Calasetta

Comune in fase attivazione
Provincia di Carbonia-Iglesias
Regione storica di Sant'Antioco

CAP: 09011
Prefisso Telefono: 0781

Azienda n.7, Carbonia
Distretto sanitario Carbonia

Superficie territoriale 30,98 kmq
Altitudine 10 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2703
1961:2677
1971:2408
1981:2663
1991:2681
2001:2661
2005:2841
2011:2901


Unione dei Comuni "Arcipelago del Sulcis"
Carloforte, Gonnesa, Portoscuso, Sant’Antioco
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«Il surriferito villaggio siede sovra una pianura in gran parte di Rocca, la quale dall'anzidetta Torre, con assai scarso pendìo, va declinando verso il bordo del Mare, dove approdano le piccole navi per l'imbarco e lo sbarco…»: così il Comune di Calasetta viene presentato nell'agosto del 1773, a tre anni dalla sua fondazione, nella relazione del capitano ingegnere Daristo, cui era stato affidato il progetto di difesa dell'abitato.

Il territorio 

Il territorio dell'isola di Sant'Antioco, soggetto tuttora a bradisismo, deve la sua attuale struttura ad uno sconvolgimento tellurico in epoca terziaria, un milione di anni fa. Ma a delineare la costa hanno contribuito l'azione del vento e quella delle onde: alta e rocciosa ad ovest, bassa e in gran parte sabbiosa ad est, il tratto del Comune di Calasetta presenta tre ampie e profonde fratture: tra punta Maggiore e punta Salina, a Porto Maggiore o Spiaggia grande; tra punta Salina e punta Manca, a Spiaggia della Salina; e fra punta Manca e La Punta, ossia nella spiaggia di Sottotorre. Maestosa e suggestiva è la scogliera di Mangiabarche, tra punta Maggiore e Mercureddu: a strapiombo, e fortemente frastagliata, ha scogli affioranti all'improvviso, fra cui il celebre Nido dei Passeri. Trachiti rosso-brune e trachiti basiche nere, cui s'alternano dei tufi bianchi o variamente colorati, sono sparse in tutto il territorio del Comune di Calasetta, mentre una zona argillosa limitata, detta delle Terre Rosse, si trova sul mare di Cussorgia. Il paesaggio del Comune di Calasetta è caratterizzato da zone di bassa macchia mediterranea (cisti, lentischi, palme nane e ginepri), cui si alternano i vigneti e qualche tratto coltivato a legumi. Scarseggiano gli alberi d'alto fusto, gli orti e i frutteti per la penuria dei corsi d'acqua, tutti a regime torrentizio, come il rio Tupei e il rio dei Caprioli, che sfociano sulla costa settentrionale, il rio di Calalunga, che ha la foce sulla spiaggia, e il Canò de l'Ergiu, che sfocia presso il Nido dei Passeri. Scarsità e irregolarità di piogge (400-500 mm annui) con lunghi periodi di siccità estiva, alte temperature medie, venti di maestrale e libeccio piuttosto impetuosi d'inverno, e disseccanti quelli di scirocco d'estate, rendono il clima del Comune di Calasetta semiarido, più simile a quello delle coste tunisine che a quello delle regioni italiane di pari latitudine.

La storia

L'etimologia del nome Calasetta, secondo lo Spano, deriva da Calasèda (piccolo porto); secondo Emidio De Felice dal diminutivo sardo Kalasgèdda (piccola cala); per gli abitanti del luogo, invece, dalla contrazione di Cala di seta. Per loro questa derivazione si giustifica con l'antica tessitura del bisso ricavato dai filamenti della gnàcchera, o pinna nobilis, abbondante un tempo nel mare circostante. Questa interpretazione popolare trova del resto indiretta conferma nei primi documenti locali in cui si alternano le denominazioni Calasetta e Cala di seta, quest'ultima specie tra i commercianti liguri. Se nel 1770, con la colonizzazione tabarchina, si individua l'inizio della storia del Comune di Calasetta, reperti archeologici locali (ossidiane e terracotte) nonché tracce di una domus de janas in regione Tupei dimostrano che l'uomo conosceva questa terra già in epoca prenuragica. La domus, che sembra risalire al 1500 a.C., è una grotta con pianta approssimativamente a forma di croce, con apertura di due metri e mezzo di lunghezza per uno d'altezza, e con una camera larga metri 4,50 e lunga 2,50. Al suo interno sono stati trovati frammenti di terracotta, mentre nelle sue vicinanze sono stati rinvenuti un pugnaletto in bronzo e vari oggetti in argilla. I tre nuraghi (Bricco delle Piane, visitabile interamente, Bricco Scarperino e Bricco Sisineddu: bricco, in dialetto, significa “altura”, “colle”) si possono far risalire alla fine del secondo millennio a.C. Dell'avvicendarsi nell'isola di Sant'Antioco dei Fenici (che vi fondarono tra il IX e l'VIII secolo a.C. il centro di Sulcis), dei Punici (che li seguirono) e dei Romani (che la conquistarono nella seconda metà del III sec. a.C.) tracce diverse, come resti di costruzioni, ossidiane e terracotte, sono state trovate in tutto il territorio del Comune di Calasetta, da Sisineddu a Tupei, dal Campu Scia Maìn a Spiaggiagrande. Con la decadenza dell'Impero romano e le frequenti incursioni di Vandali, Arabi e Barbareschi la zona rimase deserta, anche se nelle sue insenature, come risulta dal duecentesco Compasso de navegare, continuavano a trovare rifugio i legni in difficoltà. Della sicurezza del Porto Barla (l'attuale porticciolo) troviamo notizia nella “relazione” di Vicente Frongia sullo stato dell'isola di Sant'Antioco (1737), dove fra l'altro si legge; «El puerto de Casaleda es seguro a todos vientos…».


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