Bortigiadas

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia-Tempio
Regione storica di Gemini

CAP: 07030
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.2, Olbia
Distretto sanitario Tempio Pausania

Superficie territoriale 76,76 kmq
Altitudine 476 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1780
1961:1719
1971:1407
1981:1126
1991:987
2001:890
2005:856
2010:806


Unione dei Comuni "Alta Gallura"
Aggius, Aglientu, Badesi, Calangianus, Luogosanto, Luras, S. Teresa di Gallura
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Il territorio del Comune di Bortigiadas, in Gallura, confina con quello dei comuni di Aggius, Viddalba, Tempio, Perfugas. L’ottanta per cento di esso è costituito da colline medio-alte, in parte coperte da boschi di querce, lecci, roverelle, lentischi, corbezzoli e ontani. Unica attività praticata in questa parte del territorio è l’allevamento del bestiame, costituito complessivamente da 1100 capi bovini, 1700 ovini, 600 caprini e 400 suini (secondo i dati del censimento dell’agricoltura del 1990). La parte più alta è rappresentata da Punta Salici (911 metri). La zona, coperta in parte da boschi secolari, è particolarmente ricca di sorgenti che in epoca remota hanno consentito l’insediamento delle frazioni di Lu Falzu e di Figa Ruja, dove vivono e operano gli ultimi carbonai della Gallura. Le zone pianeggianti, di recente irrigazione, sono concentrate in massima parte nella bassa di Tisiènnari, la frazione più estesa e più popolata del Comune di Bortigiadas, in prossimità del fiume Coghinas che delimita i confini tra la Gallura e l’Anglona e tra il Comune di Bortigiadas e quello di Perfugas. La parte bassa del territorio è attraversata in tutta la sua lunghezza dal rio Puddina, affluente di destra del Coghinas, una volta ricco di anguille, trote e carpe.

La storia.
Il territorio del Comune di Bortigiadas fu abitato fin dalla preistoria, come attestano alcuni importanti nuraghi, il più grande dei quali è ancora visibile nella zona di Tisiènnari in località Scala Mala. Sempre a Tisiènnari, in località Torrinu, è stata scoperta nel 1978 una domus de janas scavata in un bancone calcareo fortemente degradato. Secondo gli esperti che l’hanno esaminata, la sua origine è da collegarsi ad un particolare momento dell’evoluzione dell’architettura funeraria preistorica con un alto livello di maturità espressiva (è unica nel suo genere per la presenza di numerose figurazioni schematiche incise, scolpite e dipinte sulle pareti: comprende almeno quattro ambienti). La storia, quella più recente, del centro abitato, ricalca un po’ quella della curatoria di Gemini nel giudicato di Gallura, di cui fece parte col nome di BortiglossaNel 1298, dopo la morte di Nino Visconti, Bortigiadas fu rivendicato dai Doria, ma passò al comune di Pisa. Assoggettato agli Aragonesi nel 1326, nel 1389 fu espugnato dalla giudicessa Eleonora d’Arborea, ma in seguito alla battaglia di Sanluri (1410) tornò definitivamente agli Aragonesi. Nel XVIII secolo divenne feudo dei marchesi Fadriguez Ferdinandez, che lo tennero fino al 1839, anno dell’abolizione dei feudi in Sardegna. In quel periodo il Comune di Bortigiadas contava 1733 abitanti, la cifra più alta raggiunta dalla popolazione nel corso della storia, se si escludono i 1780 abitanti del 1951. In seguito, sia per l’emigrazione, soprattutto nel dopoguerra, sia per la nuova delimitazione dei confini fissata per consentire l’istituzione del nuovo comune di Viddalba (maggio 1975), la popolazione ha subìto un notevole calo. In pratica una persona su due ha lasciato il paese negli ultimi cinquant’anni. Nell’ultimo decennio il numero degli abitanti del Comune di Bortigiadas si è ulteriormente ridotto, mentre è rimasto per fortuna invariato il senso dell’ospitalità, della laboriosità e dell’onestà.

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