Capoterra

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Caputerra

CAP: 09012
Prefisso Telefono: 070

Azienda n. 8, Cagliari
Distretto sanitario Cagliari 20

Superficie territoriale 68,25 kmq
Altitudine 54 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:4820
1961:6355
1971:8028
1981:11973
1991:16428
2001:21420
2005:22466
2011:24030



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Il territorio del Comune di Capoterra, sul litorale della Sardegna meridionale, confina a nord con Uta; a nord e ad ovest con Assemini; a sud con Sarroch; a est con Cagliari e con il mare Mediterraneo.

Il territorio 
Il Comune di Capoterra è per buona parte montano (3400 ettari circa), compreso nell'affioramento granitico di Santa Barbara, monte Lattias, monte Arcosu, parte periferica del sistema allineato dei pilastri sud-occidentali della fossa tettonica del Campidano. Tra le vette più alte del Comune di Capoterra si ricordano: monte Conchioru (m 740), monte Is Pauceris Mannu (m 720), Sa Conca de Sa Scàndula (m 718), Su Zinnibiri (m 709), monte Capeddu (m 702), monte Turruneri (m 693), monte Conca d'Oru (m 666), monte Santa Barbara (m 612). Dalla battigia del mare alla piccole valli delle colline, la zona pianeggiante, situata a sud-est, è caratterizzata da formazioni quaternarie. In particolare la regione Tuerra appare come il probabile relitto di un grande delta (forse risalente al Wurmiano), del quale oggi resta solo un modesto corso d'acqua, il rio Santa Lucia, che proviene dalle gole montane di Gùtturu Mannu e si getta, quasi senza foce, nello stagno di Cagliari. Lungo il suo percorso si trovano spesso dei botri con acqua perenne (baus) e per tale motivo, i territori in cui scorre si chiamano Bau Mannu, Bau de Sisinni Fadda, Bau S'Arriu de Sa Pira. Nei periodi di morbida e di magra, il suo deflusso è quasi nullo: ma nell’ottobre del 1985 e del 1986, e soprattutto del 1999, la sua piena provocò gravi danni, ponendo l’esigenza di un riassetto completo dell’alveo, che la Regione ha da poco avviato. La zona alluvionale quaternaria della Tuerra è ricca di acque sotterranee, ampiamente sfruttate per usi potabili, agricoli e industriali. Nella parte alta (Tanca ’e Turri) si trovano i pozzi che alimentano l'acquedotto del paese; nella parte bassa, vicino allo stagno di Cagliari, quelli che riforniscono l’industria petrolchimica. Anche gli altri corsi d'acqua del Comune di Capoterra (il rio San Gerolamo, ed il rio Masone Ollastu) inaridiscono in periodo estivo. Le acque del rio San Gerolamo, che provengono dalla gola montana di Bacchialinu, sono imbrigliate in due laghetti artificiali, nel centro residenziale di Poggio dei Pini. Un altro sbarramento contiene le acque del rio Masone Ollastu, che si unisce alla foce con il rio San Gerolamo, nei pressi di Su Loi. I territori montani e quelli di bassa collina del Comune di Capoterra sono stati classificati come “zone di notevole interesse pubblico” per salvaguardarli da possibili speculazioni. I due decreti ministeriali (del 1975 e del 1981) hanno tenuto conto dei beni naturali ed ambientali di queste zone, che comprendono le foreste in miglior stato di conservazione di tutta l'isola e una ricca varietà di fauna, tra cui il cervo sardo, e numerose sorgenti. La vegetazione è molto varia: cespugli di erica, ginestra, cisto, mirto, lentischio e ilatro si alternano a macchie di corbezzolo e di ginepro. I lecci e le sughere formano boschi fitti, dove trovano rifugio cinghiali e cervi, che però rischiano di scomparire a causa dei bracconieri.

La storia
Nei monti di Capoterra si trovano testimonianze di periodi storici antichi. In località Carruba Durci è stato individuato un nuraghe diroccato, mentre in uno spiazzo situato sulla sommità del monte Arrùbiu si sono trovate tracce di un insediamento nuragico. Un'officina litica è stata rinvenuta in prossimità dello stagno, a Cùccuru Ibba: ma questa struttura, alta circa 7 metri, è stata per buona parte asportata. Nelle località montane di Bacchialinu, Bidda Mores, Pius Longus, Su Campusantu ’e Is Arrus, S’Omu de Is Abis si sono rintracciati ruderi e necropoli di antichi villaggi, che risalgono al periodo punico-romano (ultimi secoli prima di Cristo - II secolo d.C.). Numerose le tombe di epoca romana, risalenti in genere al Basso Impero, trovate per caso ed in periodi diversi nel territorio pianeggiante del Comune di Capoterra, in zone come Su Pezzu Mannu (Su Lillu), Tanca ’e Turri, Santa Vittoria, S'Acqua Is Margianis, La Maddalena, Baccutinghinu, Is GuventusDal ritrovamento di vetro fuso (1835) si ritiene che in località Birdiera-Sa Cioffa sorgesse, in epoca romana, una delle tre fornaci per la produzione di vetro esistenti nell'isola. I resti di un edificio termale e di una abitazione, risalenti al Basso Impero, vennero individuati, nel 1950, in località Su Loi. Invece poco più avanti, a Cala d'Ostia, si trovò un cippo miliare del 248 d.C., indicante la distanza di 11 miglia nella strada romana che univa Cagliari a Nora, e che fa riferimento al proconsole Ulpio Vittore.



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