Cabras

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Campidano Maggiore

CAP: 09072
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Oristano

Superficie territoriale 102,18 kmq
Altitudine 9 metri

Abitanti al:
1951:6221
1961:7162
1971:7453
1981:8642
1991:8994
2001:8703
2005:8889
2011:9169


Unione dei Comuni "fenici"
Palmas Arborea, Riola Sardo, Santa Giusta, Villaurbana
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Il Comune di Cabras, situato a nord del golfo di Oristano, sulle rive dello stagno omonimo, confina con i comuni di Oristano a sud-est, di Nurachi e Riola Sardo a nord, e a ovest con lo stagno, appunto, di Cabras. Ma il territorio del Comune di Cabras, che ha pure un'articolazione costiera di 30 chilometri, si estende fino alla penisola del Sinis – dove sorge l'antica città punico-romana di Tharros –, agli stagni di Cabras e di Mistras e alle isolette di Mal di Ventre e Catalano, di grande interesse geologico e faunistico. Lo stagno, detto di Mar'e Pontis, è uno dei più vasti di tutta l'Europa: ha un'estensione di 2215,25 ha, dei quali 1696,87 appartengono al comune di Cabras e i rimanenti ai comuni confinanti di Riola Sardo e di Nurachi. La profondità delle sue acque varia da 1 metro e 70 cm ad un massimo di 2,70. Vi si pescano soprattutto muggini e anguille. Dai muggini, di cui si conoscono ben 5 tipi diversi, si ricava la bottarga, ottenuta dalle uova salate ed essiccate che, dopo una pressatura di alcune ore, assumono un colore giallo ambrato e possono essere conservate per alcuni mesi. Oltre a queste varietà di pesci entrano nello stagno le anguille, in grandi quantità, specialmente in inverno. Lo stagno, nella sponda meridionale, presso Sa Turr’e Portu, presenta quattro bocche, tre delle quali confluiscono in un canale unico, e la quarta fa canale a sé; questi due ultimi canali confluiscono in un altro che conduce al mare. Il tronco maggiore in qualche punto si allarga fino a m 50 formando lo stagno di Sa Màrdini. Lo stagno di Mar'e Pontis forma tre peschiere: quella più importante, denominata Pontis, che resta fissa tutto l'anno; quella di Pischeredda, a nord presso la foce di riu Sa Praia; quella denominata Sa Màrdini, alla foce dello stagno verso il mare. Tutte le peschiere sono formate da una serie di sbarramenti in canne, che impediscono ai pesci il ritorno dallo stagno, dove erano entrati nel periodo della riproduzione per l'ambiente ideale che vi si trova, al mare. Da alcuni anni si sono conclusi, nello stagno, i lavori di costruzione del canale scolmatore, finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno. Questo canale è stato costruito per evitare le inondazioni che qualche volta nel passato avevano costretto gli abitanti di un quartiere del paese ad abbandonare le proprie abitazioni invase dalle acque: esso collega oggi lo stagno col golfo di Oristano attraverso il vecchio canale di Sa Màrdini. Non molto distante dallo stagno di Mar'e Pontis si trova lo stagno di Mistras, ancora oggi proprietà privata, in diretta comunicazione col mare aperto. Esso si estende per circa 465 ettari e ha una profondità che varia dai 40 ai 10 centimetri. Nella parte più vicina al mare è presente una peschiera che blocca i pesci che si avventurano all'interno dello stagno. In tutto il Sinis, comunque, è facile individuare specchi d'acqua più o meno estesi dove è possibile ammirare un'avifauna interessantissima e variegata che trova il suo aspetto più caratteristico e spettacolare in una colonia molto nutrita di fenicotteri che in queste paludi si fermano durante la migrazione che compiono dalla Camargue alla Tunisia.

Le origini

Il Comune di Cabras compare per la prima volta in un documento del 1102, quando il re (o giudice) d'Arborea Torbeno de Lacon Zori, succeduto al padre Orzoco I, permette alla propria madre Nibata di disporre a suo piacimento delle rendite delle due "ville" o biddas di Masones de Capras (oggi Cabras) e di Nuragi Nigellu (oggi Nuraxinieddu), edificate da lui. A sua volta, La regina madre Nibata stabilisce la dotazione di questi paesi, dei quali vietava la categoricamente la vendita affinché restassero, in perpetuo, in potere dei sovrani arborensi. In cambio pretendeva che i futuri usufruittari ofrissero annualmente agli amministratori della chiesa cabrarese di Santa Maria, attuale parrocchia paesana,  e alla chiesa di San Marco di Sinis, in San Giovanni di Sinis, "una forma di cacio ed un agnello banedetto per Pasqua e dessero l'elemosina per una messa a Natale". Amministrativamente Cabras era una delle 24 "ville" della curatoria o parte del giudicato d'Arborea, chiamata Campidano Maggiore (o di Cabras), con capoluogo a Solarussa. Come le altre "ville" giudicali,  aveva un vasto territorio, parte privato e parte pubblico, ed era governata da un maiore, che amministrava la giustizia in caso di reati minori, dirigeva l'amministrazione del paese, raccoglieva i tributi, distribuiva le terre d'uso comunitario e partecipava alla corona de curatoria, cioè il tribunale di prima istanza tenuto dal curadore nel capoluogo. Ad occidente della "villa", proprio ai margini dello stagno, dietro la chiesa di Santa Rita, sorgeva un castello, chiamato Casa di Regno, preferito dai giudici arborensi prima che costruissero Monreale (oggi in comune di Sardara) o occuppassero nella seconda metà del Duecento il castello di Burgos, nel Goceano. Il maniero fu spettatore di buona parte della storia del Regno di Arborea, durata oltre cinquecento anni, dal X secolo sino al 1410, ed ospitò anche illustri personaggi, fra cui alcuni notai genovesi che poi divennero famosi cronisti.



 




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