Arzachena

Comune in fase attivazione
Provincia di Olbia-Tempio
Regione storica di Gemini

CAP: 07021
Prefisso Telefono: 0789

Azienda n.2, Olbia
Distretto sanitario Olbia

Superficie territoriale 228,61 kmq
Altitudine 85 metri s.l.m.

Abitanti al:
 1951:4269
1961:4618
1971:6157
1981:7935
1991:9435
2001:10425
2005:11701
2011:13317


Unione dei Comuni "Arzachena, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Telti"
Palau, Sant’Antonio di Gallura, Telti
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Abbarbicato su un costone roccioso a nord-est della Sardegna, in provincia di Sassari, il Comune di Arzachena ha un’altitudine variabile dai 20 ai 120 metri slm., ed un’estensione territoriale di 22.859 ettari. Il territorio del Comune di Arzachena si estende a nord sino ai confini del comune di Palau; a est si affaccia sul mare con oltre 70 chilometri di coste suggestive, ricche di anse e promontori; a sud confina col territorio del comune di Olbia; a ovest con quelli di Sant’Antonio di Gallura, Luogosanto e con la frazione di Bassacutena attraverso il corso del fiume Liscia. Costituito da una alternanza di piccole colline, montagnole, valli e tratti pianeggianti, con circa 3000 ettari di pianura irrigata, il territorio del Comune di Arzachena enumera nel suo andamento molte emergenze rocciose di notevole altezza: Monte Moro (m 420), Punta di Multalonga (m 300), Punta Occhioni (m 386), Punta Baignoni (m 197), Monti di Ghiolghju (m 300), Monti di Mezu (m 208), Punta Martino (m 338), Monti Canu (al confine col comune di Palau, m 395), Punta Mazzolu (m 240), Punta Candela (m 186), Punta li Foci (m 331). La composizione del suolo del Comune di Arzachena è costituita da massicce formazioni di natura granitica. L’azione degli agenti atmosferici ha scavato e modellato molte rocce in forme fantasiose. I terreni sono di natura sabbiosa, formati da granito in decomposizione. Solo in minima percentuale, in qualche fondo-valle, si trovano modeste estensioni di terreni umiferi, per lo più ottenuti dall’abbondante sedimentazione del fogliame proveniente dall’estesa macchia mediterranea. Circa il 60% del territorio del Comune di Arzachena è coperto di vegetazione spontanea e, sia pure in minima parte, da piccoli boschi composti di alberature di medio fusto (lecci, querce, olivastri). Pochi i fiumi e i torrenti: fra questi i più importanti sono il fiume Liscia, il rio San Giovanni, che sbocca nel golfo di Cannigione, e il rio San Pietro, a carattere torrentizio. Nel territorio del Comune di Arzachena, oltre al paese, prosperano diverse frazioni: fra queste Porto Cervo, Baja Sardinia, Cannigione e Abbiadori, nate o ingranditesi nell’ultimo quarantennio, sono veri e propri agglomerati urbani di natura turistica, dotati di tutte le attrezzature e i servizi, conosciuti in tutto il mondo grazie anche al massiccio apporto dato alla zona dagli investimenti effettuati dal Consorzio della Costa Smeralda e da tantissimi altri imprenditori privati.

La storia 
Sul luogo dove oggi sorge il paese attuale, anticamente si sarebbero avvicendati almeno altri due insediamenti: Turibulum (o Turublo) Minor, di epoca romana, e Arzaghena (o Arsaghena, secondo quanto appare dalla carta di infeudazione concessa da Alfonso V a Rambaldo de Corbaria nel 1421), di epoca medioevale. Turibulum Minor era collegato ad altri importanti centri, tra cui l’odierna Olbia, da una comoda strada romana. A otto chilometri di distanza sarebbe sorta la città di Elephantaria, sita in regione San Giorgio, lungo il corso inferiore del fiume Liscia. Il nome molto probabilmente derivava dal masso granitico a forma di fungo (Monti Incappiddatu) che ancora oggi sovrasta l’abitato, nonostante i molti attentati portati alla sua monumentalità da avidi cavatori. Caduto l’Impero romano, le città costiere della Sardegna furono quasi tutte distrutte. Di Turibulum Minor e di altri centri vicini non restò traccia. Solo nel 1350 si ha notizia di un nuovo insediamento medioevale sorto col nome di Arzaghena sul vecchio sito di Turibulum Minor. Il Giudicato di Gallura era stato diviso, nella parte settentrionale, in otto zone amministrative, le curatorie: Arzaghena era il capoluogo della curatoria di Unale. Nel 1376 una epidemia di peste decimò pesantemente la popolazione della regione e fu la fine del borgo di Arzaghena. Lo storico Fara, alla metà del Cinquecento, parla di una Gallura semideserta, che ancora non si era ripopolata dopo la terribile epidemia. È forse da allora che prende a svilupparsi l’habitat disperso tipico della Gallura, la vasta e densa griglia di abitazioni-azienda, dette stazzi, dimore più o meno stanziali di contadini affluiti nella zona dalle campagne circostanti, pastori che interruppero le transumanze stagionali, nonché abitanti della vicina Corsica, fuoriusciti politici o delinquenti comuni, che verso il 1700 si rifugiarono in Gallura, nelle zone più impervie, per non essere scoperti. In pochi decenni le case coloniche e i poderi coltivati crebbero di numero e la vita associativa, che man mano si andava intensificando, rilevò la necessità di luoghi di culto e riunione. Nacquero così diverse chiese campestri. Nel 1716 fu dedicata, nel territorio attuale del paese, la prima chiesa alla Madonna, sulla cui base verrà costruita nel 1776 l’attuale chiesa parrocchiale. Nel 1922, 144 anni dopo, avrebbe festeggiato la conquista dell’autonomia comunale, distaccandosi da Tempio Pausania dopo anni di battaglie, validamente guidato dai fratelli Michele e Salvatore Ruzittu.




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