove sorse Villanovaforru. Nel centro originario rimasero poche case ed un'economia da sussistenza. Per evitare confusioni tra i due paesi, si decise di ribattezzare Forru in Collinas, che significa “colline”, traduzione italiana dei piccolissimi monti nel cuore dei quali è incastonato questo villaggio. Ma Collinas potrebbe avere la sua derivazione etimologica anche da codinas, “pietre”, “paese di pietre”. Il villaggio ha legato la sua storia e la sua economia proprio a questo inseguirsi di valli e colline: gli abitanti trovano infatti nell'agricoltura e nelle vigne la fonte maggiore di guadagno. Poco il bestiame: 2400 pecore, 300 maiali, 40 capi vaccini e 2 soli equini. Gli ovili sono tutti qui: il resto del territorio del Comune di Collinas è coltivato a grano, cereali e soprattutto vigne. L'uva, che produce un vino bianco buonissimo, dolce leggero e frizzantino, è versata quasi per intero alle cantine sociali di Mogoro, Marrubiu e Villacidro. Per il resto il paese non ha sbocchi occupazionali. Su poco meno di mille abitanti, 290 sono pensionati e 110 disoccupati. In questi ultimi anni, complici le opere pubbliche e i contributi regionali, gli uomini hanno trovato lavoro nel settore edilizio: muratori, piastrellisti, manovali, carpentieri di Collinas prestano la loro opera in tutta la Marmilla, e molti si sono costituiti in cooperativa o hanno formato piccole imprese edili. Ma la crisi c'è. Ora si vive di pensioni, soprattutto, di sussidi di disoccupazione, un po' d'agricoltura e d'artigianato. E dagli stipendi di questi muratori che girano in lungo e in largo la Marmilla alla ricerca di case da costruire e di scuole da ristrutturare. Che i soldi manchino lo si vede chiaramente. Non c'è commercio, poche nuove abitazioni: il boom è finito. In paese esistono pochi esercizi commerciali, per l’acquisto di molti generi bisogna raggiungere i centri maggiori del circondario. Ma non sono negozi che danno ricchezza: i proprietari esercitano, generalmente, il commercio come secondo lavoro e integrano come possono: pensioni, agricoltura, artigianato. Di anno in anno il Comune di Collinas diventa sempre più piccolo: in dodici mesi la popolazione è calata di quasi cinquanta unità: le nascite non rimpiazzano i morti e chi può se ne va via, magari a Cagliari, magari ad Oristano, magari all'estero. La storia e l'archeologia possono dare una risposta alle domande del paese: a pochi chilometri Villanovaforru – figlio di Collinas – è diventato un paese-museo grazie all'eccezionale scoperta del grande villaggio nuragico di Genna Maria (o Genn’e Mari). Di questo flusso turistico ha beneficiato anche il Comune di Collinas, forse indirettamente. Le donne hanno ripreso in mano i telai, gli artigiani hanno iniziato a costruire oggetti di regola legati alla domanda turistica. Il Comune di Collinas e Villanovaforru e altri 17 comuni della Marmilla hanno costituito in questi anni il consorzio Sa Corona Arrubia, per la valorizzazione delle risorse turistiche di ciascun centro. In questo ambito Collinas punta alla riscoperta della zona archeologica che si stende intorno alla chiesetta campestre di Santa Maria Angiargia, a valle dell’abitato: ci sono i resti di un bagno romano, ma si pensa che in precedenza ci fosse un bosco sacro. A breve distanza la collina di Pranu Mannu, sulla quale si sta ultimando la costruzione di un’azienda agrituristica.

La storia
Ai confini con Villanovaforru sorge il nuraghe di Genna Maria, uno dei monumenti archeologici più importanti del Campidano. Nel territorio, una vasta serie di nuraghi testimonia che la zona era abitata sin da età antichissima. S'Egua, Sueddi, Bruncu Sa Gruxi, Sartario, Candela: questi sono i nomi dei nuraghi del paese, situati in luoghi strategici con evidente scopo di difesa. Della maggior parte di questi si conserva solo qualche pietra, alcuni però sono ancora in ottime condizioni. Presso l'antica chiesa rurale di Santa Maria di Bagnaria affiorano ruderi di terme di età romana. Il gran numero di reperti archeologici dimostra che la zona, anzi proprio i 2070 ettari di terreno del Comune di Collinas, era abitata intensamente. E ciò si spiega proprio con la struttura geografica del territorio. Colline e valli hanno favorito sin dai secoli più remoti l'insediamento di nuclei abitativi: le alture attenuavano il rischio di malattie (e soprattutto della malaria) e favorivano la coltivazione intensiva di cereali e colture ortive. Pascoli fertili e terre ricche hanno consentito, un tempo, che la povera gente vivesse dal lavoro dei campi. Personaggio più importante tra quelli nati a Collinas è il giornalista, pensatore e uomo politico Giovanni Battista Tuveri (1815-1887), che fu tra l’altro a lungo sindaco del paese e ne ottenne il cambio di nome da Forru in Collinas. Noto soprattutto per aver discusso nella sua opera maggiore "Del diritto dell’uomo alla distruzione dei cattivi governi" (1851), collaborò a molti periodici e sostenne memorabili polemiche con altri protagonisti della vita politica e culturale isolana. Il Comune di Collinas sembra ora vicino a concludere, in un bel locale al centro del paese, la realizzazione di un Centro Studi Storici e Museo, interamente dedicato a lui.


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