Cagliari

Comune in fase attivazione
Provincia di Cagliari
Regione storica di Campidano di Cagliari

CAP: 09100
Prefisso Telefono: 070

Azienda n.8, Cagliari sede
Distretto sanitario Cagliari 20

Superficie territoriale 85,55 kmq
Altitudine 4 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:138539
1961:183784
1971:223376
1981:213005
1991:204237
2001:158351
2005:161465
2011:156488



Scopri i 377 comuni della Sardegna

Il Comune di Cagliari, capoluogo della provincia e “capitale” della Sardegna, ha una popolazione di 156.488 abitanti, in calo a causa della raggiunta autonomia amministrativa da parte di alcune frazioni. Il territorio del Comune di Cagliari ha un'estensione di 133,51 kmq, con una densità di popolazione di 1209 unità per kmq. L'abitato del Comune di Cagliari ha un'altitudine s.l.m. di 4 metri, mentre il suo territorio ha un'altitudine massima di 138 e minima 0.

Il territorio 
Il Comune di Cagliari sorge su un terreno collinare, rotto da pianori e fosse vallive, che lo sviluppo edilizio ha interamente coperto e spesso annullato (Monte Mixi è stato completamente spianato, altri colli sono stati fortemente corrosi dalle cave). Conservano l'aspetto originario le piane del Campidano dove sorgono: Pirri, Quartucciu, Monserrato ed Elmas; centri che si sono tutti staccati amministrativamente, ad eccezione di Pirri. Il confine della città, che si era già allargato a quelle frazioni, tende ad investire nella direttrice nord-ovest i comuni di Sestu ed Assemini, nella direttrice nord quello di Selargius, ed infine nella direttrice nord-est quello di Quartu Sant’Elena e ancora, con intermittenze più nette, i comuni di Settimo San Pietro, Sinnai, Maracalagonis. Si tratta di una conurbazione molto ampia, caratterizzata da una tendenza ad annullare qualunque soluzione di continuità e che al censimento del 1981 contava una popolazione di 349.429 abitanti. Attorno ai quattro quartieri storici e tradizionali (Castello, Marina, Villanova, Stampace) si sono aggiunti, procedendo da est verso ovest, anche se le denominazioni non ne sono sempre diffuse e i confini non sono facilmente definibili, i quartieri di Sant’Elia, Bonaria, Monte Urpinu, Genneruxi, Monreale, San Benedetto, La Vega, Is Mirrionis, San Michele, Sant’Avendrace. La conseguenza più grave dello sviluppo abitativo del Comune di Cagliari è stato il grande consumo di suoli, talvolta anche di qualità pedologica elevata, che costituivano l'agro del Comune di Cagliari e, con le loro colture di ortaggi e di frutta, la principale fonte alimentare della città. In questo paesaggio profondamente modificato sono spesso difficilmente decifrabili le emergenze orografiche: più nettamente delineate appaiono quelle di Su Pranu, un bassopiano a nord di Monserrato, e fra i colli quelli di San Michele, di Monte Urpinu, di Sant'Elia. Sono stati invece finora sottratti alla cementificazione dell'espansione urbana gli stagni di Santa Gilla ad ovest e di Molentargius ad est, che costituiscono uno degli elementi più caratterizzanti il paesaggio del Comune di Cagliari, che può ben dirsi, con lo specchio del golfo degli Angeli, la città dei tre mari. Il Comune di Cagliari sorge nella parte più profonda dell'insenatura del golfo degli Angeli, una denominazione che sembra adombrare la sua bellezza ed insieme la sua sicurezza. Questa inarcatura meridionale delle coste della Sardegna ha inizio ad oriente con i monti granitici del Sarrabus e termina ad occidente con i monti di Capoterra. Il paesaggio della costiera orientale è quanto mai vario, caratterizzato da aspri dirupi e alte scogliere rotte non infrequentemente da litorali sabbiosi, che finiscono con il prevalere lungo le spiagge di Quartu e del Poetto che costituiscono un cordone litoraneo che ha ricongiunto alla terraferma il promontorio di natura calcarea di Sant'Elia, che un tempo sorgeva isolato sul mare. Il Comune di Cagliari si distende nell'area ora pianeggiante e ora collinare fra il colle di Sant'Elia e il litorale della Scaffa che introduce alla costiera occidentale culminante nell'isolato rilievo trachitico di Sarroch.

La storia
Castello è l'emergenza più importante del sistema collinare che ha costituito l'habitat naturale della città. Intorno a Castello ruotarono un po' tutte le culture dominanti che alternativamente si succedettero nell'antichità, senza mai metterci però un piede stabile. Perfino i protosardi, che pure attaccarono le colline di Monte Claro e di Sant'Elia, furono come intimiditi da quello dei dieci colli che, se non era il più alto, era certo quello più definito ed isolato, sì da costituire una fortezza naturale. Le altre colline degradavano verso i pianori, Castello soprattutto nei versanti occidentale e orientale si stagliava più nettamente per essere scalato da chi s'appagava di grotticelle o innalzava precarie e labili capanne su palafitte. Per i cinquemila anni circa che dura la protostoria di Cagliari fino agli stanziamenti fenicio-punici, i luoghi che presentano traccia dei primi insediamenti umani nell'alba remotissima della città sono San Bartolomeo nel Neolitico e il Poetto e Terramàini nell'Eneolitico: lì sorsero capanne approssimative e si aprirono le prime necropoli. Questa umiltà architettonica dell'area cagliaritana nella preistoria sembra durare intatti fino all'età storica e non sembra conoscere neppure il megalitismo dell'età del bronzo e la creazione nuragica. Già in quelle prime popolazioni, dedite alla caccia, alla pesca e alle prime esperienze agricole dei vicini Campidani, si delinea un'attitudine diversa da quella delle popolazioni pastorali dell'interno, e si prepara la secolare avventura del commercio. Ancora se si osserva qualcuna di quelle carte, su cui gli archeologi appuntano i loro ritrovamenti (cfr. le piante di Carlo Tronchetti nel libro di Ilario Principe, Cagliari, Bari 1981) e se ne ricava la probabile topografia di Cagliari prima fenicio-punica e poi romana, la conclusione è la stessa. Il colle erto sopra Stampace e Villanova, e solo più morbido verso Marina, non blocca solo le rudimentali tecniche abitative dei primi uomini venuti dal mare, ma anche le più evidenti capacità urbanistiche dei Cartaginesi e dei Romani.






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