Bari Sardo

Comune in fase attivazione
Provincia di Ogliastra
Regione storica di Ogliastra

CAP: 08042
Prefisso Telefono: 0782

Azienda n.4, Lanusei
Distretto sanitario Lanusei

Superficie territoriale 37,53 kmq
Altitudine 51 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:2742
1961:3282
1971:3546
1981:3755
1991:3996
2001:3769
2005:3880
2010:3983


Unione dei Comuni "Ogliastra"
Arzana, Elini, Lanusei, Loceri
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Chiamato Bari Sardo dal 1861 per distinguerlo da Bari di Puglia, si chiamava originariamente Barì, che significherebbe "acquitrino". Il territorio del Comune di Bari Sardo, di forma tozza, confina ad est con il Mar Tirreno, ad ovest con i comuni di Gairo e Loceri, a nord con quelli di Lanusei, Ilbono e Tortolì. La sua altimetria culmina a 300 metri al confine con Loceri, tocca i 195 a Ibba Manna, vertice della collina vulcanica Su Teccu, i 150 a Pitz'e Monti; il resto è pianeggiante, fertile e di clima mite. Un fiume nero di lava pietrificata si versa da Su Teccual mare nella Punta Nera di Bari, formando prismi a sette facce, "le colonne basaltiche più regolari che abbia mai visto in tutta l'isola" scriveva il La Marmora. Un fiume che scende da Lanusei con vari nomi lambisce l'abitato e sfocia vicino alla torre moresca cinquecentesca, con il nome di  Accu 'e Strumpu.

Le origini.
Le domus de janas di Su Pranu, Pitz'e Monti, Ibba Manna, S'Arcu Is Serrelis, Su Crastu, Bucch'e Strumpu attestano la presenza di vita umana nel territorio del Comune di Bari Sardo sin da 3000 anni prima di Cristo. 1500 anni più tardi i nuraghi di Sellerzu, Nieddu Puliga, Moru, Ibba Mannna, Su Crastu, Is Silleris, Mindeddu, Lercuri, Mattalei, Boschinu, Gib'e Scorca sparsi nel territorio, e quello di Geperarci, al confine con Ilbono.  Tracce di un villaggio nuragico sono a Mattalei e di un piccolo abitato romano a Boschinu. Forse la vita umana si è concentrata nel sito attuale al tempo delle incursioni barbaresche, quando per sfuggire ai pirati turchi e marocchini le popolazioni lungo la costa furono costrette a fuggire verso l'interno. La menzione più antica di Bari la troviamo in un documento volgare della metà del secolo XII, che lo dice situato "in Trigonia de Barbaria", cioè nella zona ogliastrina coltivata a grano (trigu), e che Arzocco, zio del giudice di cagliari Salusio di Laconi,  vi possedeva "sa domu de Bari, cum serbus ed ankillas, cum bingias domestias cum saltus ed agua, et semidas ed duos ortus de abis et duas masonis de cabras ed una mosoni de porcus" ("la casa di Bari, con servi e ancelle, con vigne e case coloniche, con 'salto' [un pascolo montano] e acqua, e poderi, e due orti con api e due greggi di capre e una mandria di maiali"); tutte cose che donava con quel documento "a Santa Maria de Lotzorai". Con i suoi 163 "fuochi" (circa 600 abitanti) nel 1654, il centro di Bari era al sesto posto tra i paesi dell'Ogliastra: ma era sceso al decimo nel 1861 a causa della malaria: dal 1700 al 1870, i decessi raggiunsero complessivamente il 97,71% dei nati. Arrivò al tredicesimo posto nei primi anni del Novecento. Poi conobbe un'ascesa continua fino ad occupare il quinto posto. La sconfitta della malaria e, successivamente, la scoperta del turismo costiero hanno fatto la sua fortuna. Il paese era prevalentemente abitato da contadini; poca la pastorizia per mancanza di estesi pascoli. Gli abitanti erano nella quasi totalità analfabeti, tuttavia si sono avuti negli ultimi quattro secoli 26 sacerdoti e 27 notai nativi del luogo.


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