Ardauli

Comune in fase attivazione
Provincia di Oristano
Regione storica di Barigadu

CAP: 09081
Prefisso Telefono: 0783

Azienda n.5, Oristano
Distretto sanitario Ghilarza

Superficie territoriale 20,55 kmq
Altitudine 421 metri s.l.m.

Abitanti al:
1951:1954
1961:2008
1971:1754
1981:1472
1991:1352
2001:1159
2005:1083
2011:960


Unione dei Comuni "Barigadu"
Bidonì, Busachi, Fordongianus, Neoneli, Nughedu S. Vittoria, Samugheo, Sorradile, Ula Tirso
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«Terra di sassi, di greggi mal nutrite, di fichidindia in fiore e di gente altera: questa è la mia terra». Così cantava, negli anni Sessanta, un giovane poeta ardaulese, Aldo Zaru, cogliendo bene l’essenza fisica e spirituale del Comune di  Ardauli, del suo territorio e dei suoi abitanti. Il Comune di Ardauli, in provincia di Oristano, sorge in posizione eminente rispetto alla vallata del Tirso, verso la quale guarda ad ovest ed a nord-est, qui delimitato da formidabili bastioni di roccia che, in tempi antichi, in epoca di incursioni barbaresche, lo rendevano sicuro perché difficilmente accessibile. Uno dei paesi componenti la Parte Barigadu, uno degli antichi dipartimenti del regno di Arborea, Il Comune di Ardauli è posto a circa 475 metri sul livello del mare; ha un territorio di 2055 ettari costituito in buona parte da terreni scoscesi, non troppo fertili, anche se una volta intensamente coltivati. Ora il territorio, in completo abbandono, è isterilito e pressoché improduttivo; sopravvive ancora la coltura dell’ulivo e, con qualche centinaio di ettari di vigneto ad alberello, quella della vite, che negli anni passati dava linfa alla locale cantina sociale, oggi chiusa. Il territorio del Comune di Ardauli è in prevalenza montagnoso, degradante verso il lago Omodeo e la vallata del Tirso, che segna il suo confine orientale; forre, crepacci, grotte naturali, picchi cinerei o rossastri rendono vario il territorio soprattutto a settentrione ed a meridione, ove il confine, per buon tratto, è segnato rispettivamente dai rii Canale e Tilisai. Il Comune di Ardauli confina a nord con quelli di Nughedu Santa Vittoria e di Sorradile, ad est con quello di Neoneli, a sud con quello di Ula Tirso e ad ovest con quello di Ghilarza; il confine ovest è costituito completamente dal lago Omodeo.

La storia
Il nome del paese, nella sua forma sarda Ardaule, è composto da due parti, arda ed ule, che danno adito a diverse etimologie: arda (anche ardia) = guardia e ule = gole darebbero come significato “guardia delle gole”, come giustifica la posizione dominante del paese sul rio Canale; arda (dal latino arduus) = malagevole e ule = gole significherebbero “malagevoli stretti passaggi o gole”, e sarebbe, nel nome, la descrizione del luogo impervio in cui è sorto il paese; se poi dovessimo accettare la terza soluzione, in cui arda è fatto derivare dal latino ardere e ule dall’identico vocabolo greco (e la lunga dominazione bizantina in Sardegna lo giustificherebbe) che significa “bosco, selva, foresta”, avremmo “foresta, selva, bosco bruciato”: avremmo cioè in un toponimo la certezza che il fenomeno degli incendi in Sardegna non è solo di questi tempi. Testimonianza di antichissimi insediamenti nella zona sono le domus de janas (interessantissime quelle di Muruddu qui chiamate musuleos (unico esempio di vocabolo usato per indicare questi manufatti e che richiami l’idea di locali a destinazione funeraria). La parlata in uso ad Ardauli attesta la lunga influenza della lingua latina sulle popolazioni locali. Oscuro e travagliato dovette essere il periodo a cavallo fra la dominazione bizantina e l’affermarsi della potenza dei giudicati: perfino le zone interne della Sardegna, come questa del Comune di Ardauli, erano meta frequente delle scorrerie barbaresche, tanto è vero che se ne tramanda ancora il ricordo; anche un toponimo della campagna ardaulese, Sos Monumentos, starebbe a indicare che in quel sito, in tempi lontani, furono eretti monumenti funerari ai caduti negli scontri con i pirati africani. Attorno all’anno 1000 si ebbe, nella zona, notevole opera di conversione al cristianesimo e già nel 1025 fu costruita la prima chiesa di Ardauli, intitolata a Santa Maria della Guardia, seguita dalla chiesa campestre di San Quirico (del 1101) e da quella dei Santi Cosma e Damiano (1155). L’attuale chiesa parrocchiale, del XVII secolo, è la più bella delle chiese del Comune di Ardauli e presenta interessantissime caratteristiche architettoniche ed artistiche.

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