Baradili

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Parte Montis

CAP: 09050
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Ales

Superficie territoriale 5,61 kmq
Altitudine 165 metri s.l.m.

Abitanti al:
1961:188
1971:159
1981:133
1991:119
2001:95
2005:100
2011:90


Alta Marmilla
Albagiara, Ales, Assolo, Asuni, Baressa, Curcuris, Gonnoscodina, Gonnosnò, Mogorella, Morgongiori, Nureci, Pau, Ruinas, Senis, Simala, Sini, Usellus, Villa S. Antonio, Villa Verde
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Il Comune di Baradili, proprio al centro della Marmilla, in Provincia di Oristano, si annida fra due alture con esposizione sud-ovest poco distante dalle falde meridionali dell'altipiano della Giara. Confina con i comuni di Gonnosnò, Sini, Nuragus, Baressa. Di Baressa, da cui dista poco più di due chilometri, Baradili è stato a lungo frazione. 

Le origini
La storia del paese, pure così giovane quanto ad autonomia comunale, si perde in realtà nella notte dei tempi. La stessa etimologia ci riporta molto indietro, addirittura al paleosardo: La base Bar, infatti, fa pensare a natali risalenti ai primi albori della vita dell'isola. Da questa ipotesi, del resto, si sono avute, con l'andare degli anni, alcune conferme non trascurabili. Nel maggio del 1937, mentre si costruiva la strada che congiunge il paese al cimitero, alcuni operai scoprirono, a circa 70 cm di profondità, un recipiente di terracotta, a forma di pentola, contenente molti frammenti di rame grezzo di varie dimensioni. La zona si trova a 150 metri circa a sud dell'abitato, in una regione denominata Santa Maria, vicino ad un corso d'acqua perenne che ha lo stesso nome. I frammenti recuperati, tutti catalogati, sono stati 154, di peso diverso,  variabile da un minimo di pochi grammi ad un massimo di kg 1,750. L'esame analitico ha rivelato la presenza di silice, rame e stagno: questo ritrovamento, ritenuto interessantissimo dagli archeologi, fa pensare alla presenza di una rudimentale fonderia di origine antichissima, sicuramente preistorica. Ma tutta la zona ha riservato alcune altre sorprese, e forse ancora ne riserva a chi cercherà  di studiarla più attentamente. Infatti, sono ancora chiare le tracce di strade con selcianti risalenti quasi sicuramente al periodo romano, mentre altri scavi hanno portato alla luce frammenti di macine  di lava basaltica, anfore, vasi di terracotta e di argilla bianca. Sorgevano vicino al paese anche numerose costruzioni megalitiche e, secondo notizie fornite da Vittorio Angius, si intravvedevano nell'Ottocento, in località Cibixia, le fondamenta di un antico edificio diviso in 25 vani piccoli che, riferisce lo studioso, si riteneva fossero antichi bagni. Nel medioevo, Baradili appartenne al Giudicato di Arborea e poi, durante la dominazione spagnola e quindi sabauda, al Marchesato di Quirra fino al 1836. Dopo l'abolizione del sistema feudale, Baradili fece parte dell'intendenza di Isili e della Prefettura di Cagliari.


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