Baressa

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Parte Montis

CAP: 09050
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Ales

Superficie territoriale 12,55 kmq
Altitudine 165 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1367
1961:1209
1971:1023
1981:1001
1991:962
2001:849
2005:811
2010:747


Unione dei Comuni "Alta Marmilla"
Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baradili, Curcuris, Gonnoscodina, Gonnosnò, Mogorella, Morgongiori, Nureci, Pau, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Usellus, Villa S. Antonio, Villa Verde
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Collocato al centro di un territorio che confina con i comuni di Gonnoscodina, Simala, Gonnosnò, Barradili e Gonnostramatza, in provincia di Oristano, il Comune di Baressa è un piccolo ma attivissimo paese: e il centro abitato di oggi non si discosta molto da quel che si dice sia stato il paese molti anni fa. Del piccolo paese della Marmilla si racconta infatti che la popolazione era talmente dedita a diverse attività (agricoltura e artigianato) da dimenticarsi perfino di mandare i propri figli a scuola: si era nel 1833 e l'istruzione elementare prescritta dal Regio Editto di Carlo Felice già dieci anni prima non era ancora diventata obbligatoria, anche se gli incitamenti del Governo e delle stesse autorità ecclesiastiche erano robusti quasi quanto un decreto. Ma i consiglieri del Comune di Baressa di quel tempo non si lasciarono intimorire né dal Cesare di turno né dal parroco: e così le scuole del Comune di Baressa restarono ancora per qualche anno desolatamente chiuse. Padri e figli nei campi e senza libri. Solo un paio di anni più tardi il governo riuscì a convincere la popolazione che l'istruzione era in fondo utile quanto il pane. 

Il paese.
Questa storia, vera o fantasiosa che sia, la dice comunque lunga sul carattere deciso e laborioso degli abitanti del Comune di Baressa. Ancori oggi, la gente del paese riesce ad ottenere miracoli da quel territorio poco fertile e privo di un buon apporto idrico. Si pratica l'agricoltura in tutte le sue forme, anche se la produttività non raggiunge livelli ottimali. Grano, orzo, avena sono le colture principali. Non mancano gli oliveti, che danno un ottimo olio di frantoio, e i vigneti, che producono un ottimo vinello leggero ma gradevole, anche se in quantità di poco maggiore a quella richiesta dalla popolazione. Fra i filari, si coltivano gli alberi da frutta: peschi, meli, ciliegi, peri, fichi e mandorli. La produzione, però, è quasi tutta destinata ad uso locale. Un tempo si coltivavano anche pioppi, il cui uso era prettamente di tipo edilizio. Negli ultimi anni, è stata incrementata la coltivazione del mandorlo, per la produzione di dolci tipici; e viene celebrata una sagra per la valorizzazione dei prodotti locali. L'allevamento del bestiame, invece, non è molto sviluppato. Scarso il patrimonio ovino e bovino, in un paese che non vanta in questo settore grosse tradizioni. Sporadiche, invece, le attività artigianali. 

La storia.
L'odierno Comune di Baressa faceva parte dell'antica provincia di Isili, distretto di Forru. Era compreso nel dipartimento della Marmilla del Giudicato di Arborea, feudo appartenente al marchesato di Quirra. Ma non mancano, nelle campagne vicine al paese, i resti di altre antiche civiltà che qui evidentemente si sono succedute. A nord dell'attuale paese è sicuramente esistito un'altro agglomerato, andato completamente distrutto. Si chiamava Azzeni e faceva parte della diocesi di Usellus prima che questa si unisse con Terralba per dare origine alla diocesi di Ales. Notevole ls presenza nel territorio del Comune di Baressa di reperti di età romana. A Bruncu Uras e a Codinas sono stati trovati cocciame vario ed abbondanza di frammenti di embrici, cioè lastre di terracotta a forma trapezoidale, con i bordi laterali rialzati, usati un tempo per la copertura dei tetti. Tutto questo fa pensare che nelle due località si trovassero due piccoli centri, di cui però non si conosce altro per la mancanza di scavi adeguati. Nelle zone di Nurax'e Molas, Su Pranu e Sa Turriga furono rinvenuti, invece, massi di crollo e cocciame romano, misto a materiale nuragico. Le scoperte più interessanti furono rinvenute durante i lavori per la costruzione della strada Simala - Baressa. Tra le tante scoperte, anche il ritrovamento di tombe di epoca punico-romana. Molto interessante, la presenza di suppellettili di terracotta (delle lucerne) dalla forma particolare: a tronco di cono rovesciato, con beccuccio poco sporgente per il lucignolo e un ampio foro circolare, nel centro, per l'olio. Ma tutto il territorio del Comune di Baressa rinserra stupendi tesori del passato. In località Donigala, sono stati rinvenuti di recente chiari segni di un abitato di età romana. In località Cungiau, infine, durante alcuni lavori agricoli, furono trovate ben 96 monete d'argento appartenenti a famiglie diverse. Pochi, invece, i nuraghi, quasi tutti distrutti. Quattro di essi sono sicuramente monotorri: soltanto il nuraghe Melas apparve di natura più complessa e interessante. Recentemente sono state rinvenute una stazione ed un'officina.


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