Benetutti

Comune in fase attivazione
Provincia di Sassari
Regione storica di Goceano

CAP: 07010
Prefisso Telefono: 079

Azienda n.1, Sassari
Distretto sanitario Ozieri

Superficie territoriale 94,53 kmq
Altitudine 406 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2947
1961:3016
1971:2443
1981:2369
1991:2292
2001:2180
2005:2128
2013:1969


Unione dei Comuni "Goceano"
Anela, Bono, Bottidda, Bultei, Burgos, Esporlatu, Illorai, Nule
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Il Comune di Benetutti fa parte, insieme ad altri otto comuni, del Goceano, ai confini fra la provincia di Sassari e quella di Nuoro. La sua posizione non è delle più felici, posto com’è in fondo alla valle del Goceano e ai piedi di un monte chiamato Sìsine. L’origine stessa del nome richiama probabilmente questa sua posizione: Benetutti, infatti, figura nelle carte antiche come Benetutus, cioè “ben protetto” dai monti.

Il territorio.
La costituzione geologica del territorio del Comune di Benetutti è per tre quarti dominata da rocce paleozoiche costituite in gran parte da graniti. Le alture sono di poco rilievo: si possono ricordare, fra le più importanti, monte Sìsine, monte Mannu, monte Revorte (727 m). Il territorio del Comune di Benetutti è attraversato dal rio Minore e dal rio Orrios, affluenti del rio Mannu a sua volta affluente del Tirso. Vi sono inoltre numerosi piccoli corsi d’acqua che vanno in secca durante l’estate. I terreni e le rocce sono per lo più impermeabili, perciò vi sono numerose sorgenti ma di debole portata. Molto importanti sono invece le sorgenti termo-minerali esistenti a circa 6 chilometri dal paese in regione San Saturnino. Qui le acque solforose sgorgano a temperature variabili tra i 34° e 43° C. Esse hanno assunto diverse denominazioni, derivate da malattie o da parti anatomiche che le loro acque, secondo vecchie credenze popolari, erano in grado di guarire. Così, per esempio, esistono Su anzu de sos beccos e su anzu de sa conca, che nel dialetto locale significano rispettivamente “il bagno della tigna” e “il bagno della testa”. Qualità rilevanti di queste acque sono: la costanza del livello termico, che non risente delle variazioni climatiche esterne; la costanza di erogazione delle polle sorgive; la notevole pressione interna, dovuta alla presenza di gas disciolti. Nella zona delle Terme di San Saturnino esistono oggi due moderni stabilimenti per le cure termali. La flora è costituita soprattutto da querce, sughere, lecci e olivastri. Numerosi sono i vigneti e gli oliveti, che danno un prodotto di buona qualità. La fauna si presenta ancora abbondante in confronto ad altre zone della Sardegna, perciò nel territorio del Comune di Benetutti si pratica la caccia al cinghiale, alle volpi e alle pernici. Il clima è tipicamente mediterraneo, però molto umido e quindi poco salubre: dominante è il vento di ponente.

La storia.
Benetutti fu fondato probabilmente verso il 1100, quando vennero abbandonati due preesistenti borghi in una zona chiamata Boloe, dove esiste tuttora una chiesetta dedicata all’Assunta. Di questi borghi parla nel XII secolo il vescovo di Castro in una sua lettera pastorale. In quel periodo era pure abitata la fertile piana di San Saturnino, che si chiamava Usulvi. Qui esisteva il monastero dei Camaldolesi, ai quali il vescovo di Castro donò la chiesa di San Saturnino con una ricca rendita (l’atto di donazione è del 1164). Questa chiesetta, edificata nel XII secolo, è un bell’esempio di stile romanico-pisano, e pare sia stata costruita sulle rovine di un preesistente nuraghe. Che questa zona fosse popolata da tempi antichissimi, per le virtù terapeutiche delle sue acque solforose, è cosa ben documentata nei libri antichi. Da Tolomeo in poi (II secolo dopo Cristo), ben quaranta scrittori hanno scritto di queste acque e di questa zona, che al tempo della dominazione romana si chiamava LesaGustavo Strafforello nella sua Geografia d’Italia (1895) così scriveva: «Questi bagni sono le antiche Acque Lesivane di cui parla Tolomeo, e quivi presso sorgeva la città di Lesa, come fanno fede i molti oggetti antichi rinvenuti, tra i quali un diploma appartenente all’imperatore Galba (78 d.C.)». Alcuni anni fa nella zona è venuto alla luce un calidarium di epoca romana, complessivamente ben conservato. Nel 1831 il Comune di Benetutti partecipò alla grande sollevazione di pastori del Nuorese contro l’editto delle chiudende che, emanato nel 1820, aveva come fine la creazione della proprietà privata della terra. I pastori del Comune di Benetutti abbatterono i muri delle tanche e incendiarono i boschi, chiedendo che le loro greggi potessero pascolare liberamente, com’era sempre stato nel passato.

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