Busachi

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Barigadu

CAP: 09082
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Ghilarza

Superficie territoriale 59,30 kmq
Altitudine 379 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2814
1961:2717
1971:2429
1981:2095
1991:1836
2001:1631
2005:1574
2010:1415


Unione dei Comuni "Barigadu"
Ardauli, Bidonì, Fordongianus, Neoneli, Nughedu S. Vittoria, Samugheo, Sorradile, Ula Tirso
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Il viaggiatore che, partendo da Oristano, percorra la strada statale 388, dopo aver attraversato il ponte sul Tirso all'altezza del secondo sbarramento e affrontato frequenti curve in crescente salita, entra, al km 37, nel centro abitato del Comune di Busachi. Il paese si snoda in lungo, da un lato e dall'altro della statale, dividendosi in tre rioni: Busache ’e josso, Busache ’e susu e Campu Majore. Le case, costruite in trachite lavorata, sorgono in un costone, sul fianco sinistro del Monte Isa (m 561). Nel luogo predominano le trachiti, sovrapposte al basamento granitico che affiora in qualche punto, come a Moddamene.

Il territorio.
Il territorio del Comune di Busachi, di considerevole estensione rispetto al numero degli abitanti, si trova nella regione storica del Barigadu, ad un’altitudine media di 290 metri. Confina a nord-nord est col territorio di Ula Tirso e Ortueri, a est-sud est con quello di Samugheo e Fordongianus, a sud-ovest con quello di Fordongianus e Paulilatino, a nord-ovest con quello di Ghilarza. È fortemente accidentato, con notevoli risalti e profonde valli. I terreni del Comune di Busachi, ricchi di argille, marne e arenarie, si prestano alla pratica della pastorizia e dell'agricoltura. Favorevole al riguardo è la presenza del Tirso e del suo maggiore affluente, il rio Massari, nel luogo chiamato Frumuneddu. In essi riversano le acque numerosi torrenti, quali S'erriu ’e Tudasa e S'erriu ’e Tannaghe, a loro volta alimentati da ruscelli minori. Si contano circa 100 sorgenti, alcune, come Ninzallosso e Bardeasa, rinomate per le acque, altre utili per l'abbeverata del bestiame e la coltivazione degli ortaggi. Sopravvivono ancora nel Comune di Busachi, nonostante gli incendi, alcune zone boschive ricche di diverse specie arboree e arbustive tipiche della macchia mediterranea. Domina il pascolo cespugliato con prevalente lentischio e ricorre il terreno vitato, suddiviso in piccoli appezzamenti, caratteristico al punto da influire sul toponimo, come nel caso di Bingiallese.

La storia.
Notevoli, nel territorio del Comune di Busachi, i resti di insediamenti umani risalenti alla preistoria. Si contano circa 70 domus de janas, tombe ipogeiche dei protosardi scavate nella roccia: rappresentative quelle di Campu Majore, Cronta, Manielle, Pardischedda e Grugoso per la struttura, l'effigiata protome taurina e le decorazioni di colore rosso. Tra i nuraghi spiccano Su Nuraghe ’e Saolle, Su Nuraghe ’e su Congiatu ’e Cotte, Su Nuraghe ’e sa Jacca e soprattutto Su Nuraghe ’e Santa Marra, poderoso complesso intorno al quale la fantasia popolare ha intessuto significative leggende. Nel periodo giudicale, secondo alcuni studiosi, la villa di Busachi fu preferita dai giudici d'Arborea per il reclutamento delle guardie fidate al loro seguito. Nel periodo spagnolo fu eretta a marchesato e concessa in feudo ai Torresani, che l'abbellirono di monumenti e case signorili in trachite scolpita da abili piccadòresLa sua importanza crebbe sotto i Savoia quando, con regio editto del 24 dicembre 1821, il Comune di Busachi divenne capoluogo di una vasta provincia comprendente 81 comuni raggruppati in 8 distretti. Tra gli edifici di interesse storico e artistico figurano “Cullegiu” e “Cuvventu”, due conventi fondati da Gerolamo Torresani nel sec. XVI: del primo, affidato ai Gesuiti e poi agli Osservanti, resta l'ampio colonnato; del secondo, affidato ai Domenicani, è stata restaurata la chiesa, che accoglie in breve spazio pregevoli elementi di architettura sardo-spagnola. A metà strada tra i due conventi è ubicata la chiesa parrocchiale, superba dell'alto campanile in pietra lavorata, spaziosa nelle ampie navate con archi a sesto acuto. Intitolata a sant'Antonio da Padova, fu consacrata nel 1759. Nel rione basso troviamo la chiesa di San Bernardino (secolo XVI), raccolta nell'unica navata, limpida di elementi classicheggianti. Non lontano dal paese, alfine, la chiesetta di Santa Susanna, parrocchiale del distrutto paese di Moddamene consacrata nel 1349, respira nella frescura del sagrato, tra le muristènes dei novenanti d'agosto, composta nella sua lineare semplicità.

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