Bono

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Goceano

CAP: 07011
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Ozieri

Superficie territoriale 74,47 kmq
Altitudine 540 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:4815
1961:4906
1971:4111
1981:4018
1991:4061
2001:3800
2005:3757
2010:3679


Unione dei Comuni "Goceano"
Anela, Benetutti, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Nule
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Il Comune di Bono occupa il centro del Goceano, zona caratterizzata topograficamente da una catena montagnosa che delimita a nord-est la pianura dell’alta valle del Tirso. Il territorio del Comune di Bono si trova compreso fra i confini dei comuni di Anela, Nughedu San Nicolò e Bultei a nord, Bonorva a nord-ovest, Bottidda a sud e Benetutti e Orotelli ad est. Come quello attiguo di Bottidda, ha la forma di un lungo rettangolo che comprende montagne, colline ed in misura minore zone pianeggianti. I valori altimetrici variano da 217 a 1258 metri s.l.m., con una collocazione compresa, in prevalenza, tra i 380 ed i 625 metri. Ciò ne determina la classificazione in “collina interna”, appartenente alla regione agraria denominata Colline dell’Alto Tirso.

Montagna e acqua.
Le cime più elevate, oltre il monte Rasu, che raggiunge l’altezza di 1258 metri e che localmente è denominato Sa Punta Manna, appartengono tutte alla fascia nord-occidentale del territorio del Comune di Bono. Tra essa e la vetta di Sa Punta de Bobore Mànchinu, alta 1176 m, si inserisce il passo di Buccàidu a quota 1042. Seguono, nell’ordine, Sa Rocca ’e Preda ’e Corvu (1099 m), Montrigu su Frùschiu (971 m), Littu ’e Mela (919 m), S’Élighe ’Entosu (901 m) ed altri di valore inferiore. Le colline di Santu Remundu (549 m) e di monte Tia (502 m) sono state assorbite dal centro abitato. Altre, tra cui Santa Restuda (430 m), S’ispinarva (435 m), Monte Paza (301m) e Su Arzu (637 m) sono disseminate a valle. Il fiume più importante del Comune di Bono è il Tirso, detto riu Mannu, attraversato prima da un ponte in pietra ad arcate, cui ha fatto seguito, in questo dopoguerra, quello sorto lungo l’asse stradale Bono - Santa Restituta, in località Loddai, con struttura in cemento armato, a tre arcate. Vanno ricordati, quali affluenti di destra del Tirso, il riu Pabùsi, il riu Nurcoro ed il riu Biccole. Per la sua lunghezza è invece da segnalare il riu Costa de Calarighes, che lungo il percorso diventa riu de Sas Vortas ed infine riu Carradores, ancor prima di versarsi, penetrando in agro di Bottidda, ad est del Tirso. Nei contrafforti nord-occidentali del monte Rasu trovano origine il riu Sos Crobados ed il riu Marghinesu, che alimenta il riu Mannu di Ozieri. La natura geologica del suolo rende molto difficile l’assorbimento delle acque meteoriche, che danno perciò origine ad una formazione ramificata di corsi d’acqua, irregolari per portata e periodicità. Infatti, se si eccettuano la zona dei basalti fessurati di Pranu Mannu, a nord-ovest, e la fascia delle alluvioni fluviali e dei detriti di falda, alla destra del fiume Tirso, il rimanente territorio del Comune di Bono è caratterizzato dalla presenza di rocce granitiche, schistose e tufacee.

Le origini.
Le origini di Bono restano avvolte nelle tenebre del passato più lontano. La presenza di nuraghi e resti di tombe di giganti testimoniano, insieme ai toponimi e ad una nutrita serie di nomi di cui è arduo rintracciare l’ètimo e la collocazione storica, l’antica presenza dell’uomo. Il nome stesso di Bono, spogliato da certe suggestioni sentimentali, sfugge ad un classificazione semantica. Sparsi un po’ dovunque si trovano nel territorio del Comune di Bono circa 35 nuraghi, tutti però in totale stato di abbandono ed in precarie condizioni di conservazione. Tra essi si possono citare quelli di Sas Doppias, Mattafurones e Pilisserta ubicati a nord-ovest di monte Rasu, e quelli di Ortivai, Tamuile, Seddei, Arisanis, Muselighes e Larattu ad est. Meno numerosi e di scarso valore dimensionale sono gli ipogei del tipo domus de janas. Gli storici concordano nel datare l’esistenza del centro anteriormente al Mille, pur senza attribuirgli una data più precisa. Di certo si può affermare che per diversi secoli esso fu formato da piccoli agglomerati in cui è possibile distinguere, in scala diacronica, il rione di Bidda Sana – di cui restano tracce di antiche costruzioni accanto ai ruderi della chiesa di San Matteo –, il rione di Santu Giuanne, e quelli di Bolia e di Budullau, quest’ultimo ancora oggi non integralmente amalgamato col resto del paese. Ad essi si sono successivamente aggiunti i rioni di Adda ’e riu ed in tempi recenti quello de S’Istassione.

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